That’s life

Come già accaduto per fin troppi altri film e finali di serie, circola una teoria secondo la quale praticamente tutto ciò che vediamo succedere nello stupendo Joker sia in realtà soltanto una fantasia allucinatoria del protagonista.
È una teoria che trovo disperante, perché dimostra quanto il pubblico sia ormai incapace di accettare la possibilità che accada qualcosa di sovversivo, non soltanto nella realtà quotidiana, ma persino nella fiction.

Il Joker esiste.
Thomas Wayne l’ha generato, se non biologicamente, socialmente e politicamente.
E ne ha pagato il prezzo.
Il capitalismo genera il caos.
E la repressione, che genera altro caos.

Una forza ctonia, pre-politica, viscerale. Che sorge dall’inconscio collettivo.
La pars destruens.
Il motore della rivolta, non il volante che ne decide la direzione ultima.
Il caos esiste.

Non sono allucinazioni quelle di Joker, è la vostra ad essere cecità isterica.
Guardatevi attorno.
That’s life.

2 pensieri su “That’s life

  1. Hai ragione. Tuttavia, ho percepito il finale di Joker come essenzialmente consolatorio: Thomas Wayne, alla fine, sembra farci la figura del martire, e la popolazione di Gotham che giustamente protesta contro di lui (e contro quelli come lui) sembra essere nulla più che una folla ferina che aveva voglia di rubare qualche televisore.

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