True story

Ho visto su La7 un documentario sull’uccisione di Bin Laden. Hanno intervistato i suoi vicini di casa, chiedendogli: “Com’era la famiglia Bin Laden?”
Loro hanno risposto: “Persone gentili, salutavano sempre”.

(Se non mi credete, potete guardare il documentario in streaming su Rivedi La7)

Televendita

“Salvini, Salvini, vogliamo Salvini! Solo lui sa cacciare questa gente!” Invoca, appena inquadrata da La7, una delle borgatare di Casal Bruciato che hanno sfrattato una famiglia Rom. 
In studio si discute tranquillamente di negare per legge (razziale) il diritto alle case popolari ai Rom, il capro espiatorio della settimana.

La puntata si conclude col leghista Bitonci che promette il reddito di cittadinanza ai borgatari in rivolta “spontanea”.

Quinta stella a destra

La cosa interessante dell’intervista di Alessandro Di Battista a Propaganda Live è stata l’immane fatica sprecata da Zoro nel vano tentativo di ottenere dal Dibba una dichiarazione anche blanda di antifascismo.
Non c’è stato niente da fare.
Di Battista ha continuato a eludere la richiesta, arrampicandosi sul vetro di un’infinita supercazzola benaltrista, finché Zoro non s’è rassegnato, e ha cambiato discorso.
Il Dibba, considerato “l’ala sinistra” del M5S, evidentemente non ha nessuna intenzione di perdere i voti di CasaPound che il Movimento nega d’aver mai guadagnato.

Egemonia culturale

Primavera 2017, a Dimartedì, condotto da Giovanni Floris su La7, si parla d’immigrazione. 

“Ci sono anche immigrati che sono in regola, lavorano, e pagano le tasse” ricorda Bersani.
“Ma non hanno niente a che vedere con la marmaglia che infesta le nostre strade” ribatte Salvini.
Il pubblico applaude.
Il conduttore non fa una piega.
Bersani s’affretta a precisare “Ma lo dico anch’io che sono troppi”.

Par Condicio

Continua Sì o No, il talk show di La7 che propone un confronto assolutamente imparziale fra i due schieramenti, senza favorire minimamente quello del premier.
Questa settimana Matteo Renzi affronterà Ciriaco De Mita.
La settimana prossima, zio Michele di Avetrana.
Il 2 dicembre il premier chiuderà poi la campagna referendaria con un appassionante confronto ad armi pari col cadavere di Pacciani.