Carta dei Diritti del Telespettatore Seriale

Il telespettatore seriale ha diritto a:

1) Piantare una serie a metà o in qualsiasi altro punto, saltare episodi, guardarli in ordine sparso, ignorare tutte le stagioni precedenti e/o successive a ciò che lo interessa, senza essere accusato da nessuno di non essere un “vero fan”.

2) Ignorare e/o non considerare parte del canone gli sviluppi della trama che ritiene scritti male, out of character, e/o in contrasto con il resto della mitologia della serie.

3) Amare appassionatamente/odiare a morte uno o più personaggi della serie anche se non hanno fatto assolutamente niente per “meritarselo”.

4) Disprezzare gli autori e/o gli interpreti della serie, pur apprezzando i personaggi che scrivono/interpretano, o viceversa.

5) Considerare espliciti elementi impliciti della psicologia dei personaggi che gli autori non hanno la capacità o la possibilità di rendere espliciti.

6) Inventare spiegazioni per le incongruenze della serie che gli autori non hanno la capacità o la possibilità di spiegare.

7) Scrivere fanfic della serie, sia che segua il canone, sia che lo sovverta completamente.

8) Seguire la serie per un solo personaggio/interprete, per un solo elemento della trama, o anche soltanto per criticarla, scriverne male, perculare il cast e/o gli autori.

9) Ignorare in tutto o in parte il resto del fandom della serie, e non interagire con nessuna delle sue iniziative.

10) Ignorare tutte le serie considerate più cool e di tendenza, e guardare invece repliche di Spazio 1999.

Oltre lo Specchio

Considerato da sempre uno sdolcinato classico natalizio, il film La vita è meravigliosa contiene in realtà una rivelazione terrificante.
Quando il protagonista George Bailey, un gioviale benefattore che s’oppone a Potter, un rapace banchiere palazzinaro, decide di suicidarsi per debiti perché incastrato da Potter, l’angelo Clarence lo dissuade mostrandogli una realtà alternativa nella quale non è mai nato, e che per questo è molto diversa da quella che conosce.
Bailey ritrova così al posto del suo idilliaco paesello un sobborgo di baracche e bordelli, vessato da polizia brutale, mafia, e capitalismo selvaggio. E completamente controllato dall’odioso banchiere.
Pottersville.
È evidente: l’infernale dimensione parallela nella quale George Bailey non è mai nato o non è sopravvissuto, e nessuno ha fermato la devastante ascesa del palazzinaro è il mondo in cui viviamo.

Siamo dalla parte sbagliata dello Specchio.

Mezzo secolo dopo, Ritorno al Futuro II ce l’ha ricordato, raccontando e profetizzando l’ascesa di Biff Tanner, cioè Donald Trump.
Non è quindi la Federazione di Picard ad aspettarci nel nostro futuro, ma l’Impero fascista del Mirror Universe.

Il Potere della Parola

Nel 1994 della pubblicazione di Nicolas Eymerich Inquisitore, arrivavano alla Tv italiana le prime 5 stagioni di Star Trek The Next Generation. Quest’inedito è il primo apocrifo crossover che ho scritto qualche anno dopo. Gli episodi di TNG citati sono Journey’s End e Ship in a Bottle.

 *  *  *

Deanna finì di sistemarsi il lungo abito di foggia trecentesca.
– Su cosa è basato questo tuo nuovo programma olografico, William? Si direbbe una saga medievale.
Riker accennò un sorriso sornione.
– È molto di più. Una serie di romanzi scritti fra il XX° e il XXI° secolo in Italia da Valerio Evangelisti.
– C’era ancora l’Italia nel XXI° secolo?
– Solo nei primi anni, prima di sparire sotto il livello del mare per lo scioglimento dei ghiacciai.
– Sono pronta – annunciò Deanna sorridendo. Riker le offrì il braccio, e insieme entrarono sul ponte ologrammi. Deanna si mostrò subito ammirata per la precisione dei dettagli.
– È una tipica caratteristica dei romanzi che ho voluto trasporre fedelmente nel programma – disse Riker, con una punta d’orgoglio – Il protagonista è ispirato a un personaggio storico realmente esistito,  d’origine ispanica come gli antenati conquistadores del capitano. Ti sorprenderà – aggiunse ammiccando.
– Non vedo l’ora – sorrise Deanna.
Una freccia trapassò la gola di Riker.
Il primo ufficiale emise un rantolo soffocato, poi crollò di schianto.
Deanna urlò, e si chinò su di lui, sconvolta.
– Emergenza sul ponte ologrammi! – Gridò – Computer! Blocca il programma!
Fu inutile.

 *  *  *

Eymerich era furibondo.
– Magister, era l’unico modo per fermarlo – disse il balestriere – l’abbiamo visto apparire dal nulla, e lo sapevamo capace di sparire in un attimo. Era un demone!
– I demoni sono spiriti incorporei, questo invece è un cadavere che non può rivelarci più nulla – scandì Eymerich – E vi siete anche fatti scappare la femmina!
– Sì Magister – ammise il balestriere, visibilmente spaventato dalla furia dell’inquisitore – però stavolta non è riuscita a dissolversi, s’è solo confusa tra la folla.
– Perché ho scoperto le loro formule, e so come invertirle. Non sono demoni, solo negromanti – si rivolse al resto delle guardie – è il momento di agire.

 *  *  *

– Uno dei personaggi ha preso il controllo del ponte ologrammi? Di nuovo? – Picard si girò verso Data.
– Dev’essere diventato senziente, com’era accaduto a Moriarty – rispose l’androide.
– Come stanno Deanna e William?
– Entrambi i loro segnali vitali sono cessati – rispose Beverly, pallida – ma potrebbe essere perché l’ologramma è riuscito a schermare il ponte, interrompendo ogni comunicazione
– Ma com’è possibile che il computer gli obbedisca così? – Protestò Worf – Conoscere i codici d’accesso non basta…
Le porte s’aprirono. Eymerich marciò deciso in plancia.
Picard s’alzò e lo fissò.
– Adesso capisco – disse – William t’ha dato il mio aspetto. Una sorta di omaggio, probabilmente – aggiunse malinconico – anche per questo il computer ti riconosce come un’autorità legittima.
– Io sono l’unica autorità legittima – disse l’inquisitore, sprezzante – E sei tu che stai imitando il mio aspetto. Ma non ingannerai più nessuno.
– Suppongo che tu sia riuscito anche ad accedere ai protocolli del Dottore Olografico per riuscire a materializzarti al di fuori del ponte ologrammi.
– Ti riferisci al fatto che posso spostarmi dove voglio? Posso anche trasferire ciò che voglio. Computer, sicurezza! – Ordinò. Un paio di balestrieri si materializzarono al suo fianco, tenendo sotto tiro il resto della plancia.
– Sei stato abile – commentò Picard.
Eymerich accennò un sogghigno.
– In realtà non è stato difficile. Tutto il vostro potere non è che una ragnatela di parole. Ogni volta che uno di voi si manifestava, io ne annotavo o facevo annotare ogni frase, specialmente quelle che suonavano prive di senso. Così ho scoperto tutte le vostre formule, e come usarle contro di voi.
Picard scosse la testa.
– Credi di sapere tutto? Non hai idea di quello che non sai. Non hai idea di dove ti trovi né del danno che potresti fare se prendessi davvero il controllo di questa… unità.
– Non preoccuparti di quello che non so – rispose l’inquisitore – perché lo scoprirò. Computer! – Ordinò – Programma Quaestio Eymerich Uno. Eseguire!

Vita lunga e prospera

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“L’acquisizione della ricchezza non è più la forza motrice delle nostre vite. Noi lavoriamo per migliorare noi stessi, e il resto dell’umanità”.

Jean Luc Picard – Star Trek First Contact

Resistance is not futile

La fantascienza è ormai ostaggio del pensiero unico quanto l’informazione.
Liberare i territori dell’immaginario è una necessità più che mai urgente.

I did for me

Tapestry di Star Trek TNG mi fa pensare a Breaking Bad.
Il tenente Picard in blu della timeliine alternativa, quello che non ha mai affrontato la morte ed ha avuto una vita grigia, è la versione prof. White di Picard.
E proprio come Walt, di fronte alla morte fa una scelta completamente egoistica.
Il tenente Picard infatti non sarebbe affatto costretto (come lo è Donna in Turn Left di Doctor Who) a riassumere il suo status di eroe per salvare l’universo, che sembra non risentire granché del suo mancato apporto.
Lo fa soltanto per se stesso.
Neanche se lo chiede cosa sia meglio per l’universo, dice solo “preferisco morire che servire in Paradiso”.
E’ una scelta luciferina, perciò Q lo salva, e ripristina la timeline originale.
Quella del capitano Picard in rosso, che dirà ai Borg “Stay out of my territory”.

Dove nessuno era mai giunto prima

Star Trek Enterprise è un prodotto di propaganda dell’era Bush talmente brutto e spurio che la stessa Paramount ha sentito il bisogno di offrire al pubblico con l’ultimo episodio la possibilità di espellere la serie dalla timeline canonica di Star Trek, considerandola soltanto un’inaccurata ricostruzione olografica elaborata a cazzo di cane da Riker sul ponte ologrammi dell’Enterprise D.

Star Trek Enterprise deve però contendere il primato di serie sci-fi più brutta d’inizio millennio alla coetanea Andromeda. La premessa di Andromeda sarebbe interessante, quasi Asimoviana, ma la serie ne fa immediatamente carne di porco, rivelandosi uno sgangherato peplum in space di culturisti tamarri in domopak, patetici mostri di peluche, poppute principesse galattiche, sparatorie laser e sproloqui senza senso.

La principale caratteristica che hanno in comune le due serie, dopo l’impostazione fascistoide, è andare a puttane fin dall’inizio e non riprendersi mai, nonostante qualche rarissimo sprazzo di trama decente plagiato da altri (Star Trek TOS, la saga di Turtledove, quella di Simmons).

Per tutto quest’inverno le due serie sono andate in onda su Rai4 insieme a Stargate Atlantis, facendola sembrare un capolavoro al confronto. Poi le replice di Atlantis sono state sostituite da quelle delle ultime due stagioni del Doctor Who di Moffat, con le sue pippe vittoriane, e le sue parabole antiabortiste. E a sembrare un capolavoro al confronto adesso è Andromeda.

Through a mirror darkly

enterpriseQuasi ogni serie del franchise Star Trek ha i suoi episodi ambientati nell’Universo dello Specchio, il Mirror Universe dove la Federazione è un impero militarista e guerrafondaio, e tutti i personaggi si comportano da fascisti.
Star Trek Enterprise è l’unica nella quale questi episodi sono indistinguibili da tutti gli altri.