Il Cazzaro della Marmotta

Bettino Craxi, Silvio Berlusconi, Matteo Renzi, Matteo Salvini.
Da che ho memoria, m’è sempre toccato vedere gli italiani acclamare un cazzaro. Un arrogante cialtrone vanesio e fascistoide, interessato solo a prenderli per il culo.
Certo, ogni volta puntualmente dopo gli applausi arrivano meritatissimi gli insulti, ma ogni volta il ciclo ricomincia da capo col cazzaro successivo.
Non so voi, ma io mi sono rotta i coglioni.

Pubblicato su Carmilla il 13 Gennaio 2019 

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Let’s kill Hitler

“Se potessi tornare indietro nel tempo, e uccidere Hitler da piccolo, lo faresti?”
Questo classico trope narrativo parte dal deprimente presupposto che l’unico modo per impedire alle folle d’acclamare uno come Hitler sia quello d’ucciderlo prima che lo vedano.

Il film The Dead Zone (La zona morta) di David Cronenberg, tratto dall’omonimo romanzo di Stephen King, è meno pessimista.
Spoiler

Il protagonista John Snith, grazie a un doloroso talento precognitivo acquisito a causa d’un incidente, riesce a prevedere che il candidato presidenziale Greg Stillson, se eletto, scatenerà la terza guerra mondiale, e l’apocalisse nucleare. Decide perciò di sparargli, ma lo manca. Stillson viene però fotografato mentre si fa scudo con un bambino. La sua popolarità crolla, e Stillson si suicida.

Il vicepremier neofascista austriaco Strache è stato appena sputtanato, e costretto alle dimissioni, da un video nel quale accetta di riciclare fondi neri per conto d’una sedicente oligarca di Putin, in cambio di sostegno politico e finanziario illegale.

Non sappiamo se Strache sarebbe diventato un nuovo Hitler. E se tutto va bene, non lo sapremo mai.

Citazioni citabili VII

“Chi fa il ladro ha come rischio d’impresa d’essere ammazzato”.
Daniela Santanchè, L’Aria che Tira

“Il lavoro è un sacrificio, non è un dono che viene dall cielo, bisogna meritarselo”.
Paola Tommasi, Coffee Break

“In Italia si entra solo col mio permesso” .
Matteo Salvini

Televendita

“Salvini, Salvini, vogliamo Salvini! Solo lui sa cacciare questa gente!” Invoca, appena inquadrata da La7, una delle borgatare di Casal Bruciato che hanno sfrattato una famiglia Rom. 
In studio si discute tranquillamente di negare per legge (razziale) il diritto alle case popolari ai Rom, il capro espiatorio della settimana.

La puntata si conclude col leghista Bitonci che promette il reddito di cittadinanza ai borgatari in rivolta “spontanea”.

The High Castle

Ce lo siamo chiesto tutti: se ci fossimo trovati nell’Italia fascista, nella Germania nazista, e avessimo scoperto che il nostro paese si stava rendendo responsabile d’uno sterminio di massa, che cosa avremmo fatto?
La domanda non è più ipotetica.
L’Italia è direttamente responsabile dei campi di concentramento libici nei quali finiscono massacrati i migranti a cui viene impedito di raggiungere le nostre coste.
Campi di concentramento non è una definizione generica, è documentata: fame, sete, torture, stupri, le condizioni di prigionia sono concepite apposta per falciare i più deboli, e trasformare i superstiti in schiavi. Il governo italiano paga le milizie libiche per questo compito, che definisce “fermare gli sbarchi”.
Questa è la Soluzione Finale che il nostro governo ha scelto per la cosiddetta emergenza immigrazione, cioè qualche migliaio di disperati che approdavano in un paese di 60 milioni di abitanti, e che l’establishment ha efficacemente adoperato come capro espiatorio verso cui deflettere la rabbia popolare, esattamente come fecero i nazifascisti cogli ebrei.
Il discrimine è essenzialmente razziale. Non tutti i prigionieri in Libia sono musulmani, anzi molti, come per esempio gli eritrei, sono cristiani. Qualcuno dovrebbe avvertire Papa Francesco che l’Italia partecipa attivamente alla persecuzione dei cristiani.

La domanda non è più accademica.
Qual è la nostra risposta?
Che cosa stiamo facendo?
Come risponderemo ai sopravvissuti che ce lo chiederanno?
Cosa abbiamo fatto mentre il nostro governo s’offriva come volenteroso carnefice della Fortezza Europa?
Non possiamo sperare di cavarcela con la balla del “Non sapevamo”, non nell’era del web, degli smartphone, e dei canali All News.
Forse speriamo che nessuno ce lo chieda mai.
Che non ci siano sopravvissuti.
Che le guerre, le carestie, le pandemie, gli sconvolgimenti climatici che abbiamo causato nel Terzo Mondo ci diano una mano a svuotarlo.
Che stavolta i nazifascisti vincano la guerra, e riscrivano la Storia.
Ma il deserto continuerà ad avanzare.
La guerra continuerà ad allargarsi.
La Fortezza Europa solleverà definitivamente il ponte levatoio, e ci lascerà fuori.
E allora toccherà a noi.

Pubblicati su Carmilla
The High Castle 3 Set 2017
Maus 10 settembre 2017
Se questo è umano 17 settembre 2017
Lo straniero impiccato 
benito.it 8 ottobre 2017
Buried 15 ottobre 2017
Strange Fruit 22 ottobre 2017
L’Uovo del Serpente 10 dicembre 2017

lnfinito regresso

A giudicare dal 69° Festival di Sanremo, la musica italiana è ferma agli anni ’90 del secolo scorso.
Giovani e veterani, melodici e rapper, concorrenti e ospiti, non ce n’era uno che non sembrasse uscito da una heavy rotation radiofonica notturna di 25 anni fa.

Erano tutti però comunque 30 anni avanti rispetto alla conduzione, congelata in smoking, lustrini e siparietti stile Canzonissima anni ’60.

Che però era comunque 35 anni avanti rispetto all’attuale clima politico italiano.