AKA Half Measures

L’ottavo e il nono episodio della serie Jessica Jones sono speculari.
Nell’ottavo, Kilgrave cerca di indurre Jessica a lasciarsi imprigionare in un’inquietante Casa di Bambola, ricostruzione esatta di quella in cui è cresciuta, che simboleggia perfettamente la facciata di normalità borghese che così spesso copre i peggiori abusi familiari. Anche in questo caso Kilgrave dimostra d’essere un persuasore, un manipolatore, a prescindere dal suo “potere”, riuscendo a farle credere, seppure brevemente, di poter essere lei a controllarlo, al punto di fargli addirittura adoperare il suo talento a fin di bene.

Nel nono episodio invece è Jessica a cercare di imprigionare Killgrave in una ricostruzione della sua infanzia da incubo: una teca da laboratorio come camera di tortura.
Ancora una volta Kilgrave, sebbene privato della possibilità di usare i suoi poteri, riesce a convincere qualcuno ad aprirgli una via di fuga. E di vendetta.

Entrambi i tentativi di reciproco contenimento falliscono naufragando nel sangue.
Jessica e Kilgrave non possono coesistere.
Jessica riuscirà a sconfiggerlo solo dopo aver perduto la vana speranza, rappresentata dal personaggio di Hope, in un’impossibile soluzione mediata, in un’impossibile mezza misura.

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