Longoria’s Run

“Ho qualche capello bianco – dice Eva Longoria nello spot della tintura – ma non voglio che lo sappia nessuno”.

Perché, se lo scoprono ti abbattono?

Il mattino ha l’oro in bocca

Nello spot di Io Leggo c’è una tizia che rilegge da mesi sempre lo stesso rigo di Cime Tempestose per materializzare il suo Heathcliff.

Chissà se funziona anche coi libri di Stephen King.

Estate italiana

Non si spiega perché la pubblicità del Barattolino cerchi di vendere qualcosa che piace quasi a tutti, cioè il gelato, associandolo a qualcosa che non piace quasi a nessuno, cioè i parenti.

Cose che ho imparato dalla pubblicità

I principali clienti delle agenzie immobiliari sono i bambini di sei anni.

Le autostrade in America sono sempre tutte completamente deserte.

Pablo Neruda era fissato col pomodoro.

Futuristi

“Ecco perché mi piace dimenticare il passato, e ricordarmi solo del futuro” dice il testimonial Oscar Farinetti, nello spot che ha cominciato a circolare la settimana del 27 gennaio, Giorno della Memoria.

Tutto lo spot è in bianco e nero, tranne il logo del prodotto, che è rosso.

Profumo di spot

“Si alla seduzione
Sì ala leggerezza
Sì all’amore”

No al Cazzaro.

Parola di Spot II

La giovane astronauta galleggia a gravità zero. Una donna nello spazio, cosa starà facendo? Esplorazione, ricerche, esperimenti? No, le pulizie.

Un tizio sbava per un’automobile nuova. “Me la merito?” si chiede. “Certo” si risponde, perché è stato abbastanza eroico da accompagnare la moglie piagnona al cinema.

Anche le donne usano lo smartphone per comunicare via web, ma con chi? Col forno, e con la lavatrice per sapere quando il bucato è pronto, mentre fanno ginnastica in palestra per dimagrire. Anzi “ridurre il gonfiore” che non sono riuscite a eliminare ammazzandosi di purghe.

Perché stupirsi che il suo comportamento sessista non abbia danneggiato Trump?
Dopotutto il sessismo è ancora considerato ottima pubblicità.

Parola di spot

“Sono la soia più felice del mondo, e non sono geneticamente modificata”
E allora come cazzo fai a parlare?

“Sì alla vita, sì alla seduzione, sì all’amore”
No al referendum.

“Quando i passeggeri si trovano a loro agio a bordo è una questione di chimica”
Cioè li drogate?

“Io e il mio dentista abbiamo una cosa in comune”
M’avete rotto i coglioni tutt’e due.

Il Monopolista

Le parabole del figliol prodigo, della pecorella smarrita, dei vignaioli assenteisti ricompensati, il continuo privilegiare i peccatori da redimere rispetto ai credenti già praticanti: è la classica strategia di marketing per acquisire nuovi clienti più in fretta.
Le compagnie telefoniche lo fanno sistematicamente: al potenziale nuovo cliente viene sempre promesso che il suo contratto sarà più vantaggioso rispetto a tutti i  precedenti, che per lui la compagnia ucciderà il vitello grasso.
In più il Cristianesimo fa leva sui sensi di colpa indotti, e sul disagio degli emarginati. Così gli ultimi saranno i primi clienti.
Il dio cristiano caccia i mercanti dal tempio perché non vuole concorrenza.

In principio

logoPhilip K. Dick raccontava divertito di come in una delle traduzioni di Ubik il termine “Logos” fosse stato tradotto con “Marchio”, trasformando l’incipit biblico in un ubikiano “In principio era il marchio”.
Nel primo libro della serie, Eymerich crea personalmente il logo dell’Inquisizione, come un copywriter ante litteram.
È uno dei primi atti esplicitamente demiurgici di Eymerich, che da lì procederà a plasmare, anche retroattivamente, prima il suo secolo, e poi tutto il nostro mondo a modello del suo inferno interiore.
In principio era il Logo.