Ex Machina

de silvaDemiurgico, genre savvy (“O parli, o spari”, “Perché vuoi fare l’eroe? È anacronistico”) padrone di enunciare le regole del gioco (“Una squadra contro l’altra. E loro giocano per me”) come di rompere la quarta parete (“Cosa cazzo mi tocca fare tutto il giorno, sempre”).
Tra le varie peculiarità che rendono De Silva esplicitamente meta-narrativo c’è anche il fatto che il suo personaggio, benché ne sia il motore principale, sia sempre letteralmente almeno per metà oltre la narrazione.
I suoi moventi ultimi come quasi tutto il suo passato restano per lo spettatore sconosciuti, e forse inconoscibili.

La sensazione è che De Silva sappia qualcosa sulla struttura della realtà che gliela fa vedere in maniera diversa. Possa leggerne l’html.
Philip K. Dick le chiama “le travi sotto il pavimento della realtà”.
Filippo De Silva vede le travi sotto il pavimento della realtà.
Questo gli dà il potere di manipolarla, ma gli rende impossibile concedersi il lusso di crederci davvero.

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