Leggi razziali

La nave della Proactiva Open Arms è stata sequestrata dalla procura di Catania, perché la ONG spagnola ha salvato dall’annegamento un gruppo di migranti, rifiutandosi poi di riconsegnarli ai campi di
concentramento libici.
Una guida alpina francese rischia cinque anni di carcere per aver salvato dall’assideramento una migrante incinta, il marito, e i figli di due e quattro anni che cercavano di passare il confine con la Francia.

È ufficiale: essere umani è reato.
Le leggi razziali sono contro la razza umana.

Non c’è niente da ridere

“La speranza è una trappola dei padroni” – Mario Monicelli

Chi racconterà questi anni come andrebbero raccontati?

Benché il cinema italiano produca quasi esclusivamente commedie, oggi la cosiddetta Commedia all’Italiana non esiste più, rimpiazzata da una versione italianizzata della Commedia Romantica anglosassone.

Le caratteristiche fondamentali della Commedia all’Italiana sono il sarcasmo e il cinismo. È un Neorealismo disilluso e beffardo che ha perso la speranza di curare gli orrori quotidiani che racconta, ed ha esaurito la compassione per i mostri che ritrae.
Il Sorpasso, Il Boom, Il Vedovo, Il Segno di Venere, I Mostri, L’armata Brancaleone, Tutti a Casa, Divorzio all’Italiana, Sedotta e Abbandonata, In Nome del Popolo ItalianoPane e Cioccolata, Detenuto in attesa di giudizio… 
La Commedia all’Italiana dà un ritratto spietato della natura umana, della società, e di tutte le sue strutture, a cominciare dalla famiglia.

Le attuali commedie italiane sono invece brodaglie consolatorie di quella stessa retorica familista sulla quale la Rom Com anglosassone è da sempre costruita.
I cinepanettoni poi, le farse Vanzinare, non sono mai state Commedia all’Italiana, quanto piuttosto un incrocio fra Pierino e Drive In.
Gli unici esempi di Commedia all’Italiana degli ultimi 30 anni sono stati Il Portaborse, Parenti Serpenti,Boris.

La morte della Commedia all’Italiana è una delle più gravi sconfitte che ci siano state inferte dal colonialismo culturale, e molti non si sono nemmeno resi conto che sia successo.

Salto Evolutivo

Nel saggio If You Find This World Bad, You Should See Some Of The Others (1977) Philip K. Dick immagina il passato non come una storia già scritta, ma come un work in progress soggetto a continue correzioni e riscritture, un perpetuo editing che cambia anche il presente in modi di cui solo in pochi si rendono conto.

Nel 1989 quest’idea di PKD diventa lo spunto non dichiarato per il cult serial Quantum Leap, il cui protagonista Sam salta avanti e indietro nel tempo dagli anni ’50 agli anni ’90, mettendosi letteralmente nei panni degli individui più diversi per migliorare la loro vita, e cambiare il mondo una persona alla volta.
Ciascun episodio non si limita a ricostruire il periodo nel quale è ambientato, ma anche un diverso genere narrativo, dal mistery alla rom-com, dall’urban fantasy al family drama, facendo di Quantum Leap anche una vera e propria serie antologica.

La matrice dickiana è confermata dal fatto che il finale si svolga in una semivita ubikiana nella quale Sam, prendendo coscienza d’essere l’artefice dei suoi viaggi che aveva prima attribuito ad un’imperscrutabile divinità, impara a controllare il suo potere e lo adopera per cambiare anche la vita dell’amico Al, sacrificandosi al suo posto.
Come il Sam di Life on Mars, anche quello di Quantum Leap, dopo aver sognato per anni di tornare a casa, alla fine sceglie qualcosa che per lui è più importante.

L’inizio del “Rinascimento” delle serie Tv viene di solito datato al 1990 di Twin Peaks. In realtà già nel 1989 Quantum Leap cominciava, in viaggio nel tempo e nei generi, a cambiare la Tv un episodio alla volta.

La gara

Pubblicità: due tizi in macchina sull’autostrada, il passeggero stupisce il guidatore annunciandogli “Ho messo incinta la tua ex, e sto per sposarla”. Il guidatore risponde “Verrò al matrimonio con tua sorella”.
Questo spot illustra bene perché certi mariti non si rassegnino mai ad un matrimonio fallito,  reagendo con violenza. Non è raptus passionale, è trance agonistica.

Originale

Apprezzo molto il fatto che nel canone di Star Trek, almeno finora, la morte del Kirk originale non sia stata cancellata da un retcon, che non sia stato resuscitato.
Quel Kirk è sempre stato molto fiero della sua mortalità, del suo essere un umano fragile e fallibile, soggetto ai limiti della materia.
Se n’è sempre vantato di fronte a superuomini e semidei o presunti tali, perché ci vogliono astuzia e coraggio a vivere da mortali.

Quel Kirk è morto da essere umano, da mortale, da uomo.
Era la morte a cui aveva diritto, e spero che nessuno gliela porti mai via.

L’aria che mira

Qualcuno spieghi a Myrta Merlino de L’Aria Che Tira che la Cechov Gun è una metafora che riguarda le tecniche narrative, e non ha niente a che fare con la cosiddetta legittima difesa.
Con la frase “Se c’è un fucile nel primo atto, bisogna che nel terzo spari” Anton Cechov intendeva esortare gli autori a non inserire nelle loro storie elementi inutili, o inutilmente fuorvianti.
Questa è nota anche come Legge Anti Lost.

Cristina e Abele

E Dio chiese a Cristina “Dov’è tua sorella Benedetta?”
E Cristina rispose “Ha fatto crollare l’audience, e se n’è andata. Non è mica colpa mia se non sa fare la maionese”.
E Dio disse “Lo sai benissimo che non è la maionese, è proprio tutto il programma che fa vomitare. Perché avete cacciato solo lei?”
“Perché non è un volto di Rai 1 – rispose Cristina – e poi è sposata con un coatto che fa le telecronache, mentre io sarò la first lady della Lombardia”.
“Guarda che tuo marito è stato appena trombato dal difensore della razza bianca” disse Dio.
“Che significa?” Chiese Cristina.
“Che ti conviene imparare a fare la maionese” rispose Dio.

Le origini dell’otto marzo

O capitano! Mio capitano!...

«Woman’s Day» negli Stati Uniti (1908-1909)
Clara Zetkin
Nel VII Congresso della II Internazionale socialista, tenuto a Stoccarda dal 18 al 24 agosto 1907, nel quale erano presenti 884 delegati di 25 nazioni – tra i quali i maggiori dirigenti marxisti del tempo, come i tedeschi Rosa Luxemburg, Clara Zetkin, August Bebel, i russi Lenin e Martov, il francese Jean Jaurès – vennero discusse tesi sull’atteggiamento da tenere in caso di una guerra europea, sul colonialismo, sulla questione femminile e sulla rivendicazione del voto alle donne.
Su quest’ultimo argomento il Congresso votò una risoluzione nella quale si impegnavano i partiti socialisti a «lottare energicamente per l’introduzione del suffragio universale delle donne», senza «allearsi con le femministe borghesi che reclamavano il diritto di suffragio, ma con i partiti socialisti che lottano per il suffragio delle donne». Due giorni dopo, dal 26 al 27 agosto, fu tenuta una Conferenza internazionale delle donne…

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Il nome del Cazzaro

Quattro anni fa, il PD era era stato affidato al rampante Matteo Renzi perché lo guidasse alla maggioranza assoluta.
Renzi l’ha schiantato contro un muro. Dieci volte di seguito.
Con la sua ottusa arroganza, le sue controriforme reazionarie e fallimentari, e tutta la sua corte di spocchiosi incapaci, ha perso tutto quello che c’era da perdere.
Oggi sembra coetaneo di Berlusconi. Il suo disfacimento è stato rapido quanto il suo sviluppo, come quello d’un organismo sintetico a crescita accelerata.

Morto un cazzaro però, se ne fa sempre un altro.
Magari omonimo.