Corona Regis

– Magister, si dice che siate sopravvissuto alla Peste Nera – chiese Pedro, in tono reverenziale. Eymerich annuì.
– Dio aveva altri piani per me.
Pedro sorrise.
– E di certo li avete realizzati. Ditemi, vi siete curato da solo?
– Sì.
– Dev’esservi pesata la solitudine in quei momenti.
– No.
– Beh, ma voi avete una tempra unica. In tempo di pestilenza la quarantena è parte della pena – sospirò Pedro.
Eymerich fissò lo sguardo sull’orizzonte grigio.
– In realtà sono da sempre convinto che un certo grado d’isolamento, di distanziamento sia una condizione che giova non solo alla salute del corpo, ma anche dell’anima, e andrebbe mantenuto sempre.
– Anche in assenza d’un morbo in circolazione?
– C’è sempre qualche morbo in circolazione, Pedro, ce ne sono a centinaia.
– Sì, ma una mezza quarantena permanente non sarebbe sostenibile – obiettò Pedro – troppe attività ne soffrirebbero, il commercio, le arti…
Eymerich accennò un sorriso sarcastico.
– Il commercio, le arti – ripeté – pensiamo piuttosto a quanto se ne gioverebbero gli studi. I costumi. L’ordine. E la preghiera.
Pedro s’affretto ad annuire.
– Sì, certo. Però mi sembra difficile che una situazione del genere si realizzi mai, no?
– Non mettiamo limiti alla Provvidenza – rispose Eymerich, con un mezzo sorriso.

The oncoming storm

Il cliffhanger che conclude la quinta stagione di Better Call Saul è narrativamente perfetto.
In questi giorni apocalittici però non si può fare a meno di pensare che potrebbe rimanere irrisolto. Lasciando Better Call Saul e Breaking Bad come i due tronconi sfasati di certi ponti italiani incompiuti, che non potranno incontrarsi mai.

Night of the Dead Aid

Ieri notte, fra le due e le quattro (ora italiana) è andato in onda in mondovisione l’One World Together at Home. Pubblicizzato come un concerto, è stato in realtà una mesta videoconferenza nella quale alcune popstar, Lady Gaga (l’organizzatrice) Paul McCartney, Stevie Wonder, Elton John, Celine Dion, Andrea Bocelli e pochi altri si sono a turno collegati per cantare una canzone al pianoforte delle loro ville.
Qualcuno, come Beyoncé non ha neanche cantato, ma s’è limitato ai soliti discorsi di rito, ripetuti anche da Bill Gates, Oprah Winfrey, Laura Bush e Michelle Obama, su immagini di moltitudini in mascherina.

L’unica cosa a somigliare vagamente a un concerto s’è dimostrata la session a distanza degli immarcescibili Rolling Stones.
Per tutto il resto, è stato uno spettacolo profondamente malinconico e sinistro, specie se paragonato al ricordo del Live Aid.
È stato il ritratto d’una civiltà di miliardari blindati nei loro castelli, circondati da masse disperate.
Una civiltà morente.
E non solo di Coronavirus.