Loro sono Giorgia

Chi si stupisce che il governo Meloni sia un circo di fascisti, bigotti, marpioni, e cognati, non ha ancora capito chi sia Giorgia Meloni. Si è bevuto la cazzata della leader giovane e coraggiosa che avrebbe fatto un governo di “alto profilo”.

La bassezza di questo governo è esattamente al livello della Meloni. Aspettarsi qualcosa di diverso era da idioti.

Il fascio della marmotta

Il Ciclo del Cazzaro è ricominciato: Berlusconi, Renzi, Grillo, Salvini, adesso tocca a lei, Giorgia Meloni, prima regina della dinastia dei Re Sòla.
E così com’è stato per gli altri, anche il suo momento passerà, e ne resteranno le macerie.
Sta a noi far sì che stavolta, insieme alla cazzara di turno, crolli anche il marcio sistema fascio-capitalista che l’ha prodotta.

Reboot Squad

The Suicide Squad è molto migliore del precedente, più che un seguito, un vero e proprio reboot. Molta autoironia, molta violenza splatter, effetti speciali psichedelici, e qualche momento di insospettabile poesia, per un plot che evoca la politica criminale degli USA in America Latina e non solo. Un film da recuperare.

Il Cazzarometro

Bullshit_Detector

Il mese prossimo si vota. Fra tutti i candidati che ci vengono proposti, come riconoscere i più cazzari?
Ecco alcune delle loro frasi tipiche:

“Dobbiamo occuparci dei veri problemi della gente”
Questa formula viene regolarmente adoperata dai cazzari per evitare di rispondere delle innumerevoli porcate commesse. Qualunque sia l’argomento che il cazzaro vuole evitare, il vero problema della gente per lui – o lei – sarà sempre un altro.
Esempio:
– Perché avete occultato la notizia dell’acquedotto inquinato da una mistura di cianuro, plutonio, e colera?
– Evitiamo le polemiche strumentali, parliamo dei veri problemi della gente.

“Pensiamo al futuro dei nostri figli”
Chi usa questa frase di solito vede i propri figli il meno possibile, e spesso non ne ricorda i nomi. Il loro futuro però lo ha già assicurato comprandogli un diploma in Lituania, una laurea in Moldavia, un mitra in Croazia, iscrivendoli alla Loggia P2.0, e nominandoli assessori ai beni culturali, anche se hanno ancora tre anni.

“Non metteremo le mani nelle tasche degli italiani”
Chi lo promette di solito ha già da tempo le mani nelle tasche, nelle mutande, e spesso anche nel culo degli italiani. E intende continuare a ravanare.

“La responsabilità è del governo precedente”
Sia che si tratti di governi nazionali o amministrazioni locali, lo scaricabarile retroattivo è una costante spazio-temporale, soprattutto quando lo scaricante è in realtà al governo del barile ininterrottamente da settant’anni. Quando i cazzari coinvolti nello scaricabarile appartengono invece a due schieramenti che si sono alternati al potere, si rischia di innescare un infinito regresso oltre l’origine dell’universo.

“Basterebbe adottare il modello che funziona perfettamente in [paese straniero]”
Chi lo dice di solito non sa assolutamente niente dei sistemi elettorali, politici, economici e sociali che sbandiera come esempi, e non saprebbe nemmeno trovare metà dei paesi che cita su una cartina geografica scolastica coi nomi stampati sopra.

“È un’invasione”
Sia che si tratti di immigrati, profughi, rom, black bloc, o ultras, l’Invasione della Minacciosa Specie Aliena come capro espiatorio è un espediente narrativo abusato dai cazzari della politica persino più che da quelli di Hollywood. Le soluzioni proposte sono brutali e imbecilli quanto quelle dei blockbuster. La differenza è il budget per gli effetti speciali.

“L’Italia è piena di risorse. La ripresa economica è già cominciata”
Chi ostenta questo tipo di ottimismo farlocco di solito ha già trasferito tutti i suoi risparmi e i suoi figli in un paradiso fiscale, mentre continua a saccheggiare le residue risorse italiane fino all’esaurimento, dando la colpa al precedente governo. O agli immigrati.

“Cambieremo il paese”
Questa promessa è la più diffusa da decenni. In realtà ai cazzari di ogni schieramento il paese va benissimo esattamente com’è. I presunti cambiamenti che mettono in atto sono quindi in realtà soltanto manovre compensative per mantenere lo statu quo che li vede al vertice della catena alimentare. Perché in regime capitalista, tutta la democrazia non è che un’elaborata e coreografica cazzata.

·Il Cazzarometro

Pubblicato su Carmilla il 24 maggio 2015

L’ultima pagina

L’Ucraina sta diventando un enorme mattatoio. Decine di migliaia di morti. Intere città ridotte a una distesa di macerie. Milioni di profughi che hanno perduto tutto.

Da entrambe le parti ormai non si parla più di tregua, ma solo di vittoria. Biden intensifica l’invio di armi, Putin minaccia l’allargamento del conflitto.

È inutile chiedersi cosa diranno i libri di Storia. Se questo mattatoio si allarga, non ci saranno più libri, e non ci sarà più Storia.

World War Z

La guerra in Ucraina è una Terza Guerra Mondiale per procura tra Nato e Russia sul territorio – e sulla pelle – degli ucraini. I russi hanno invaso l’Ucraina, rendendosi responsabili – come già in Cecenia e in Siria – di numerosi crimini di guerra. La Nato arma e addestra l’esercito ucraino – battaglioni nazisti compresi – da vari anni.

Putin non vuole la pace, ma non la vuole neanche Biden, che spera l’Ucraina diventi l’Afghanistan di Putin. Intanto Svezia e Finlandia chiedono di entrare nella Nato, e la Russia minaccia “Gravi conseguenze”.

La guerra continua.

Sospesi

C’è un altro morbo in agguato alla fine del Covid, lo Sviluppismo 2.0, già insito nella retorica della Ripartenza, delle Grandi Opere da finanziare col Recovery Fund.

Il nostro modello di sviluppo è una funivia senza freni d’emergenza.