Fatwoman

Propongo un sequel di Joker che rilegga nella stessa chiave il personaggio di Catwoman, facendone una gattara sessantenne di 90 chili, che sfrattata dal suo sottoscala, si riduce a dormire nei vicoli, vestita non di latex, ma coi sacchetti neri della spazzatura.

Ho l’impressione però che qualunque cosa facesse per ribellarsi a questa sua condizione e alle ingiustizie subite, non riuscirebbe comunque a diventare un simbolo della rivolta popolare.
Perché tutti i dropout sono emarginati, ma alcuni emarginati sono più emarginati degli altri.

That’s life

Come già accaduto per fin troppi altri film e finali di serie, circola una teoria secondo la quale praticamente tutto ciò che vediamo succedere nello stupendo Joker sia in realtà soltanto una fantasia allucinatoria del protagonista.
È una teoria che trovo disperante, perché dimostra quanto il pubblico sia ormai incapace di accettare la possibilità che accada qualcosa di sovversivo, non soltanto nella realtà quotidiana, ma persino nella fiction.

Il Joker esiste.
Thomas Wayne l’ha generato, se non biologicamente, socialmente e politicamente.
E ne ha pagato il prezzo.
Il capitalismo genera il caos.
E la repressione, che genera altro caos.

Una forza ctonia, pre-politica, viscerale. Che sorge dall’inconscio collettivo.
La pars destruens.
Il motore della rivolta, non il volante che ne decide la direzione ultima.
Il caos esiste.

Non sono allucinazioni quelle di Joker, è la vostra ad essere cecità isterica.
Guardatevi attorno.
That’s life.

Microcriminalità

Il Joker di Jared Leto è peggio che scarso, è insignificante. Se non fosse per trucco e parrucco sarebbe indistinguibile da un qualsiasi teppistello di periferia strafatto.
L’esserne perdutamente innamorata fa di Harley Quinn un’oca giuliva anche più del repertorio di faccette e mossette sculettanti stile Non è la Rai che costituiscono tutto il suo personaggio.
Deadshot è un tenerone. Anche lui, come ultimamente ogni killer, ha una figlioletta rompicoglioni che gli impedisce di ammazzare la gente, ma in realtà non ne avrebbe nemmeno bisogno, perché s’affeziona subito.
Gli altri componenti della Suicide Squad si fatica a ricordarli, né vale la pena sforzarsi.
C’è un piromane lagnoso, una samurai in maschera.
E il Coccodrillo cosa fa?
Non c’è nessuno che lo sa.