Microcriminalità

Il Joker di Jared Leto è peggio che scarso, è insignificante. Se non fosse per trucco e parrucco sarebbe indistinguibile da un qualsiasi teppistello di periferia strafatto.
L’esserne perdutamente innamorata fa di Harley Quinn un’oca giuliva anche più del repertorio di faccette e mossette sculettanti stile Non è la Rai che costituiscono tutto il suo personaggio.
Deadshot è un tenerone. Anche lui, come ultimamente ogni killer, ha una figlioletta rompicoglioni che gli impedisce di ammazzare la gente, ma in realtà non ne avrebbe nemmeno bisogno, perché s’affeziona subito.
Gli altri componenti della Suicide Squad si fatica a ricordarli, né vale la pena sforzarsi.
C’è un piromane lagnoso, una samurai in maschera.
E il Coccodrillo cosa fa?
Non c’è nessuno che lo sa.

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La salute innanzitutto

Nicola Gratteri: “Uno Stato democratico non può permettersi il lusso di legalizzare ciò che provoca danni alla salute dei cittadini”.

FUMO

gioca-senza-esagerare

Tutti al mare

C’è stato un tempo in cui portare costumi succinti era illegale.
Adesso è illegale non portarli.
Ancora una volta, lo Stato decide cosa le donne debbano indossare.
Bisogna che tutto cambi, perché tutto resti come prima.

Drone Draper

dddDon Draper non è Don Draper.
Ha rubato il nome a un commilitone morto in Corea. Se non l’avesse fatto, non avrebbe mai potuto avere la carriera che ha avuto, l’unica cosa davvero importante per lui, incapace di provare affetto autentico per chiunque, compresi i figli, verso i quali ha solo rari momenti d’empatia dei quali si stupisce.

Don Draper è un Cazzaro.
La menzogna, il falso, sono la sua vita come la sua professione. È una di quelle persone fasulle che producono realtà fasulle (e viceversa) di cui parla Philip K. Dick. La meditazione alla quale si sottopone nel finale non gli fornisce nessuna nuova autoconsapevolezza, solo l’idea per un nuovo spot.

Don Draper è un prototipo.
I droni del suo modello oggi governano la realtà fasulla nella quale siamo prigionieri.
E come nei grattacieli di Manhattan, più in alto si va, e più se ne trovano.

Season of the Witch

de silva-ilariaSe De Silva è sempre il motore principale (più o meno occulto) dell’azione, la quarta stagione ne ha un altro simile: Ilaria Abate.
Quando la incontra, De Silva la riconosce come appartenente alla sua stessa specie.
Come lui, Ilaria è una manipolatrice, capace di tessere realtà fittizie, e cambiare maschera a seconda dello scenario.
Come lui è sradicata, e resta sempre in fondo estranea alla realtà che manipola.
Anche Ilaria riconosce De Silva come suo simile, e infatti gli chiede di accompagnarla all’altare da parente, e farle da testimone di nozze.
Ilaria però è solo un cucciolo della sua specie, una Morgana che manca il suo Merlino, e finirà schiacciata dalle stesse forze che ha suscitato. Mentre De Silva, molto più antico, troverà l’ennesima via d’uscita attraverso gli inferi.

Ricetta tradizionale

“Il panino che ti fa riscoprire il gusto autentico dell’America degli anni ’50”
Maccartismo, apartheid, e scorie nucleari.

Le regole del gioco

kimLa seconda stagione di Better Call Saul s’è concentrata sul personaggio di Kim, collega e compagna di Jimmy.
Come Walt e Jimmy/Saul agli inizi, Kim è brillante, e sfruttata.
Lei però è onesta, vuole riuscire ad avere successo giocando secondo le regole.
La fondamentale funzione del suo personaggio nella narrativa di Breaking Bad è quella di dimostrare che avere successo giocando secondo le regole è impossibile.
Perché il tavolo è truccato.

Ex Machina

de silvaDemiurgico, genre savvy (“O parli, o spari”, “Perché vuoi fare l’eroe? È anacronistico”) padrone di enunciare le regole del gioco (“Una squadra contro l’altra. E loro giocano per me”) come di rompere la quarta parete (“Cosa cazzo mi tocca fare tutto il giorno, sempre”).
Tra le varie peculiarità che rendono De Silva esplicitamente meta-narrativo c’è anche il fatto che il suo personaggio, benché ne sia il motore principale, sia sempre letteralmente almeno per metà oltre la narrazione.
I suoi moventi ultimi come quasi tutto il suo passato restano per lo spettatore sconosciuti, e forse inconoscibili.

La sensazione è che De Silva sappia qualcosa sulla struttura della realtà che gliela fa vedere in maniera diversa. Possa leggerne l’html.
Philip K. Dick le chiama “le travi sotto il pavimento della realtà”.
Filippo De Silva vede le travi sotto il pavimento della realtà.
Questo gli dà il potere di manipolarla, ma gli rende impossibile concedersi il lusso di crederci davvero.

Faccio cose, vedo gente (e l’ammazzo)

De Silva Gallery

Tutto si può dire di De Silva, tranne che sia biondo.

Emergenza rifiuti

I Cinquestelle non sono ancora riusciti a rimuovere il grosso della spazzatura dalla capitale.
Non sono ancora riusciti a cacciare il governo Renzi.