The Apprentice

Volato negli USA per un update al suo software, Matteo Renzi ha chiesto di incontrare Donald Trump.
Gli è stato risposto che il presidente riceve solo leader di governo o di partito, e lui non è più né l’uno né l’altro.
Matteo, you’re fired.

Big Bang

esopianeti

Scoperti 7 nuovi pianeti simili alla Terra.
Sono tutti fuoriusciti dal PD.

Odio di palma

Contestate le palme in piazza Duomo a Milano perché “ricordano l’Africa”.
Il 21 giugno Casapound marcerà contro l’estate.

Il Kamikaze

Keep Calm and Marathon

Quando accendo la Tv su La7 e non ci trovo una maratona di Mentana temo subito che sia successo qualcosa di grave.

No Way Out

“Euro is irreversible. This is the treaty”.
– Mario Draghi

Romanzo Crimineuro

Dice l’Europa sticazzi der teremoto, dovemo caccia’ i sordi uguale.
Sennò so’ cazzi.

Futuristi

“Ecco perché mi piace dimenticare il passato, e ricordarmi solo del futuro” dice il testimonial Oscar Farinetti, nello spot che ha cominciato a circolare la settimana del 27 gennaio, Giorno della Memoria.

Tutto lo spot è in bianco e nero, tranne il logo del prodotto, che è rosso.

The Final Retcon

Il series finale di Sherlock è stato così scadente che parte del pubblico l’ha creduto un falso, ed ha chiesto alla BBC di mandare in onda “quello vero”.

Dopo aver cercato per anni di “appropriarsi” di tutto il canone di Doctor Who riscrivendolo retroattivamente, e tentando di rendere un personaggio inconsistente da lui creato, Clara, la “vera” protagonista della serie, Moffat ha cercato di fare lo stesso coll’universo sherlockiano.
Come nell’episodio Listen di Doctor Who aveva fatto di Clara l’accidentale responsabile dell’origin story del Dottore, per il series finale di Sherlock ha creato Eurus, improbabile sorella segreta sociopatica di Sherlock, apposta per affidarle un ruolo analogo.

In The Final Problem quindi Eurus interpreta in modo piatto e monocorde lo stereotipo della Strega dell’Est al quale il suo nome allude, cercando d’accreditarsi come la “vera” protagonista dell’universo sherlockiano, responsabile del trauma primigenio che ha plasmato tutta la personalità di Sherlock e profondamente segnato quella di Mycroft; regista occulta delle trame criminali di Moriarty; nonché personificazione della Melancholia, dominus delle loro vite.
Il tentativo, ‎velleitario quanto fallimentare, produce un episodio di rara bruttezza crivellato di plotholes, un lugubre pastrocchio d’incongruenze, forzature, assurdità e logori espedienti scopiazzati da altri franchise. Batman, Saw, Hannibal, Skyfall, tutti gli horror asiatici degli ultimi 20 anni, non c’è niente in The Final Problem che non sappia di sbobba riciclata, come non c’è più niente nel rintronato energumeno che lo Sherlock di Moffat è diventato che ricordi l’Holmes originale, o anche soltanto quello del pilot.

Se la serie aveva avuto un merito particolare, anche grazie all’interpretazione di Martin Freeman, era il tentativo di aggiungere un’inedita complessità al personaggio di John Watson. Anche questo è stato azzerato dalla quarta stagione, in favore d’un ringhioso cliché da action movie.
La chiosa postuma affidata alla povera Mary Morstan (che anche da morta cambia personalità a ogni episodio) “Non importa chi siete davvero, quello che conta sono le avventure”  suona infatti come una patetica giustificazione dell’incapacità dell’autore di costruire personaggi coerenti.
Cazzaro come al solito, Moffat aveva promesso che questo finale avrebbe “fatto la Storia della TV”.
Se Sherlock passerà alla Storia, sarà per essere riuscito in soli 13 episodi a diventare la peggiore parodia di se stesso.

Professionisti

Ma se la vecchia legge elettorale è incostituzionale, e anche la nuova legge elettorale è incostituzionale, allora chi sta guidando l’aereo?