La pacchia è finita

“I compagni si rassegnino, questo governo durerà 5 anni” – Matteo Salvini

Ampia maggioranza in parlamento, egemonia culturale nel paese, opposizioni allo sbando. L’unico modo che aveva il governo Grilloverde di cadere era suicidarsi.
E ovviamente l’ha fatto.
Matteo Salvini ha abboccato all’amo dei sondaggi, e proprio come aveva fatto Matteo Renzi, s’è convinto dell’esistenza d’un effettivo, solido 40% d’italiani pronti ad acclamarlo imperatore.
In realtà, calcolata l’astensione, soltanto più o meno due elettori su dieci sono (al momento) intenzionati a votarlo.
Dentro questo risultato c’è un po’ di tutto: padroncini rampanti e operai incazzati, ex grillini e neo fascisti, granitici leghisti della prima ora, e volubili fans del Cazzaro del momento, ieri Renzi, oggi Salvini, domani chissà.
Due elettori su dieci, e degli altri otto almeno quattro lo odiano a morte.
Ma ricapitoliamo il piano originario dei Grilloverdi per scappare dal ristorante senza pagare il conto, la loro exit strategy così come l’avevamo prevista fin dall’inizio:

  • Fase unodare la colpa all’Europa
  • Fase due: darsi la colpa a vicenda
  • Fase tre: far cadere il governo, sperando di passare mano a un tecnico che faccia tutto il lavoro sporco, e si prenda tutta la colpa
  • Fase quattro: tornare a votare, e rivincere con le stesse promesse irrealizzabili.

Obsolescenza programmata.
In questi mesi però, mentre Salvini cannibalizzava l’elettorato grillino, il Movimento 5 Stelle ha perduto ogni speranza di realizzare la Fase quattro, e quindi, pur di restare imbullonato alle poltrone, ha tradito tutti i suoi millantati principi, e svenduto tutti i suoi presunti ideali, prima a Salvini, e poi alla Von der Leyen.
La Fase tre riveduta e corretta, che il Movimento Due Facce in realtà prepara da mesi come fail safe, prevede la sua partecipazione a un governo tecnico gradito a Bruxelles, una Coalizione dei Volenterosi che dia al nuovo Nuovo Hitler Salvin Hussein tutta la colpa.
Così, oggi Salvini è l’unico rimasto a volersi precipitare alle urne, mentre il pentito Grillo invece esorta il suo Movimento ad adottare “la strategia di sopravvivenza dello scarafaggio”. Da grillini a scarrafoni: la metamorfosi kafkiana s’è compiuta.
L’ennesimo voltafaccia poltronista di Matteo Renzi non è neanche una notizia. È un cazzaro.
Salvini è il nuovo boss di livello, però, citando il titolo d’un famoso libro di Enzo Biagi su Buscetta e i Corleonesi, il boss è solo.
Circondato da Ombre Russe, ed ex complici sedotti e abbandonati che non vedono l’ora di svendere anche lui come si sono svenduti tutto il resto.
Solo, di fronte alla prospettiva d’una crisi economica mondiale, con Bruxelles che sogna di esibire la sua testa su una picca come monito a tutti gli altri rais nazionalisti come lui.
Il boss è solo.
E le urne sono ancora lontane.

Pubblicato su Carmilla 11 Agosto 2019

Annunci

Il Cazzaro della Marmotta

Bettino Craxi, Silvio Berlusconi, Matteo Renzi, Matteo Salvini.
Da che ho memoria, m’è sempre toccato vedere gli italiani acclamare un cazzaro. Un arrogante cialtrone vanesio e fascistoide, interessato solo a prenderli per il culo.
Certo, ogni volta puntualmente dopo gli applausi arrivano meritatissimi gli insulti, ma ogni volta il ciclo ricomincia da capo col cazzaro successivo.
Non so voi, ma io mi sono rotta i coglioni.

Pubblicato su Carmilla il 13 Gennaio 2019 

Il nome del Cazzaro

Quattro anni fa, il PD era era stato affidato al rampante Matteo Renzi perché lo guidasse alla maggioranza assoluta.
Renzi l’ha schiantato contro un muro. Dieci volte di seguito.
Con la sua ottusa arroganza, le sue controriforme reazionarie e fallimentari, e tutta la sua corte di spocchiosi incapaci, ha perso tutto quello che c’era da perdere.
Oggi sembra coetaneo di Berlusconi. Il suo disfacimento è stato rapido quanto il suo sviluppo, come quello d’un organismo sintetico a crescita accelerata.

Morto un cazzaro però, se ne fa sempre un altro.
Magari omonimo.

Le Tre Stimmate del Cazzaro

Piduista, palazzinaro, mediocrate, Re Sòla: Silvio Berlusconi è il nostro Palmer Eldritch.
Il Chew Z, l’allucinogeno che ha spacciato attraverso i suoi media, riempiendo il paese di berluscloni come un virus mutageno, e generando un grottesco incubo collettivo lungo quasi 40 anni, è un’eterna replica di Drive In.

Matteo Renzi, benché si spacciasse per una novità, è stato solo uno dei suoi cloni, con le sue tre inconfondibili stimmate: megalomania, arroganza, doppiezza.
Lungi dall’essere mai stati realmente contrapposti, il berlusconismo e il cosiddetto centrosinistra sono complementari da ben prima di cominciare sistematicamente a governare insieme con le larghe intese.
Renzi è stato il prodotto della fusione definitiva.
Il rampantismo traffichino del suo codazzo di faccendieri; la becera incompetenza dei suoi ministri e delle sue ministre-immagine; l’ossessiva narcisistica occupazione di tutti i media; la criminalizzazione del dissenso e la legalizzazione dell’abuso; la menzogna sistematica, il baratro fra le sue magniloquenti promesse di palingenesi e la desolante miseria dei suoi risultati, le macerie fisiche e metaforiche, lo squallido sfacelo che si lascia alle spalle. Tutto nel renzismo è stato una replica in fast-forward del berlusconismo.

L’era del Cazzaro fiorentino è finita.
Avanti il prossimo.