Previsioni del tempo perduto

Il primo ventennio del duemila è trascorso.
Dovremmo aver già terraformato Marte, invece ci stiamo ancora scannando per Gerusalemme.
Siamo una specie fallita.
Interverrà la Troika dell’Unione Galattica.
La Terra verrà chiusa, e divisa in good company, cioè il pianeta, e bad company, i terrestri.
La good company sarà riassegnata a una specie più meritevole di quella umana, tipo i bacherozzi.
La bad company sarà resa sterile con un virus mutageno, e lasciata morire di vecchiaia.
Dopo un primo periodo di panico generale, l’umanità si dividerà in cinque fazioni basate sui cinque stadi dell’elaborazione del lutto:

Rifiuto
Vestiranno da neonati i loro cani, dichiarandoli in definitiva preferibili ai bambini veri perché meno costosi e più disciplinati. La comunità, molto legata alle tradizioni natalizie, si spaccherà sulla scelta di mettere nella mangiatoia del presepe vivente un cucciolo di yorkshire, anziché di chihuahua. Scoppierà una guerra di religione senza superstiti.

Mercato
Provando ogni tipo di manipolazione genetica nel tentativo di rendere di nuovo fertile la razza umana, produrranno un ibrido umano-maiale di nome Harvey, portatore d’un virus d’influenza suina che li sterminerà.

Ira, terroristi nichilisti, e Depressione, Anonima suicidi, troveranno un accordo, e si faranno saltare in aria tutti insieme la notte di capodanno.

Accettazione
Grazie alle loro enormi ricchezze, i multimiliardari continueranno a godersi la vita mentre l’umanità si estingue, più o meno come hanno fatto finora. Dopo qualche decennio però, non avendo più nessuno da sfruttare, si ritroveranno a dover provvedere a se stessi con le loro sole forze. Questo ne ucciderà la maggior parte.
I sopravvissuti si rifugeranno nelle loro fortezze private, dove finiranno sepolti dai loro stessi rifiuti.

Mentre la Terra si ricopre di bacherozzi, l’ultimo geriarca rimasto, il bicentenario erede dell’impero Disney, si ritirerà nel suo bunker personale, un piccolo asteroide scolpito a forma di testone di Mickey Mouse, dove passerà i suoi ultimi mesi scrivendo la Storia dell’umanità come se la ricorda. Ne uscirà un incrocio fra Game of Thrones e House of Cards. Un Game of Cards.
Un solitario.
Poi la specie umana si estinguerà.
Not with a bang, ma con una scorreggia silenziosa.
Infine, l’orbita del meteorite comincerà a decadere, e il capoccione di Mickey Mouse precipiterà disintegrandosi nell’atmosfera, come una stella cadente in una notte d’agosto.

Futura

Dopo il successo di Mad Max Fury Road, arriva Terminator Dark Fate a recuperare l’altra saga, partendo dal finale del secondo capitolo Judgment Day, per riscriverla al femminile. E funziona molto meglio dei deprimenti sequel e i fallimentari tentativi di reboot che di fatto cancella dalla timeline.

La futura leader della resistenza umana adesso è una donna, Dani, non suo figlio, ed è una donna Grace, l’eroica cyborg spedita nel passato per proteggerla. Al loro fianco torna finalmente in scena la vera Sarah Connor di Linda Hamilton, con l’immancabile Terminator redento (e invecchiato) di Arnold Schwarzenegger.
Sullo sfondo, l’America xenofoba del muro col Messico e delle gabbie per migranti, e Legion, una nuova cyber-minaccia apocalittica peggiore di Skynet.

Insieme a Skynet sparisce John Connor, ed è difficile rimpiangerlo. In nessuna delle sue incarnazioni era mai davvero riuscito a guadagnarsi sul campo il ruolo messianico che la narrativa gli assegnava, ritrovandosi leader più per meriti altrui che propri.
Dani invece dimostra subito in battaglia le proprie attitudini, lasciandoci intuire la sua identità futura ben prima che ci venga rivelata. Un buon esempio di “Show, don’t tell”.

Altrettanto apprezzabile il fatto che la presa di coscienza che umanizza il Terminator di Schwarzy stavolta sia autonoma, e non frutto d’una riprogrammazione subita.

Saranno gli incassi a decidere se le ragazze avranno un secondo film per salvare il mondo da Legion, per adesso hanno salvato una saga che, dopo il pessimo Terminator Genisys (sì, si scrive così) sembrava ormai destinata solo alla rottamazione.