L’Era del Cazzaro

cover1Dopo Fuga di Mauro Baldrati e Malevisione di Marilu Oliva, L’Era del Cazzaro è il terzo eBook gratuito della nostra collana camilliana.
Mentre sceglievo e impaginavo i corsivi per questo best of della mia rubrica Schegge Taglienti, mi sono resa conto che nel sub-universo nel quale ci troviamo il tempo non scorre in modo cronologico, ma alfabetico.
Dopo l’era Andreotti abbiamo avuto l’era Berlusconi. Adesso tocca alla C di Cazzaro. Una metastasi dell’era precedente.
Di Matteo Renzi non conta il nome, ma solo la qualifica. Non perché Andreotti e Berlusconi non fossero cazzari, ma perché Renzi è soltanto un cazzaro.
Non è nient’altro.
Chi lo appoggia per opportunismo lo sa bene, chi lo sostiene per cieca disperazione, temendo un vuoto di potere in sua assenza, non si rende conto che Renzi stesso è il Vuoto al potere.
Il vuoto entropico che è lo Zeitgeist di quest’era, in tutto il mondo.
Un vuoto famelico che come un buco nero risucchia le nostre vite e le nostre storie nel nulla.
Finché non sapremo darci la spinta necessaria per uscire da quest’orbita.

Per scaricare l’ebook L’Era del Cazzaro: EPUB, MOBI, PDF

Old School

In questi giorni, molti commentatori hanno etichettato come obsolete le recenti polemiche sul voto di partigiani e antifascisti, definendo il fascismo “una cosa del passato”.
Passato?

“Per cambiare un’organizzazione ci vuole un gruppo sufficiente di persone convinte di questo cambiamento, non è necessario sia la maggioranza, basta un manipolo di cambiatori. Poi vanno individuati i gangli di controllo dell’organizzazione che si vuole cambiare e bisogna distruggere fisicamente questi centri di potere. Per farlo, ci vogliono i cambiatori che vanno infilati lì dentro, dando ad essi una visibilità sproorzionata rispetto al loro status aziendale, creando quindi malessere all’interno dell’organizzazione dei gangli che si vuole distruggere. Appena questo malessere diventa sufficientemente manifesto, si colpiscono le persone opposte al cambiamento, e la cosa va fatta nella maniera più plateale e manifesta possibile, sicché da ispirare paura o esempi positivi nel resto dell’organizzazione. Questa cosa va fatta in fretta, con decisione e senza nessuna requie, e dopo pochi mesi l’organizzazione capisce perché alla gente non piace soffrire. Quando capiscono che la strada è un’altra, tutto sommato si convincono miracolosamente e vanno tutti lì. È facile”.

L’amministratore delegato dell’Enel Francesco Starace illustra le riforme del governo Renzi agli studenti della Luiss Business School.

A Good Man Goes To War

War TenMoffat non è capace di mostrare anziché raccontare nemmeno quando dovrebbe per forza: se non c’è nessun personaggio in scena, ci mette la voce narrante. In rima.

RTD invece è capace di mostrare anche mentre deve raccontare. In The End of Time, Ten spiega a Wilfred quanto i Time Lord sappiano diventare pericolosi, e contemporaneamente glielo dimostra. Infatti in pochi minuti trasforma un cargo mercantile in un’astronave da guerra, mette l’ottantenne Wilfred alle mitragliatrici, sbaraglia tutta la contraerea missilistica della terra, e si precipita come un kamikaze giù dall’astronave direttamente attraverso il lucernaio per spianare una pistola in faccia a Rassilon, e rispedire l’intero pianeta Gallifrey all’inferno.

Non c’era nessun bisogno che Moffat s’inventasse il suo loffio War Doctor, noi avevamo già visto il War Doctor. Ten in The End of Time.

Vertigo

david-bowieMementoMemento è un geniale e affascinante blend fra Hitchcock e Philip K. Dick sulla soggettività del reale.
Una delle cose più hitchcockiane del film, che cita Vertigo, è quanto l’immagine del biondo protagonista Guy Pearce sembri ricostruita su quella del David Bowie di Let’s Dance, proprio nello stile di Vertigo. 
L’impressione che Nolan pensasse a Bowie come protagonista è confermata dal pezzo Something In The Air che chiude la soundtrack, e che restituisce tutta la vertigine straniante del film.

Contratto atipico

La legge sulle unioni civili è monca e discriminatoria, rifila alle coppie LGBT un matrimonio di seconda categoria, privo di diritti e doveri fondamentali come l’accesso all’adozione e l’obbligo di fedeltà. A chi ne ha bisogno però tocca accontentarsi.
È la logica del precariato applicata ai diritti civili.

Life on Mars

The-martianThe Martian non è soltanto il miglior film di Ridley Scott degli ultimi trent’anni (non ci vuole molto) è soprattutto il Marte più bello mai visto al cinema.

Così affascinante che alla fine dispiace lasciarlo, e per un attimo si spera che, alla Sam Tyler, il protagonista salti giù dall’astronave per tornarci.

Crossover

poi

The Machine sa di Crisalide.
(E sa anche che Reese e Finch si amano, ma quello lo sanno tutti)