Conflitto d’interessi

Ci sono due punti fermi nell’attuale fase politica di Vittorio Sgarbi: il suo odio inestinguibile per le pale eoliche, e il suo amore incondizionato per Matteo Salvini, del cui eventuale governo ha dichiarato di voler diventare ministro della Cultura.

Basterebbe quindi parlargli di Paolo Arata, e della passione disinteressata della Lega salviniana per le pale eoliche, per mandargli definitivamente il cervello in errore positronico.

Bisogni indotti

Nonostante il cambio di facciata, dal secessionismo al nazionalismo, l’essenza della propaganda leghista rimane sempre la stessa: Basta tasse – Basta negher.

Così, a votare Lega quasi all’unanimità sono borghi montani che i migranti li vedono solo in TV, e categorie sociali che fra evasione, elusione, detrazione e rottamazione, le tasse non le pagano mai.

Repubblica a tre

Le prime due erano repubbliche parlamentari.
Quale sarà il format della terza?

Repubblica Procedurale
Un premier fisso, ma con una diversa maggioranza di governo ogni settimana. Durante la stagione estiva verranno replicati i governi di quella invernale.

Repubblica Serializzata
Tre partiti di governo invischiati in un intreccio di gelosie, tradimenti, abbandoni, e riconciliazioni. Un triangolo senza soluzione, fatto solo per distrarre dai reali problemi quotidiani il pubblico dell’ora di pranzo.

Repubblica Evento
Un governo a termine che duri solo una stagione, e serva a liquidare lo Stato italiano, trasformandolo in un parco a tema Delos.

La pacchia è finita

“I compagni si rassegnino, questo governo durerà 5 anni” – Matteo Salvini

Ampia maggioranza in parlamento, egemonia culturale nel paese, opposizioni allo sbando. L’unico modo che aveva il governo Grilloverde di cadere era suicidarsi.
E ovviamente l’ha fatto.
Matteo Salvini ha abboccato all’amo dei sondaggi, e proprio come aveva fatto Matteo Renzi, s’è convinto dell’esistenza d’un effettivo, solido 40% d’italiani pronti ad acclamarlo imperatore.
In realtà, calcolata l’astensione, soltanto più o meno due elettori su dieci sono (al momento) intenzionati a votarlo.
Dentro questo risultato c’è un po’ di tutto: padroncini rampanti e operai incazzati, ex grillini e neo fascisti, granitici leghisti della prima ora, e volubili fans del Cazzaro del momento, ieri Renzi, oggi Salvini, domani chissà.
Due elettori su dieci, e degli altri otto almeno quattro lo odiano a morte.
Ma ricapitoliamo il piano originario dei Grilloverdi per scappare dal ristorante senza pagare il conto, la loro exit strategy così come l’avevamo prevista fin dall’inizio:

  • Fase unodare la colpa all’Europa
  • Fase due: darsi la colpa a vicenda
  • Fase tre: far cadere il governo, sperando di passare mano a un tecnico che faccia tutto il lavoro sporco, e si prenda tutta la colpa
  • Fase quattro: tornare a votare, e rivincere con le stesse promesse irrealizzabili.

Obsolescenza programmata.
In questi mesi però, mentre Salvini cannibalizzava l’elettorato grillino, il Movimento 5 Stelle ha perduto ogni speranza di realizzare la Fase quattro, e quindi, pur di restare imbullonato alle poltrone, ha tradito tutti i suoi millantati principi, e svenduto tutti i suoi presunti ideali, prima a Salvini, e poi alla Von der Leyen.
La Fase tre riveduta e corretta, che il Movimento Due Facce in realtà prepara da mesi come fail safe, prevede la sua partecipazione a un governo tecnico gradito a Bruxelles, una Coalizione dei Volenterosi che dia al nuovo Nuovo Hitler Salvin Hussein tutta la colpa.
Così, oggi Salvini è l’unico rimasto a volersi precipitare alle urne, mentre il pentito Grillo invece esorta il suo Movimento ad adottare “la strategia di sopravvivenza dello scarafaggio”. Da grillini a scarrafoni: la metamorfosi kafkiana s’è compiuta.
L’ennesimo voltafaccia poltronista di Matteo Renzi non è neanche una notizia. È un cazzaro.
Salvini è il nuovo boss di livello, però, citando il titolo d’un famoso libro di Enzo Biagi su Buscetta e i Corleonesi, il boss è solo.
Circondato da Ombre Russe, ed ex complici sedotti e abbandonati che non vedono l’ora di svendere anche lui come si sono svenduti tutto il resto.
Solo, di fronte alla prospettiva d’una crisi economica mondiale, con Bruxelles che sogna di esibire la sua testa su una picca come monito a tutti gli altri rais nazionalisti come lui.
Il boss è solo.
E le urne sono ancora lontane.

Pubblicato su Carmilla 11 Agosto 2019

Dalle parole ai fatti

Fra le molte cose nelle quali il governo Grilloverde è assolutamente identico ai suoi predecessori c’è l’inasprimento delle leggi repressive contro i manifestanti.
Col Decreto Sicurezza bis diventa reato persino cercare di proteggersi la testa dalle manganellate. Il Governo del Popolo si prepara per quando a stordire il popolo non basteranno più le cazzate.

Game of Drones

Quello fra Di Maio e Salvini è ormai un dialogo fra Sordi. Intesi come Alberto. Il governo Grilloverde ha due facce, entrambe come il culo.

Il consenso si controlla coi media. I media si controllano col denaro. In un regime capitalista, la democrazia non può funzionare.
Può soltanto sfornare questi prodotti, diversi solo nel rivestimento, nell’etichetta, identici nella sostanza.

Contractor di governo, complici e/o nemici a seconda delle convenienze del momento. Droni, smontabili e rimontabili fra loro come pezzi dello stesso ingranaggio.