Il fascio della marmotta

Il Ciclo del Cazzaro è ricominciato: Berlusconi, Renzi, Grillo, Salvini, adesso tocca a lei, Giorgia Meloni, prima regina della dinastia dei Re Sòla.
E così com’è stato per gli altri, anche il suo momento passerà, e ne resteranno le macerie.
Sta a noi far sì che stavolta, insieme alla cazzara di turno, crolli anche il marcio sistema fascio-capitalista che l’ha prodotta.

Il Cazzarometro

Bullshit_Detector

Il mese prossimo si vota. Fra tutti i candidati che ci vengono proposti, come riconoscere i più cazzari?
Ecco alcune delle loro frasi tipiche:

“Dobbiamo occuparci dei veri problemi della gente”
Questa formula viene regolarmente adoperata dai cazzari per evitare di rispondere delle innumerevoli porcate commesse. Qualunque sia l’argomento che il cazzaro vuole evitare, il vero problema della gente per lui – o lei – sarà sempre un altro.
Esempio:
– Perché avete occultato la notizia dell’acquedotto inquinato da una mistura di cianuro, plutonio, e colera?
– Evitiamo le polemiche strumentali, parliamo dei veri problemi della gente.

“Pensiamo al futuro dei nostri figli”
Chi usa questa frase di solito vede i propri figli il meno possibile, e spesso non ne ricorda i nomi. Il loro futuro però lo ha già assicurato comprandogli un diploma in Lituania, una laurea in Moldavia, un mitra in Croazia, iscrivendoli alla Loggia P2.0, e nominandoli assessori ai beni culturali, anche se hanno ancora tre anni.

“Non metteremo le mani nelle tasche degli italiani”
Chi lo promette di solito ha già da tempo le mani nelle tasche, nelle mutande, e spesso anche nel culo degli italiani. E intende continuare a ravanare.

“La responsabilità è del governo precedente”
Sia che si tratti di governi nazionali o amministrazioni locali, lo scaricabarile retroattivo è una costante spazio-temporale, soprattutto quando lo scaricante è in realtà al governo del barile ininterrottamente da settant’anni. Quando i cazzari coinvolti nello scaricabarile appartengono invece a due schieramenti che si sono alternati al potere, si rischia di innescare un infinito regresso oltre l’origine dell’universo.

“Basterebbe adottare il modello che funziona perfettamente in [paese straniero]”
Chi lo dice di solito non sa assolutamente niente dei sistemi elettorali, politici, economici e sociali che sbandiera come esempi, e non saprebbe nemmeno trovare metà dei paesi che cita su una cartina geografica scolastica coi nomi stampati sopra.

“È un’invasione”
Sia che si tratti di immigrati, profughi, rom, black bloc, o ultras, l’Invasione della Minacciosa Specie Aliena come capro espiatorio è un espediente narrativo abusato dai cazzari della politica persino più che da quelli di Hollywood. Le soluzioni proposte sono brutali e imbecilli quanto quelle dei blockbuster. La differenza è il budget per gli effetti speciali.

“L’Italia è piena di risorse. La ripresa economica è già cominciata”
Chi ostenta questo tipo di ottimismo farlocco di solito ha già trasferito tutti i suoi risparmi e i suoi figli in un paradiso fiscale, mentre continua a saccheggiare le residue risorse italiane fino all’esaurimento, dando la colpa al precedente governo. O agli immigrati.

“Cambieremo il paese”
Questa promessa è la più diffusa da decenni. In realtà ai cazzari di ogni schieramento il paese va benissimo esattamente com’è. I presunti cambiamenti che mettono in atto sono quindi in realtà soltanto manovre compensative per mantenere lo statu quo che li vede al vertice della catena alimentare. Perché in regime capitalista, tutta la democrazia non è che un’elaborata e coreografica cazzata.

·Il Cazzarometro

Pubblicato su Carmilla il 24 maggio 2015

Game of Drones

Quello fra Di Maio e Salvini è ormai un dialogo fra Sordi. Intesi come Alberto. Il governo Grilloverde ha due facce, entrambe come il culo.

Il consenso si controlla coi media. I media si controllano col denaro. In un regime capitalista, la democrazia non può funzionare.
Può soltanto sfornare questi prodotti, diversi solo nel rivestimento, nell’etichetta, identici nella sostanza.

Contractor di governo, complici e/o nemici a seconda delle convenienze del momento. Droni, smontabili e rimontabili fra loro come pezzi dello stesso ingranaggio.

The 100

Bilancio dei primi 100 giorni del governo Grilloverde: un migliaio di morti annegati nel Mediterraneo, e un decreto che aumenta il turnover, e reintroduce i voucher.
Ma ricapitoliamo le principali promesse con le quali i cazzari verdeoro avevano (separatamente) vinto le elezioni:

  • Abolizione totale della legge Fornero
  • Ripristino dell’articolo 18
  • Reddito di cittadinanza o Pensione di cittadinanza per 5 milioni di poveri
  • Flat Tax per tutti
  • Asili nido gratis
  • Internet a banda larga gratis
  • Abolizione delle accise
  • Abolizione degli studi di settore, Redditometro e Spesometro
  • Legge anti-corruzione e mafia degli appalti
  • Blocco di TAV e TAP
  • Legge contro il conflitto di interessi
  • Ministero per le disabilità
  • Rimpatrio immediato di 600 mila immigrati
  • Riconversione ecologica dell’Ilva.

Verrà il giorno in cui torturare profughi bloccandoli su una nave non basterà più per distrarre gli italiani dai disastri, e dalle promesse non mantenute. Per quel momento, Salvini e Di Maio hanno un Piano B:

  • Fase uno: Dare la colpa all’Europa.
  • Fase due: Darsi la colpa a vicenda
  • Fase tre: Far cadere il governo, e passare mano a un tecnico che faccia tutto il lavoro sporco, e si prenda tutta la colpa.
  • Fase quattro: Tornare a votare, e rivincere con le stesse promesse irrealizzabili, perché tanto gli italiani hanno la memoria d’un pesce rosso e l’intelligenza d’una spugna di mare.

Funzionerà di nuovo?

Cristina e Abele

E Dio chiese a Cristina “Dov’è tua sorella Benedetta?”
E Cristina rispose “Ha fatto crollare l’audience, e se n’è andata. Non è mica colpa mia se non sa fare la maionese”.
E Dio disse “Lo sai benissimo che non è la maionese, è proprio tutto il programma che fa vomitare. Perché avete cacciato solo lei?”
“Perché non è un volto di Rai 1 – rispose Cristina – e poi è sposata con un coatto che fa le telecronache, mentre io sarò la first lady della Lombardia”.
“Guarda che tuo marito è stato appena trombato dal difensore della razza bianca” disse Dio.
“Che significa?” Chiese Cristina.
“Che ti conviene imparare a fare la maionese” rispose Dio.

Il nome del Cazzaro

Quattro anni fa, il PD era era stato affidato al rampante Matteo Renzi perché lo guidasse alla maggioranza assoluta.
Renzi l’ha schiantato contro un muro. Dieci volte di seguito.
Con la sua ottusa arroganza, le sue controriforme reazionarie e fallimentari, e tutta la sua corte di spocchiosi incapaci, ha perso tutto quello che c’era da perdere.
Oggi sembra coetaneo di Berlusconi. Il suo disfacimento è stato rapido quanto il suo sviluppo, come quello d’un organismo sintetico a crescita accelerata.

Morto un cazzaro però, se ne fa sempre un altro.
Magari omonimo.

Citazioni Citabili VI

Marco Follini: “I deputati dovrebbero passare almeno tre o quattro giorni alla settimana nel loro collegio, ad occuparsi dei loro elettori “.
Paolo Mieli: “Per quello che tu chiami ‘occuparsi dei loro elettori’ adesso si va in galera. Voto di scambio, traffico d’influenze… tu vuoi far passare a questi poveri deputati il weekend a consumare reati”.

Omnibus, La7 16/10/17

Le Tre Stimmate del Cazzaro

Piduista, palazzinaro, mediocrate, Re Sòla: Silvio Berlusconi è il nostro Palmer Eldritch.
Il Chew Z, l’allucinogeno che ha spacciato attraverso i suoi media, riempiendo il paese di berluscloni come un virus mutageno, e generando un grottesco incubo collettivo lungo quasi 40 anni, è un’eterna replica di Drive In.

Matteo Renzi, benché si spacciasse per una novità, è stato solo uno dei suoi cloni, con le sue tre inconfondibili stimmate: megalomania, arroganza, doppiezza.
Lungi dall’essere mai stati realmente contrapposti, il berlusconismo e il cosiddetto centrosinistra sono complementari da ben prima di cominciare sistematicamente a governare insieme con le larghe intese.
Renzi è stato il prodotto della fusione definitiva.
Il rampantismo traffichino del suo codazzo di faccendieri; la becera incompetenza dei suoi ministri e delle sue ministre-immagine; l’ossessiva narcisistica occupazione di tutti i media; la criminalizzazione del dissenso e la legalizzazione dell’abuso; la menzogna sistematica, il baratro fra le sue magniloquenti promesse di palingenesi e la desolante miseria dei suoi risultati, le macerie fisiche e metaforiche, lo squallido sfacelo che si lascia alle spalle. Tutto nel renzismo è stato una replica in fast-forward del berlusconismo.

L’era del Cazzaro fiorentino è finita.
Avanti il prossimo.