The 100

Bilancio dei primi 100 giorni del governo Grilloverde: un migliaio di morti annegati nel Mediterraneo, e un decreto che aumenta il turnover, e reintroduce i voucher.
Ma ricapitoliamo le principali promesse con le quali i cazzari verdeoro avevano (separatamente) vinto le elezioni:

Abolizione della legge Fornero
Reintroduzione dell’articolo 18
Flat Tax
Reddito di cittadinanza
Pensione di cittadinanza
Asili nido gratis
Internet a banda larga gratis
Abolizione delle accise
Abolizione degli studi di settore, Redditometro e Spesometro
Legge anti-corruzione
Legge contro il conflitto di interessi
Ministero per le disabilità
Blocco di TAV e TAP
Rimpatrio immediato di 600 mila immigrati
Riconversione ecologica dell’Ilva.

Verrà il giorno in cui torturare profughi bloccandoli su una nave non basterà più per distrarre gli italiani dai disastri, e dalle promesse non mantenute. Per quel momento, Salvini e Di Maio hanno un Piano B:

Fase uno: Dare la colpa all’Europa.
Fase due: Darsi la colpa a vicenda
Fase tre: Far cadere il governo, e passare mano a un tecnico che faccia tutto il lavoro sporco, e si prenda lui tutta la colpa.
Fase quattro: Tornare a votare in primavera, e rivincere con le stesse promesse irrealizzabili, perché tanto gli italiani hanno la memoria d’un pesce rosso e l’intelligenza d’una spugna di mare.

Funzionerà di nuovo?

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Cristina e Abele

E Dio chiese a Cristina “Dov’è tua sorella Benedetta?”
E Cristina rispose “Ha fatto crollare l’audience, e se n’è andata. Non è mica colpa mia se non sa fare la maionese”.
E Dio disse “Lo sai benissimo che non è la maionese, è proprio tutto il programma che fa vomitare. Perché avete cacciato solo lei?”
“Perché non è un volto di Rai 1 – rispose Cristina – e poi è sposata con un coatto che fa le telecronache, mentre io sarò la first lady della Lombardia”.
“Guarda che tuo marito è stato appena trombato dal difensore della razza bianca” disse Dio.
“Che significa?” Chiese Cristina.
“Che ti conviene imparare a fare la maionese” rispose Dio.

Il nome del Cazzaro

Quattro anni fa, il PD era era stato affidato al rampante Matteo Renzi perché lo guidasse alla maggioranza assoluta.
Renzi l’ha schiantato contro un muro. Dieci volte di seguito.
Con la sua ottusa arroganza, le sue controriforme reazionarie e fallimentari, e tutta la sua corte di spocchiosi incapaci, ha perso tutto quello che c’era da perdere.
Oggi sembra coetaneo di Berlusconi. Il suo disfacimento è stato rapido quanto il suo sviluppo, come quello d’un organismo sintetico a crescita accelerata.

Morto un cazzaro però, se ne fa sempre un altro.
Magari omonimo.

Citazioni Citabili VI

Marco Follini: “I deputati dovrebbero passare almeno tre o quattro giorni alla settimana nel loro collegio, ad occuparsi dei loro elettori “.
Paolo Mieli: “Per quello che tu chiami ‘occuparsi dei loro elettori’ adesso si va in galera. Voto di scambio, traffico d’influenze… tu vuoi far passare a questi poveri deputati il weekend a consumare reati”.

Omnibus, La7 16/10/17

Le Tre Stimmate del Cazzaro

Piduista, palazzinaro, mediocrate, Re Sòla: Silvio Berlusconi è il nostro Palmer Eldritch.
Il Chew Z, l’allucinogeno che ha spacciato attraverso i suoi media, riempiendo il paese di berluscloni come un virus mutageno, e generando un grottesco incubo collettivo lungo quasi 40 anni, è un’eterna replica di Drive In.

Matteo Renzi, benché si spacciasse per una novità, è stato solo uno dei suoi cloni, con le sue tre inconfondibili stimmate: megalomania, arroganza, doppiezza.
Lungi dall’essere mai stati realmente contrapposti, il berlusconismo e il cosiddetto centrosinistra sono complementari da ben prima di cominciare sistematicamente a governare insieme con le larghe intese.
Renzi è stato il prodotto della fusione definitiva.
Il rampantismo traffichino del suo codazzo di faccendieri; la becera incompetenza dei suoi ministri e delle sue ministre-immagine; l’ossessiva narcisistica occupazione di tutti i media; la criminalizzazione del dissenso e la legalizzazione dell’abuso; la menzogna sistematica, il baratro fra le sue magniloquenti promesse di palingenesi e la desolante miseria dei suoi risultati, le macerie fisiche e metaforiche, lo squallido sfacelo che si lascia alle spalle. Tutto nel renzismo è stato una replica in fast-forward del berlusconismo.

L’era del Cazzaro fiorentino è finita.
Avanti il prossimo.