Target

Sky TG24 dice dell’attentato di Turku in Finlandia: “Pare che il marocchino intendesse aggredire soprattutto donne. Insomma, si rivolgeva a un pubblico femminile”.

Tormentone

“Se non mi baci più, io vengo lì e ti stendo”, canta Kekko dei Modà.

È la sigla della prossima stagione di Amore Criminale.

Longoria’s Run

“Ho qualche capello bianco – dice Eva Longoria nello spot della tintura – ma non voglio che lo sappia nessuno”.

Perché, se lo scoprono ti abbattono?

Carta dei Diritti del Telespettatore Seriale

Il telespettatore seriale ha diritto a:

1) Piantare una serie a metà o in qualsiasi altro punto, saltare episodi, guardarli in ordine sparso, ignorare tutte le stagioni precedenti e/o successive a ciò che lo interessa, senza essere accusato da nessuno di non essere un “vero fan”.

2) Ignorare e/o non considerare parte del canone gli sviluppi della trama che ritiene scritti male, out of character, e/o in contrasto con il resto della mitologia della serie.

3) Amare appassionatamente/odiare a morte uno o più personaggi della serie anche se non hanno fatto assolutamente niente per “meritarselo”.

4) Disprezzare gli autori e/o gli interpreti della serie, pur apprezzando i personaggi che scrivono/interpretano, o viceversa.

5) Considerare espliciti elementi impliciti della psicologia dei personaggi che gli autori non hanno la capacità o la possibilità di rendere espliciti.

6) Inventare spiegazioni per le incongruenze della serie che gli autori non hanno la capacità o la possibilità di spiegare.

7) Scrivere fanfic della serie, sia che segua il canone, sia che lo sovverta completamente.

8) Seguire la serie per un solo personaggio/interprete, per un solo elemento della trama, o anche soltanto per criticarla, scriverne male, perculare il cast e/o gli autori.

9) Ignorare in tutto o in parte il resto del fandom della serie, e non interagire con nessuna delle sue iniziative.

10) Ignorare tutte le serie considerate più cool e di tendenza, e guardare invece repliche di Spazio 1999.

Il mattino ha l’oro in bocca

Nello spot di Io Leggo c’è una tizia che rilegge da mesi sempre lo stesso rigo di Cime Tempestose per materializzare il suo Heathcliff.

Chissà se funziona anche coi libri di Stephen King.

About Time

Jodie Whittaker sarà la prima donna a interpretare il ruolo del Dottore.
L’era Chibnall di Doctor Who si apre con un segnale di discontinuità e rinnovamento, cose delle quali la serie ha un disperato bisogno.
Una scelta apprezzabile e coraggiosa in sé, la cui effettiva riuscita narrativa però dipenderà dalla qualità dell’esecuzione.

È fondamentale che il Dottore non diventi una Dottoressa nel modo grottesco e intrinsecamente sessista nel quale il Master era diventato Missy.
È ragionevole sperare che non succederà, perché per fortuna alla scrivania dello showrunner finalmente non ci sarà più Moffat.

Estate italiana

Non si spiega perché la pubblicità del Barattolino cerchi di vendere qualcosa che piace quasi a tutti, cioè il gelato, associandolo a qualcosa che non piace quasi a nessuno, cioè i parenti.

The Doctor Fails

Cominciata col maldestro tentativo di imitare la formula del precedente showrunner Russell T. Davies, l’ultima stagione dell’era Moffat di Doctor Who è proseguita con un’avvilente serie di pessime copie di episodi precedenti, che tentavano di riprodurne la lettera, fallendo miseramente nel coglierne lo spirito.

Purtroppo però il peggior fallimento è stato riportare in scena il Master di John Simm azzerandone completamente la complessità e l’umanità, per ridurlo a una specie di spalla ottusa e stizzosa per l’insopportabile birignao di Missy, e defraudarlo della stupenda uscita di scena di The End of Time.

Il pippone autocelebrativo di Twelve su quanto sia gentile a sacrificarsi per i coloni sull’astronave ha poi dimostrato come Moffat non capisca la differenza fra scrivere DI un personaggio, e scrivere PER un personaggio.
È vero, il Dottore aiuta il prossimo per gentilezza e senso di giustizia, ma è cosa diversa farglielo proclamare ad alta voce.
È come se Gino Strada si mettesse a dire di se stesso “Guardatemi, potrei fare miliardi con la chirurgia plastica, e invece sto al fronte a ricucire le panze ai pezzenti, SONO UN SANTO!”

La stagione s’è chiusa con la replica per Bill dell’happy ending di Clara, l’imitazione di Twelve dell’iconico addio di Ten, e il preoccupante annuncio che nel suo ultimo episodio, lo special di Natale, Moffat cercherà ancora una volta d’inserirsi nella storia passata della serie per riscriverla – e rovinarla – a sua immagine.

Saulplesse

Dopo una prima stagione perfetta, che in fondo diceva già tutto il necessario sull’origin story di Saul Goodman come criminal lawyer, Better Call Saul ha passato due stagioni in souplesse, diluendo il concetto, e cercando di condire il brodo allungato col ritorno di altri personaggi iconici di Breaking Bad, amministrato però con la stessa esasperante lentezza, che l’elegante maestria della recitazione, della regia e della fotografia non giustifica.

Se la trasformazione di Walter White è stata una progressione inesorabile perfettamente scandita, quella di Jimmy è una specie di valzer impacciato, un passo avanti, uno indietro, una giravolta, e arrivederci all’anno prossimo col prevedibilissimo suicidio di Chuck, espediente convenzionale quanto deludente per spingere Jimmy verso Saul Goodman sulla strada d’una narrativa altrimenti incagliata.

È stato troppo aspettarsi due capolavori consecutivi dallo stesso team creativo, o c’è ancora tempo per correggere il passo?
The jury is still out.

L’uomo che usciva la gente

In tempo di reboot, remake e revival, anche Prison Break quest’anno ha avuto la sua resurrezione.

Le prime due stagioni di Prison Break sono un capolavoro del suo genere gnostico-tamarro. La terza è accettabile. La quarta fa schifo al cazzo per quanto è sbagliata, dalla premessa al finale.

La quinta stagione torna quindi al blueprint della terza, col redivivo Michael Scofiield costretto a fare di mestiere per la CIA quel che aveva fatto per salvare il fratello dalla sedia elettrica.
Tentare di metterlo al suo servizio è in effetti ciò che il sistema ha sempre fatto con ogni archetipo di salvatore. A cominciare dal più famoso.