I Won

breaking-bad-finale-gifsWalter White ha vinto. Di nuovo. Completamente, e definitivamente.
È riuscito per l’ennesima volta a restaurare ai suoi occhi la sua immagine di pater familias generoso dispensatore di ricchezza, un’immagine alla quale non ha voluto rinunciare neanche dopo averla riconosciuta come strumentale.
È riuscito a imporre con l’inganno a suo figlio l’eredità insanguinata che aveva rifiutato con orrore. Quel barile di soldi è letteralmente sporco delle cervella di suo zio Hank, ma Walter Jr, inconsapevolmente, lo userà comunque.
Ha umiliato e terrorizzato Elliot e Gretchen, che passeranno i prossimi mesi nell’incubo perenne d’essere ammazzati se non riciclano i suoi sanguinolenti milioni, e d’essere arrestati se lo fanno.
Ha avvelenato Lydia, e massacrato la gang neonazista che aveva ucciso Hank e osato rubare il brand della Blue meth, sulla quale Walter ha di nuovo imposto il suo nome, e un’mpronta insanguinata a forma di W.
Ha, d’impulso, salvato Jesse dai carnefici ai quali lui stesso l’aveva consegnato. Colui che avrebbe potuto essere la sua nemesi s’è così trasformato nella sua occasione per la morte eroica , rapida e autoassolutoria che voleva, e nell’ultimo scambio di sguardi gli ha persino regalato una scintilla del passato legame, dell’eterna chemistry fra i due.
Walter White, contemporaneamente eroe e supervillain della sua storia, esce dallo schermo ed entra nel mito da vincitore, per sempre scolpito nell’inconscio collettivo come tale.
Ed è quello l’inferno dal quale si regna sul mondo.

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La cucina dell’inferno

saulIn Breaking Bad non ci sono storyline secondarie inutili, irritanti, o irrisolte, c’è solo il plot principale in cui tutto confluisce con una coerenza implacabile. È puro come la meth di Walt.
Breaking Bad però è capace ad ogni stagione anche di creare nuovi personaggi (non) secondari perfetti, come il Disappearer di Granite State, rude, malinconico, degno di Hammet quasi quanto Mike, indimenticabile maestro jedi della filosofia hard boiled; e antagonisti che emergono lentamente dallo sfondo fino a rivelarsi in tutta la loro grandezza come il maestoso Gus Fring, o in tutto il loro orrore, come Todd, una perfetta personificazione dell’essenza, della radice ontologica del nazismo. Per Todd ci sono vite umane di serie A (Walter, perché un genio della chimica) e vite umane di serie Z (la maggior parte) che può spegnere senza nessuna emozione, come pigiare un interruttore.
In Granite State abbiamo salutato il principe dei recurring, Saul Goodman, affabulatore irresistibile, e insieme unico personaggio della serie completamente sincero con se stesso. Prima di partire per il suo purgatorio, Saul ha consigliato ancora una volta a Walt la via d’uscita più ragionevole. Ancora una volta inutilmente. Se il motore delle azioni di Walter White è l’orgoglio, il carburante è l’adrenalina. Walt è dipendente dal rischio quasi quanto dal potere. Infatti, in Gliding Over All, quando cucinare diventa sicuro, noioso come una routine lavorativa, Walter smette. E (inconsciamente) rimette Hank sulle sue tracce, lasciando in giro il libro regalatogli da Gale, come in Shotgun l’aveva fatto convincendo Hank che Gale non potesse essere Heisenberg.
Walter ha scelto di regnare all’inferno non solo perché lo preferisca al servire in paradiso, ma anche perché in fondo è proprio all’inferno che gli piace regnare.

La furia di Heisenberg

HeisenbergDopo il cold open di Blood Money, con Granite State lo scenario di Breaking Bad s’è fatto ancora più esplicitamente post-apocalittico. Walter abbandonato al suo terribile inverno nucleare, Jesse prigioniero in un’agghiacciante miniatura della Woodbury di The Walking Dead (il fumetto, non la serie).
”Apocalisse” significa rivelazione: la scoperta di Hank ha aperto il primo sigillo.
La presa di coscienza di Jesse ha aperto il secondo.
La sua confessione e collaborazione con Hank ha aperto il terzo.
La morte di Hank ha aperto il quarto.
Skyler ha aperto il quinto con una coltellata.
Suo figlio Walter Jr. ha aperto il sesto con una telefonata.
Alla fine di ”Granite State” abbiamo visto aprirsi il settimo.
Nello sguardo di Walter che, scoprendo proprio dall’intervista a Elliot e Gretchen del ritorno in circolazione della Blue meth, capisce d’essere stato ancora una volta derubato della sua creazione, del suo nome, come ai tempi della Grey Matter.
E capisce che questa volta non lo sopporterà.
Perché è l’orgoglio il primo e vero motore delle sue scelte.
Walter/Heisenberg, ora rivelato a se stesso, capisce che non s’arrenderà gentilmente al morire della luce.
La Fine è cominciata.

Le tre stimmate di Walter White

BB5X9Anche in quest’ultima stagione, Breaking Bad si distingue per l’uso oculato quanto magistrale di flashforward e flashback.
L’inquietante flashforward che apre Blood Money, episodio diretto da Bryan Cranston, è molto più carico di oscura angoscia post-apocalittica dell’intero blockbuster World War Z, e suggerisce che il titolo dell’episodio sia anche un riferimento al postatomico Dr. Bloodmoney di Philip K. Dick. ”Things have gone nuclear” dirà infatti Saul. Walter è Bluthgeld, lo scienziato criminale che, come quello di PKD, s’aggira sfigurato e sotto falso nome tra le macerie del mondo che ha distrutto.
Il flashback che apre Ozymandias non è affatto il semplice ”come eravamo” che potrebbe sembrare a prima vista, ma contiene la chiave del rapporto fra Walter e Jesse. Dopo aver cucinato insieme, i due si punzecchiano, s’insultano, si guardano di traverso. Poi Walter si riveste, e insieme alla camicia re-indossa la sua maschera bonaria e gentile per telefonare alla moglie, e mentirle.
Con Jesse, Walter è stato se stesso, con Skyler recita.
Quanto reciterà in senso contrario, per scagionarla alle orecchie della polizia, nell’altra telefonata, che chiude l’episodio.jesse
Sappiamo quanto Walter abbia mentito anche a Jesse, quanto anche con lui abbia cercato di recitare la parte del buon padre, ma c’è sempre stato qualcosa in Jesse, come un reagente chimico, capace di far emergere la vera natura di Walter, nel bene e nel male. La reazione è stata spesso esplosiva, ma li ha anche portati a empatizzare al punto di salvarsi la vita a vicenda rischiando la propria, e a condividere gli unici momenti di gioia sincera della loro turbolenta carriera criminale.
Oggi Jesse è l’unica persona al mondo a conoscere davvero Walter White. Ad avere visto sia il suo volto, che tutte le sue maschere, a sapere e capire fino in fondo di che maestria manipolatoria, di che orgoglio maniacale, di che letale crudeltà sia capace. Come un personaggio dickiano, nel deserto marziano di To’Hajiilee, Jesse Pinkman è il solo a vedere per intero la verità, le tre stimmate di Walter White.
E per quanta gelida ferocia Walter abbia esercitato per cercare di cancellarlo dalla sua vita, non si può fare a meno di pensare che, alla fine, si rivedranno.

L’immagine del re

OzymandiasVince Gilligan, creatore di Breaking Bad, ha definito Ozymandias il migliore episodio della serie. Di certo è un capolavoro di genialità, coraggio, e coerenza narrativa, ed è l’episodio che meglio scolpisce il vero volto del protagonista.
Spoiler
Non è tanto per affetto che Walter tenesse alla vita di Hank, quanto perché Hank era ”family”: la famiglia è sempre stato l’alibi che ha consentito a Walter di giustificare ogni suo crimine, innanzitutto di fronte a se stesso.
La morte di Hank, innesco dell’inevitabile disfacimento a catena del resto della famiglia, ha quindi smascherato/sfigurato Walter di fronte a se stesso, provocandone il crollo psichico.
Quello che abbiamo visto rialzarsi nel deserto all’inizio era puro Heisenberg, capace di ordinare l’esecuzione di Jesse, e distruggerlo dicendogli di Jane, con la stessa gelida, disumana crudeltà.Immagine-del-re
Alla fine però Mr. White, dopo avere rischiato di uccidere la moglie, e temporaneamente rapito la figlia, è riuscito di nuovo a recuperare il controllo, e soprattutto la cosa alla quale tiene di più in assoluto: la sua immagine, di fronte a se stesso, e di fronte al mondo.
Assumendosi tutte le colpe per scagionare Skyler infatti, Walter ha contemporaneamente restaurato ai propri occhi l’immagine del padre che si sacrifica per la famiglia, e instaurato agli occhi del mondo quella di Heisenberg il Terribile.
L’Ozymandias della Crystal Meth.