Porte chiuse

A causa della pandemia di Covid-19, che continua a fare migliaia di morti ogni giorno, in tutto il mondo si moltiplicano le richieste di controllo sociale, sia con mezzi tradizionali come l’esercito, che tecnologici come droni e app di tracciamento.

In tutto il mondo, dalla Francia all’Iran, dalla Catalogna a Hong Kong, la giustificata paura del contagio ha spento il fuoco delle manifestazioni di piazza, sostituite dalle spettrali pattuglie in tuta bianca che spruzzano disinfettante.

In Italia il tricolore sventola sui balconi, i vicini denunciano chi esce di casa senza autorizzazione, lo sciopero è considerato diserzione.

Nessuno strumento repressivo convenzionale sarebbe mai potuto essere così efficace.
Covid-19 è il ministro degli Interni che il sistema stava aspettando.

Invulnerabile alla satira e alla magistratura.
E contro il quale non si può manifestare senza fargli letteralmente un favore.

La Dottoressa Giò

Il flop della passata stagione ha spinto Chris Chibnall, attuale showrunner di Doctor Who, a rinunciare al tentativo d’imitare Russel T. Davies, e cominciare ad imitare Steven Moffat, con una Thirteen che non è più la copia sbiadita di Ten, ma di Eleven, un Master ridicolo che si crede Zoolander, e un retcon demenziale che demolisce la mitologia della serie dalle fondamenta, declassando il personaggio del Dottore da Timelord ribelle a Principessa Segreta, classico trope sessista ed eugenetico che fa derivare la rilevanza d’un personaggio femminile dalle sue ascendenze biologiche.

Chris Chibnall non è riuscito come sperava ad eguagliare Russell T. Davies. Però è riuscito a superare Moffat.
In peggio.