We are Negan

“Give me your shit, or I will kill you”.  Il Nuovo Ordine Mondiale in una battuta.
New Order, Negan lo chiama proprio così nel suo atteso debutto nel season finale di The Walking Dead, la cosa migliore d’una sesta stagione filler da dimenticare, a parte un paio di episodi salvati dal talento di Melissa McBride.

Perché i villain (ben scritti) sono sempre fra i personaggi più interessanti? La risposta migliore in sole tre parole l’ha data Michael Emerson, il Ben Linus di Lost: “They are us“. Loro sono noi.
Infatti è nei villain, non negli eroi, che raccontiamo meglio noi stessi, la nostra società, e insieme la natura umana.
Non a caso le migliori serie degli ultimi vent’anni hanno un villain come protagonista: Breaking Bad, Hannibal, e il ciclo di Eymerich.

Heisenberg, Eymerich, KilgraveDe Silva, Negan, Hannibal, Ben Linus, Gus Fring, Alice Morgan, Patty Hewes, Harold Saxon, Frank Underwood, Tony Soprano, they are are us.
We are not the good guys.

Kilgraved

Se Kilgrave fosse meno arrogante e compiaciuto del suo potere, lo potrebbe usare in stealth mode. Cioè potrebbe, anziché ordinare, chiedere in maniera da dare l’illusione alle sue vittime d’averli convinti, e non condizionati.
È quello che fanno i Kilgrave del mondo reale.
Quante volte abbiamo eseguito degli ordini senza rendercene conto, quante volte siamo stati kilgraved  senza saperlo?

AKA Half Measures

L’ottavo e il nono episodio della serie Jessica Jones sono speculari.
Nell’ottavo, Kilgrave cerca di indurre Jessica a lasciarsi imprigionare in un’inquietante Casa di Bambola, ricostruzione esatta di quella in cui è cresciuta, che simboleggia perfettamente la facciata di normalità borghese che così spesso copre i peggiori abusi familiari. Anche in questo caso Kilgrave dimostra d’essere un persuasore, un manipolatore, a prescindere dal suo “potere”, riuscendo a farle credere, seppure brevemente, di poter essere lei a controllarlo, al punto di fargli addirittura adoperare il suo talento a fin di bene.

Nel nono episodio invece è Jessica a cercare di imprigionare Killgrave in una ricostruzione della sua infanzia da incubo: una teca da laboratorio come camera di tortura.
Ancora una volta Kilgrave, sebbene privato della possibilità di usare i suoi poteri, riesce a convincere qualcuno ad aprirgli una via di fuga. E di vendetta.

Entrambi i tentativi di reciproco contenimento falliscono naufragando nel sangue.
Jessica e Kilgrave non possono coesistere.
Jessica riuscirà a sconfiggerlo solo dopo aver perduto la vana speranza, rappresentata dal personaggio di Hope, in un’impossibile soluzione mediata, in un’impossibile mezza misura.

La voce del padrone

KilgraveLa cosa più inquietante del potere di Kilgrave è l’essere profondamente realistico.
L’essere la puntuale estremizzazione metaforica del reale potere di persuasione, manipolazione, ed espropriazione del consenso che conosciamo bene, e vediamo tutti i giorni all’opera esercitato dalle classi dirigenti attraverso i media. Il potere di convincere gli altri a vivere e lavorare da schiavi. A suicidarsi. Ad ammazzarsi a vicenda.

Lo stesso Kilgrave, nel nono episodio dell’ottima nuova serie Marvel Jessica Jones, dimostra infatti come la componente “fantascientifica” del suo talento sia in realtà secondaria, riuscendo a essere diabolicamente persuasivo anche mentre non può adoperarla.

Kilgrave è sicuramente il personaggio migliore e più interessante del Marvel Cinematic Universe finora, grazie anche alla straordinaria interpretazione di David Tennant, che si dimostra ancora una volta uno degli attori di maggior talento oggi in circolazione.

Perfetta anche Krysten Ritter nel ruolo della protagonista, una convincente versione femminile del detective hard-boiled. La serie è al suo meglio però quando la generale atmosfera noir trascende nell’horror psicologico- metaforico, grazie a Kilgrave.

Kilgrave è un Demiurgo. Un Neuromante. Un’incarnazione di Palmer Eldritch. L’elemento SF rende il suo potere più teatrale, ma la vera radice della sua influenza, come il segreto per liberarsene, sta nella consapevolezza della sua reale natura.