Carta dei Diritti del Telespettatore Seriale

Il telespettatore seriale ha diritto a:

1) Piantare una serie a metà o in qualsiasi altro punto, saltare episodi, guardarli in ordine sparso, ignorare tutte le stagioni precedenti e/o successive a ciò che lo interessa, senza essere accusato da nessuno di non essere un “vero fan”.

2) Ignorare e/o non considerare parte del canone gli sviluppi della trama che ritiene scritti male, out of character, e/o in contrasto con il resto della mitologia della serie.

3) Amare appassionatamente/odiare a morte uno o più personaggi della serie anche se non hanno fatto assolutamente niente per “meritarselo”.

4) Disprezzare gli autori e/o gli interpreti della serie, pur apprezzando i personaggi che scrivono/interpretano, o viceversa.

5) Considerare espliciti elementi impliciti della psicologia dei personaggi che gli autori non hanno la capacità o la possibilità di rendere espliciti.

6) Inventare spiegazioni per le incongruenze della serie che gli autori non hanno la capacità o la possibilità di spiegare.

7) Scrivere fanfic della serie, sia che segua il canone, sia che lo sovverta completamente.

8) Seguire la serie per un solo personaggio/interprete, per un solo elemento della trama, o anche soltanto per criticarla, scriverne male, perculare il cast e/o gli autori.

9) Ignorare in tutto o in parte il resto del fandom della serie, e non interagire con nessuna delle sue iniziative.

10) Ignorare tutte le serie considerate più cool e di tendenza, e guardare invece repliche di Spazio 1999.

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No Way Out

“Euro is irreversible. This is the treaty”.
– Mario Draghi

The road so far

Fra urban horror e urban western, fino alla quinta stagione Supernatural ha disegnato un’autoironica epica moderna coerente con l’idea dickiana che si possano trovare più verità metafisiche in un fumetto pulp che nella Bibbia, che gli angeli non siano migliori dei demoni, e che a fare la differenza tra bene e male sia l’umanità, simboleggiata del legame fra i protagonisti.
Dalla sesta stagione in poi, col cambio di showrunner da Kripke a Gamble e poi a Carver, è partita una deriva baraccona sempre più sgangherata dalla quale s’è salvato ben poco.
A questo punto, l’unica cosa che mi trattenga dall’invocare la misericordiosa cancellazione di Supernatural è l’avvilente consapevolezza che il finale di serie verrebbe scritto da Carver.
Supernatural è prigioniero in una gabbia infernale che nessun incantesimo può scardinare, perché è mantenuta dall’ostinata fedeltà dell’audience.
Quando si ama qualcosa però bisogna anche essere capaci di lasciarla andare.

Carry on my wayward son
There’ll be peace when you are done
Lay your weary head to rest
Don’t you cry no more

Chi l’ha visto

Qualcuno vada a recuperare il povero Bruce Willis da quella seggiovia prima che muoia congelato, perché evidentemente ha l’Alzheimer.

Non c’è niente di più umiliante che avrebbe potuto fare per soldi di questa serie di spot, tranne forse una reunion di Moonlighting.

Trama: Sono passati trent’anni, ma David e Maddie lavorano ancora insieme, litigando come il primo giorno, lanciandosi nei consueti rocamboleschi inseguimenti, e sfidando l’osteoporosi. Ogni tanto, durante i loro frenetici battibecchi si sputano la dentiera in faccia.
Nel corso della loro millesima investigazione, Maddie e David scoprono che il loro impiegato storico Herb Viola è in realtà l’angelo Metatron che sta usando i loro litigi come parte di un oscuro rituale per spingere gli spettatori al suicidio di massa, e provocare l’Apocalisse…

Breaking Bad Graphics – 2

Battlestar Galactica

Supernatural