Citazioni Citabili X – Halloween Edition

“Nessuno sano di mente si siederebbe a tavola sapendo che finirà in pentola”
Renato Brunetta, Forza Italia

“Questo governo è un neonato che ha già le rughe”
Pietro Senaldi, Libero

“Se questo governo fallisce, torna quello là con la barba”
Dario Franceschini, PD

Il bue e l’asino

Quando attaccavo i governi del PD, avevo molti lettori grillini.
Quando ho cominciato ad attaccare il governo Grilloverde, ne ho persi parecchi.
Alcuni mi accusavano d’essere passata col PD.
Loro accusavano me.

True story

Ho visto su La7 un documentario sull’uccisione di Bin Laden. Hanno intervistato i suoi vicini di casa, chiedendogli: “Com’era la famiglia Bin Laden?”
Loro hanno risposto: “Persone gentili, salutavano sempre”.

(Se non mi credete, potete guardare il documentario in streaming su Rivedi La7)

Fatwoman

Propongo un sequel di Joker che rilegga nella stessa chiave il personaggio di Catwoman, facendone una gattara sessantenne di 90 chili, che sfrattata dal suo sottoscala, si riduce a dormire nei vicoli, vestita non di latex, ma coi sacchetti neri della spazzatura.

Ho l’impressione però che qualunque cosa facesse per ribellarsi a questa sua condizione e alle ingiustizie subite, non riuscirebbe comunque a diventare un simbolo della rivolta popolare.
Perché tutti i dropout sono emarginati, ma alcuni emarginati sono più emarginati degli altri.

The long goodbye

Nel decennale di Breaking Bad, e sei anni dopo lo stupendo finale in tre atti – Ozymandias, Granite State, Felina – Vince Gilligan ne aggiunge un quarto, El Camino, epilogo perfetto per la storia di Jesse Pinkman, che da Walter White dimostra d’aver imparato sia l’arte di lasciarsi sottovalutare dal nemico per batterlo (il duello suburban western) che quella di usare la verità per mentire (la telefonata ai genitori, che rispecchia l’ultima di Walt a Skyler).
È però a Mike che Jesse deve la maturità per spegnere il fuoco che lo brucia, prima che lo consumi come Walt.

Il finale di Breaking Bad però non è ancora finito.
Il quinto (e ultimo?) atto ci aspetta in fondo al cammino di Better Call Saul.

That’s life

Come già accaduto per fin troppi altri film e finali di serie, circola una teoria secondo la quale praticamente tutto ciò che vediamo succedere nello stupendo Joker sia in realtà soltanto una fantasia allucinatoria del protagonista.
È una teoria che trovo disperante, perché dimostra quanto il pubblico sia ormai incapace di accettare la possibilità che accada qualcosa di sovversivo, non soltanto nella realtà quotidiana, ma persino nella fiction.

Il Joker esiste.
Thomas Wayne l’ha generato, se non biologicamente, socialmente e politicamente.
E ne ha pagato il prezzo.
Il capitalismo genera il caos.
E la repressione, che genera altro caos.

Una forza ctonia, pre-politica, viscerale. Che sorge dall’inconscio collettivo.
La pars destruens.
Il motore della rivolta, non il volante che ne decide la direzione ultima.
Il caos esiste.

Non sono allucinazioni quelle di Joker, è la vostra ad essere cecità isterica.
Guardatevi attorno.
That’s life.