Mutazioni

Better Call Saul è diventato come il video d’una telecamera di sorveglianza: 3 minuti di azione su 10 ore di filmato.
Per fortuna il season finale Winner vale da solo tutta la quarta stagione.

La mutazione subita da Z Nation invece è terminale. Quella che era una serie visionaria e beffarda è stata trasformata in un pippone sul dovere morale di precipiitarsi a voare Partito Democratico nelle elezioni USA di mid-term.

Il politically correct ha preso il sopravvento su qualsiasi altra cosa anche nel nuovo Doctor Who di Chris Chibnall. Ogni episodio ha un’esplicita morale “progressista”, e un’esplicita presa in giro di Donald Trump.
Dal punto di vista strettamente creativo, Chibnall s’è finora dimostrato un Russell T. Davies in sedicesimo: filosofia simile, ma talento notevolmente inferiore.
Solare e un po’ pazza, la sua Thirteen è infatti una versione semplificata di Ten, senza lati oscuri, senza misteri, senza difetti. Un Ten light.
Jodie Wittaker, la prima donna a interpretare il ruolo del Dottore, avrebbe meritato un personaggio più originale della versione analcolica d’un suo predecessore.

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Sipario

L’era Moffat di Doctor Who s’è finalmente conclusa, not with a bang, ma con l’ennesimo loffio pippone, nel quale Twelve in punto di morte ha di nuovo declamato ciò che dovrebbe essere il Dottore anziché dimostrarlo; e con l’inutile, deprimente evocazione d’una serie di fantasmi, Bill, Nardole, l’immancabile Clara circonfusa di luce, e One, il Primo Dottore, purtroppo ridotto a una macchietta da teatro dialettale.

Thirteen ha quindi simbolicamente cominciato la sua vita e la sua avventura precipitando nel vuoto: a Chris Chibnall infatti tocca adesso il gravoso compito di risollevare la serie e il personaggio dallo strapiombo nel quale l’arrogante incompetenza di Moffat li ha precipitati.

About Time

Jodie Whittaker sarà la prima donna a interpretare il ruolo del Dottore.
L’era Chibnall di Doctor Who si apre con un segnale di discontinuità e rinnovamento, cose delle quali la serie ha un disperato bisogno.
Una scelta apprezzabile e coraggiosa in sé, la cui effettiva riuscita narrativa però dipenderà dalla qualità dell’esecuzione.

È fondamentale che il Dottore non diventi una Dottoressa nel modo grottesco e intrinsecamente sessista nel quale il Master era diventato Missy.
È ragionevole sperare che non succederà, perché per fortuna alla scrivania dello showrunner finalmente non ci sarà più Moffat.