The oncoming storm

Il cliffhanger che conclude la quinta stagione di Better Call Saul è narrativamente perfetto.
In questi giorni apocalittici però non si può fare a meno di pensare che potrebbe rimanere irrisolto. Lasciando Better Call Saul e Breaking Bad come i due tronconi sfasati di certi ponti italiani incompiuti, che non potranno incontrarsi mai.

Night of the Dead Aid

Ieri notte, fra le due e le quattro (ora italiana) è andato in onda in mondovisione l’One World Together at Home. Pubblicizzato come un concerto, è stato in realtà una mesta videoconferenza nella quale alcune popstar, Lady Gaga (l’organizzatrice) Paul McCartney, Stevie Wonder, Elton John, Celine Dion, Andrea Bocelli e pochi altri si sono a turno collegati per cantare una canzone al pianoforte delle loro ville.
Qualcuno, come Beyoncé non ha neanche cantato, ma s’è limitato ai soliti discorsi di rito, ripetuti anche da Bill Gates, Oprah Winfrey, Laura Bush e Michelle Obama, su immagini di moltitudini in mascherina.

L’unica cosa a somigliare vagamente a un concerto s’è dimostrata la session a distanza degli immarcescibili Rolling Stones.
Per tutto il resto, è stato uno spettacolo profondamente malinconico e sinistro, specie se paragonato al ricordo del Live Aid.
È stato il ritratto d’una civiltà di miliardari blindati nei loro castelli, circondati da masse disperate.
Una civiltà morente.
E non solo di Coronavirus.

Tutti a casa

“Non abbracciatevi. Non stringete la mano a nessuno. Mantenete una distanza di sicurezza dagli altri di almeno un metro. Non frequentate luoghi affollati. Lavatevi spesso le mani. Disinfettate le superfici. Uscite di casa il meno possibile”.

Si credeva che l’Apocalisse sarebbe somigliata ad un episodio di Supernatural. Invece finora somiglia ad un episodio di Monk.
Al contrario però dell’acuto detective fobico ossessivo-compulsivo, noi non riusciamo a fermare l’assassino.

Previsioni del tempo perduto

Il primo ventennio del duemila è trascorso.
Dovremmo aver già terraformato Marte, invece ci stiamo ancora scannando per Gerusalemme.
Siamo una specie fallita.
Interverrà la Troika dell’Unione Galattica.
La Terra verrà chiusa, e divisa in good company, cioè il pianeta, e bad company, i terrestri.
La good company sarà riassegnata a una specie più meritevole di quella umana, tipo i bacherozzi.
La bad company sarà resa sterile con un virus mutageno, e lasciata morire di vecchiaia.
Dopo un primo periodo di panico generale, l’umanità si dividerà in cinque fazioni basate sui cinque stadi dell’elaborazione del lutto:

Rifiuto
Vestiranno da neonati i loro cani, dichiarandoli in definitiva preferibili ai bambini veri perché meno costosi e più disciplinati. La comunità, molto legata alle tradizioni natalizie, si spaccherà sulla scelta di mettere nella mangiatoia del presepe vivente un cucciolo di yorkshire, anziché di chihuahua. Scoppierà una guerra di religione senza superstiti.

Mercato
Provando ogni tipo di manipolazione genetica nel tentativo di rendere di nuovo fertile la razza umana, produrranno un ibrido umano-maiale di nome Harvey, portatore d’un virus d’influenza suina che li sterminerà.

Ira, terroristi nichilisti, e Depressione, Anonima suicidi, troveranno un accordo, e si faranno saltare in aria tutti insieme la notte di capodanno.

Accettazione
Grazie alle loro enormi ricchezze, i multimiliardari continueranno a godersi la vita mentre l’umanità si estingue, più o meno come hanno fatto finora. Dopo qualche decennio però, non avendo più nessuno da sfruttare, si ritroveranno a dover provvedere a se stessi con le loro sole forze. Questo ne ucciderà la maggior parte.
I sopravvissuti si rifugeranno nelle loro fortezze private, dove finiranno sepolti dai loro stessi rifiuti.

Mentre la Terra si ricopre di bacherozzi, l’ultimo geriarca rimasto, il bicentenario erede dell’impero Disney, si ritirerà nel suo bunker personale, un piccolo asteroide scolpito a forma di testone di Mickey Mouse, dove passerà i suoi ultimi mesi scrivendo la Storia dell’umanità come se la ricorda. Ne uscirà un incrocio fra Game of Thrones e House of Cards. Un Game of Cards.
Un solitario.
Poi la specie umana si estinguerà.
Not with a bang, ma con una scorreggia silenziosa.
Infine, l’orbita del meteorite comincerà a decadere, e il capoccione di Mickey Mouse precipiterà disintegrandosi nell’atmosfera, come una stella cadente in una notte d’agosto.

It’s a kind of magic

La miniserie Good Omens è una delle migliori trasposizioni mai realizzate d’un classico, grazie innanzitutto all’assoluta perfezione del cast, e alla sempiterna genialità del testo.

Ma se l’interpretazione magica di David Tennant e Michael Sheen (e Jon Hamm) e l’ironia iconoclasta di Neil Gaiman e Terrry Pratchett ancora non vi bastano per considerare Good Omens la serie dell’anno, pensate a come la rivalità tra Paradiso e Inferno oggi rispecchi accuratamente quella fra Imperialisti e Populisti, fra Draghi e Trump, tanto diversi nell’apparenza quanto simili nella sostanza, nei mezzi e nei fini. Stessa arroganza, stessa crudeltà, stesso reale obiettivo al di là della retorica: il potere.

Anche stavolta, come negli anni della Guerra Fredda, la scelta giusta fra i due è nessuno dei due, è l’unica vera alternativa, l’anarchia e l’empatia dell’ineffabile Aziraphale, e di Crowley, suo ironico, inseparabile compagno e salvatore.
Angelo e diavolo custodi dell’umanità.

Let’s kill Hitler

“Se potessi tornare indietro nel tempo, e uccidere Hitler da piccolo, lo faresti?”
Questo classico trope narrativo parte dal deprimente presupposto che l’unico modo per impedire alle folle d’acclamare uno come Hitler sia quello d’ucciderlo prima che lo vedano.

Il film The Dead Zone (La zona morta) di David Cronenberg, tratto dall’omonimo romanzo di Stephen King, è meno pessimista.
Spoiler

Il protagonista John Snith, grazie a un doloroso talento precognitivo acquisito a causa d’un incidente, riesce a prevedere che il candidato presidenziale Greg Stillson, se eletto, scatenerà la terza guerra mondiale, e l’apocalisse nucleare. Decide perciò di sparargli, ma lo manca. Stillson viene però fotografato mentre si fa scudo con un bambino. La sua popolarità crolla, e Stillson si suicida.

Il vicepremier neofascista austriaco Strache è stato appena sputtanato, e costretto alle dimissioni, da un video nel quale accetta di riciclare fondi neri per conto d’una sedicente oligarca di Putin, in cambio di sostegno politico e finanziario illegale.

Non sappiamo se Strache sarebbe diventato un nuovo Hitler. E se tutto va bene, non lo sapremo mai.

Summer is coming

justscreenshots: “ Black Summer ”Minima spesa, massima resa: Black Summer è un’ottima serie costituita solo sulla tensione, e su qualche sapiente citazione dei classici – Shining, Duel, 28 Giorni Dopo.
Niente leaders,,niente pipponi, behaviourismo assoluto, e una regia dinamica, ma fredda e oggettiva come un reportage di guerra.
Caratteristiche che lo rendono molto più inquietante, nella sua realistica linearità, dei post apocalittici de luxe.