Carta dei Diritti del Telespettatore Seriale

Il telespettatore seriale ha diritto a:

1) Piantare una serie a metà o in qualsiasi altro punto, saltare episodi, guardarli in ordine sparso, ignorare tutte le stagioni precedenti e/o successive a ciò che lo interessa, senza essere accusato da nessuno di non essere un “vero fan”.

2) Ignorare e/o non considerare parte del canone gli sviluppi della trama che ritiene scritti male, out of character, e/o in contrasto con il resto della mitologia della serie.

3) Amare appassionatamente/odiare a morte uno o più personaggi della serie anche se non hanno fatto assolutamente niente per “meritarselo”.

4) Disprezzare gli autori e/o gli interpreti della serie, pur apprezzando i personaggi che scrivono/interpretano, o viceversa.

5) Considerare espliciti elementi impliciti della psicologia dei personaggi che gli autori non hanno la capacità o la possibilità di rendere espliciti.

6) Inventare spiegazioni per le incongruenze della serie che gli autori non hanno la capacità o la possibilità di spiegare.

7) Scrivere fanfic della serie, sia che segua il canone, sia che lo sovverta completamente.

8) Seguire la serie per un solo personaggio/interprete, per un solo elemento della trama, o anche soltanto per criticarla, scriverne male, perculare il cast e/o gli autori.

9) Ignorare in tutto o in parte il resto del fandom della serie, e non interagire con nessuna delle sue iniziative.

10) Ignorare tutte le serie considerate più cool e di tendenza, e guardare invece repliche di Spazio 1999.

Drone Draper

dddDon Draper non è Don Draper.
Ha rubato il nome a un commilitone morto in Corea. Se non l’avesse fatto, non avrebbe mai potuto avere la carriera che ha avuto, l’unica cosa davvero importante per lui, incapace di provare affetto autentico per chiunque, compresi i figli, verso i quali ha solo rari momenti d’empatia dei quali si stupisce.

Don Draper è un Cazzaro.
La menzogna, il falso, sono la sua vita come la sua professione. È una di quelle persone fasulle che producono realtà fasulle (e viceversa) di cui parla Philip K. Dick. La meditazione alla quale si sottopone nel finale non gli fornisce nessuna nuova autoconsapevolezza, solo l’idea per un nuovo spot.

Don Draper è un prototipo.
I droni del suo modello oggi governano la realtà fasulla nella quale siamo prigionieri.
E come nei grattacieli di Manhattan, più in alto si va, e più se ne trovano.