Anche tu

“Perché non ha denunciato prima?”

Perché sapeva che non sarebbe stata creduta. Che sarebbe stata trattata da puttana bugiarda, com’è successo alle due ragazze che hanno denunciato per stupro i carabinieri.
Perché ancora non se la sentiva di affrontare il linciaggio che sta subendo adesso, non solo da parte dei sorci clericofascisti, ma anche da cosiddette “paladine dei diritti civili” che evidentemente tengono più alla loro miserabile carriera televisiva che alla dignità, all’umanità, alla coerenza.

Ti domandi perché solo il 15% delle donne denuncia le violenze subite?
Anche a causa tua, e di tutti gli stronzi come te.

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Ultima fermata

Umberto Eco è stato molto bravo a individuare i sintomi per diagnosticare l’ur-fascismo.
Io credo però che Primo Levi ne abbia isolato il virus: la dottrina della disuguaglianza e della sopraffazione, della quale i campi di concentramento sono sempre l’estrema logica conseguenza. Come stiamo vedendo anche oggi.
Partendo dal darwinismo sociale mercatista, il liberismo ha prodotto i campi di concentramento in Libia.

Quinta stella a destra

La cosa interessante dell’intervista di Alessandro Di Battista a Propaganda Live è stata l’immane fatica sprecata da Zoro nel vano tentativo di ottenere dal Dibba una dichiarazione anche blanda di antifascismo.
Non c’è stato niente da fare.
Di Battista ha continuato a eludere la richiesta, arrampicandosi sul vetro di un’infinita supercazzola benaltrista, finché Zoro non s’è rassegnato, e ha cambiato discorso.
Il Dibba, considerato “l’ala sinistra” del M5S, evidentemente non ha nessuna intenzione di perdere i voti di CasaPound che il Movimento nega d’aver mai guadagnato.

Egemonia culturale

Primavera 2017, a Dimartedì, condotto da Giovanni Floris su La7, si parla d’immigrazione. 

“Ci sono anche immigrati che sono in regola, lavorano, e pagano le tasse” ricorda Bersani.
“Ma non hanno niente a che vedere con la marmaglia che infesta le nostre strade” ribatte Salvini.
Il pubblico applaude.
Il conduttore non fa una piega.
Bersani s’affretta a precisare “Ma lo dico anch’io che sono troppi”.

L’ennesima replica

“La fantascienza è una forma d’arte sovversiva” – Philip K. Dick
O non è fantascienza.

Com’era logico aspettarsi, Blade Runner 2049 – pretenzioso, prevedibile, pallosissimo – ha ancora meno a che fare con Do Androids Dream of Electric Sheep? dell’originale Blade Runner del 1982, a parte l’estetica postatomica.
Per l’ennesima volta gli androidi, i replicanti, sono una piatta allegoria degli schiavi, e nel caso a qualcuno sfuggisse ancora il concetto, il Cattivo lo enuncia a voce alta, parola per parola.
Per l’ennesima volta il vero discrimine fra Umano e Non Umano non viene indagato, ma comodamente declassato a discriminazione “razziale” pretestuosa e crudele.
A dispetto del tono cupo, solenne e sussiegoso, e della compiaciuta violenza misogina, Blade Runner 2049 è quindi sostanzialmente consolatorio.

In 35 anni di sfruttamento intensivo dell’opera dickiana, l’industria dello spettacolo non ha realizzato nemmeno UN prodotto che anche soltanto SOMIGLI al testo dickiano al quale si dichiara ispirato. Questa è l’ulteriore riprova di quanto l’autentica fantascienza di Philip K. Dick fosse davvero sovversiva, e perciò inaccettabile per l’industria. E di quanto lo sia ancora.

Il Rick Deckard originale di Do Androids Dream of Electric Sheep? non è un cacciatore di schiavi. È un cacciatore di nazisti.

1991

Ho una notizia buona, e una cattiva.
La notizia buona è che Il Portaborse (1991) è ancora attualissimo.
La notizia cattiva e che Il Portaborse (1991) è ancora attualissimo.

Citazioni Citabili VI

Marco Follini: “I deputati dovrebbero passare almeno tre o quattro giorni alla settimana nel loro collegio, ad occuparsi dei loro elettori “.
Paolo Mieli: “Per quello che tu chiami ‘occuparsi dei loro elettori’ adesso si va in galera. Voto di scambio, traffico d’influenze… tu vuoi far passare a questi poveri deputati il weekend a consumare reati”.

Omnibus, La7 16/10/17

Chicken Game

Sia il premier spagnolo Mariano Rajoy che quello catalano Carles Puigdemont da giovani sono sopravvissuti a un incidente stradale.
Evidentemente qualcuno ha provato a correggere questa linea temporale, ma ha fallito due volte.

The High Castle

Ce lo siamo chiesto tutti: se ci fossimo trovati nell’Italia fascista, nella Germania nazista, e avessimo scoperto che il nostro paese si stava rendendo responsabile d’uno sterminio di massa, che cosa avremmo fatto?
La domanda non è più ipotetica.
L’Italia è direttamente responsabile dei campi di concentramento libici nei quali finiscono massacrati i migranti a cui viene impedito di raggiungere le nostre coste.
Campi di concentramento non è una definizione generica, è documentata: fame, sete, torture, stupri, le condizioni di prigionia sono concepite apposta per falciare i più deboli, e trasformare i superstiti in schiavi. Il governo italiano paga le milizie libiche per questo compito, che definisce “fermare gli sbarchi”.
Questa è la Soluzione Finale che il nostro governo ha scelto per la cosiddetta emergenza immigrazione, cioè qualche migliaio di disperati che approdavano in un paese di 60 milioni di abitanti, e che l’establishment ha efficacemente adoperato come capro espiatorio verso cui deflettere la rabbia popolare, esattamente come fecero i nazifascisti cogli ebrei.
Il discrimine è essenzialmente razziale. Non tutti i prigionieri in Libia sono musulmani, anzi molti, come per esempio gli eritrei, sono cristiani. Qualcuno dovrebbe avvertire Papa Francesco che l’Italia partecipa attivamente alla persecuzione dei cristiani.
Col governo Gentiloni.

La domanda non è più accademica.
Qual è la nostra risposta?
Che cosa stiamo facendo?
Come risponderemo ai sopravvissuti che ce lo chiederanno?
Cosa abbiamo fatto mentre il nostro governo s’offriva come volenteroso carnefice della Fortezza Europa?
Non possiamo sperare di cavarcela con la balla del “Non sapevamo”, non nell’era del web, degli smartphone, e dei canali All News.
Forse speriamo che nessuno ce lo chieda mai.
Che non ci siano sopravvissuti.
Che le guerre, le carestie, le pandemie, gli sconvolgimenti climatici che abbiamo causato nel Terzo Mondo ci diano una mano a svuotarlo.
Che stavolta i nazifascisti vincano la guerra, e riscrivano la Storia.
Ma il deserto continuerà ad avanzare.
La guerra continuerà ad allargarsi.
La Fortezza Europa solleverà definitivamente il ponte levatoio, e ci lascerà fuori.
E allora toccherà a noi.

Pubblicati su Carmilla
The High Castle 3 Set 2017
Maus 10 settembre 2017
Se questo è umano 17 settembre 2017
Lo straniero impiccato 
benito.it 8 ottobre 2017
Buried 15 ottobre 2017
Strange Fruit 22 ottobre 2017
L’Uovo del Serpente 10 dicembre 2017

La scelta del killer

Boomtown di Russell T. Davies (Doctor Who, 2005) suggerisce un’intuizione geniale e inquietante: i carnefici di massa, i burocrati dello sterminio, quando scelgono occasionalmente qualcuno da risparmiare, usano all’inverso gli stessi criteri soggettivi e arbitrari adoperati dai serial killer per scegliere le loro vittime. Il colore dei capelli, degli occhi, un sorriso, uno sguardo, un incontro casuale con il carnefice che finisce per segnare il destino della vittima: sommersa o salvata.

Corrado (Paolo Pierobon) protagonista de L’ordine delle cose di Andrea Segre (2017), che ne sia più o meno consapevole, è un carnefice di massa, un burocrate dello sterminio, addestrato alla disumanizzazione sistematica delle vittime che per lui devono restare solo numeri.  Un incontro casuale e un attimo d’empatia imprevista segneranno il destino della vittima che cercherà di risparmiare, e il suo.