It’s a kind of magic

La miniserie Good Omens è una delle migliori trasposizioni mai realizzate d’un classico, grazie innanzitutto all’assoluta perfezione del cast, e alla sempiterna genialità del testo.

Ma se l’interpretazione magica di David Tennant e Michael Sheen (e Jon Hamm) e l’ironia iconoclasta di Neil Gaiman e Terrry Pratchett ancora non vi bastano per considerare Good Omens la serie dell’anno, pensate a come la rivalità tra Paradiso e Inferno oggi rispecchi accuratamente quella fra Imperialisti e Populisti, fra Draghi e Trump, tanto diversi nell’apparenza quanto simili nella sostanza, nei mezzi e nei fini. Stessa arroganza, stessa crudeltà, stesso reale obiettivo al di là della retorica: il potere.

Anche stavolta, come negli anni della Guerra Fredda, la scelta giusta fra i due è nessuno dei due, è l’unica vera alternativa, l’anarchia e l’empatia dell’ineffabile Aziraphale, e di Crowley, suo ironico, inseparabile compagno e salvatore.
Angelo e diavolo custodi dell’umanità.

Let’s kill Hitler

“Se potessi tornare indietro nel tempo, e uccidere Hitler da piccolo, lo faresti?”
Questo classico trope narrativo parte dal deprimente presupposto che l’unico modo per impedire alle folle d’acclamare uno come Hitler sia quello d’ucciderlo prima che lo vedano.

Il film The Dead Zone (La zona morta) di David Cronenberg, tratto dall’omonimo romanzo di Stephen King, è meno pessimista.
Spoiler

Il protagonista John Snith, grazie a un doloroso talento precognitivo acquisito a causa d’un incidente, riesce a prevedere che il candidato presidenziale Greg Stillson, se eletto, scatenerà la terza guerra mondiale, e l’apocalisse nucleare. Decide perciò di sparargli, ma lo manca. Stillson viene però fotografato mentre si fa scudo con un bambino. La sua popolarità crolla, e Stillson si suicida.

Il vicepremier neofascista austriaco Strache è stato appena sputtanato, e costretto alle dimissioni, da un video nel quale accetta di riciclare fondi neri per conto d’una sedicente oligarca di Putin, in cambio di sostegno politico e finanziario illegale.

Non sappiamo se Strache sarebbe diventato un nuovo Hitler. E se tutto va bene, non lo sapremo mai.

Summer is coming

justscreenshots: “ Black Summer ”Minima spesa, massima resa: Black Summer è un’ottima serie costituita solo sulla tensione, e su qualche sapiente citazione dei classici – Shining, Duel, 28 Giorni Dopo.
Niente leaders,,niente pipponi, behaviourismo assoluto, e una regia dinamica, ma fredda e oggettiva come un reportage di guerra.
Caratteristiche che lo rendono molto più inquietante, nella sua realistica linearità, dei post apocalittici de luxe.