La forma perfetta

La maggior parte degli esseri umani credeva in Dio.
Ciò che però non sapeva era che Dio fosse uno Scarafaggio.
Qualcuno a volte l’aveva sospettato, se non altro per il ripetersi, sia nel microcosmo che nel macrocosmo, della forma sferica, chiaramente collegata alle sfere di sterco plasmate dagli scarafaggi sulla terra. Anche la maggioranza di loro però finiva piuttosto per associare Dio a un mammifero domestico, o da cortile.
Eppure c’erano molti validi indizi della verità. Non solo la famigerata totale immunità degli scarafaggi a tutte le piaghe più micidiali, dalle pestilenze, alle armi atomiche, ma pure la loro impareggiabile abilità nel rendersi invisibili e introvabili. Cosa che rendeva per gli esseri umani la loro ricerca estenuante quanto la ricerca di Dio.
Gli scarafaggi inoltre potevano volare, insinuarsi dovunque compresi i luoghi più reconditi, nutrirsi di qualsiasi cosa, sopravvivere allo smembramento, rianimarsi dopo una morte apparente, moltiplicarsi a volontà.
Dio aveva creato a sua immagine lo scarafaggio.
Perciò solo di lui s’interessava veramente.
Gli esseri umani però continuavano a pregare, digiunare, torturare, costruire templi, inventare religioni, occupare terre, e massacrarsi nel nome delle loro idee su Dio, trovando mille scuse per giustificare il suo comportamento, ovviamente del tutto incongruente con le loro teorie.
Dio intanto continuava a plasmare sfere celesti, e a prendersi cura dei suoi insetti, rendendoli sempre più prolifici, e più resistenti ai veleni.
Così, quando gli esseri umani finirono per autodistruggersi nell’ovvia apocalisse che s’erano preparata per decenni, l’originale piano di Dio fu restaurato.
La Terra divenne il regno dei suoi scarafaggi.
Un’immensa sfera di sterco celeste.

Annunci

Libera scelta

– Desidera? – Chiede la commessa in tono incolore.
– Una vita felice – risponde l’uomo.
La commessa digita sulla tastiera, poi dà un’occhiata allo schermo.
– Mi dice qui che la felicità non è di questo mondo.
– No? E di quale allora?
– Un attimino che guardo – digita ancora – non me lo dice. Le cerco un articolo simile?
– Sì… una vita importante, piena di significato – dice l’uomo – utile al futuro dell’umanità.
La commessa digita, e legge.
– Esaurito.
– Cos’è esaurito? Il futuro dell’umanità?
– Non lo so, qui mi dice solo “esaurito”.
– Va bene, allora mi dia una bella vita – dice l’uomo, stizzito – lunga, comoda, divertente.
La commessa digita, e chiede
– Come paga?
– Con la mia anima?…
La commessa traffica un po’. Poi risponde
– Mi dispiace, il lettore della cassa non l’accetta. Lei non ha abbastanza credito.
L’uomo china la testa.
– Per cosa basta il mio credito?
La commessa controlla lo schermo.
– Una vita mediocre.
– Allora mi dia quella – dice l’uomo.
– Esaurito.
– Ma me l’ha proposta lei!
– Nel tariffario c’è ancora, ma è esaurita – la commessa lo guarda senza espressione – È l’articolo più venduto da queste parti – spiega.
– Che cosa mi resta?
La commessa si volta di nuovo verso lo schermo.
– Ci sono rimaste delle vite di merda. Ne prende una?

Il Tao di Passalacqua

Ho pubblicato questo post sul governo Monti il 21/11/2011 su Carmilla

In questo momento così difficile per il paese, abbiamo ricevuto una grande lezione da un anziano leader profondamente votato al suo ruolo. Non Giorgio Napolitano. Calogero Passalacqua, reggente della cosca mafiosa di Carini, il cui personale motto è emerso dalle indagini: ”Bisogna comandare senza fare scruscio”, cioè rumore.

Questa sentenza lapidaria è ciò che meglio può spiegare l’attuale transizione politica italiana. Quel grottesco baraccone che è stato il regime Berlusconi era troppo rumoroso, ecco la vera ragione della sua caduta. Non il malaffare sistematico, né il fascismo strutturale in sé, ma lo scruscio che facevano. La sguaiata arroganza, l’ignoranza ridicola, l’incessante sequela di puttanate, metaforiche e reali sono ciò che ha reso il Circo Berlusconi così impresentabile e inaffidabile agli occhi dei suoi referenti politico-economici, nazionali e internazionali, che hanno finito per scaricarlo, liberandosene come di una ciabatta che ha pestato una merda.

In parte l’abbiamo visto succedere in diretta Tv: le lagnanze della Marcegaglia, le litanie della CEI, le cazziate della BCE, gli sghignazzi della Merkel e di Sarkozy, Obama che passa oltre, schifato. Il Circo Berlusconi ha perso la piazza. Troppo rumore, troppi giocolieri cialtroni, troppe bestie puzzolenti, troppo sputtanamento, metaforico e reale. Tempo di sbaraccare.
Come si impara dal Tao dell’Acqua di Lao Tzu, il modo più efficace per dominare qualcuno è fargli credere di volerlo servire. L’acqua è fluida, senza forma, e scorre adattandosi agli argini, che la plasmano e apparentemente la controllano, ma come Lao Tzu ricorda, e ogni alluvionato tragicamente sperimenta , ”il fiume è il vero padrone della valle che attraversa”.
Oggi in Italia, dopo l’era dei domatori, è tornato il momento dei servitori dello Stato. I ”tecnici” senza volto che apparentemente si adattano alle necessità del paese, e scorrono quieti negli argini costituzionali, con appena un tenue sciabordio da lavastoviglie di marca.

Dopo un ventennio di strepito suino, tanto decoroso silenzio è stato accolto da milioni di italiani con un comprensibile, stordito sollievo, che li ha portati ad accontentarsi d’una Liberazione solo formale, solo acustica. D’un Berlusconi sollevato dall’incarico, ma non per i piedi (o altra parte del corpo più o meno posticcia) non davvero cacciato, ma soltanto canziato, allontanato dalla ribalta, col patrimonio mediatico-finanziario ancora intatto, e libero di usarlo per dare del borseggiatore allo stesso governo che in parlamento deve sostenere.
L’attuale gestione infatti più che rimpiazzare la precedente, l’ha assimilata. L’esecutivo Monti è un monocolore la cui maggioranza comprende tutto il parlamento tranne la Lega. È un vasto fiume che è già stato capace di inghiottire contemporaneamente quelli che sembravano gli opposti più inconciliabili della storia d’Italia, e assimilarli, riconducendoli a una matrice comune.
È il vero padrone della valle.
E da padrone si comporterà.