Un figlio a tutti i costi

Gli sposi si baciano fra gli applausi degli invitati.
Un ometto si alza da tavola, e s’avvicina alla sposa.
– Felicitazioni!
– Grazie!
– A quando un figlio?
– Beh, per la verità non ci pensiamo.
L’ometto trasecola.
– Non volete bambini? Non sentite che la vostra vita è vuota senza figli?
– No.
– Ma lo è! Avete problemi economici?
– Sì, ma non è questo il motivo.
– Problemi fisici? Affittate un utero.
La sposa lo squadra perplessa.
– Ma non è illegale?
– Che c’entra, per i gay, lei un utero già ce l’ha, quindi può anche affittarne un altro. È come dare il vecchio appartamento in garanzia per uno nuovo.
– Non m’interessa.
– È una questione di prezzo? Vada in Thailandia, là gli uteri glieli tirano dietro.
– Che schifo di metafora.
– Non volete un figlio a tutti i costi? Neanche uno a costi modici? Due al prezzo di uno?…
– Ah ecco, lei è ubriaco.
La sposa cerca di allontanarsi. L’ometto l’afferra per un braccio.
– Senta, noi abbiamo tonnellate di pannolini, pappette e pupazzetti invenduti, se non ricominciate a figliare siamo rovinati.
– E io dovrei fare un figlio per far contenti voi?
L’ometto alza la voce.
– Allora volete l’ISIS! Sa quanti figli fa ogni anno un integralista islamico?
– Personalmente?
– Milioni! Ci invaderanno, ci rimpiazzeranno! Non riusciamo a bombardarli tutti, i droni costano, le bombe non crescono sugli alberi. Anche se ci stiamo lavorando.
La sposa si divincola. L’ometto l’afferra di nuovo.
– Ma non vede come sono belli i bambini negli spot, non le viene voglia di comprarsene uno? Che donna è? Se avesse un figlio e glielo rapissero, non farebbe qualsiasi cosa per riaverlo?
– Cosa c’entra?
– C’entra, non guarda le serie Tv? Succede in tutte le serie almeno una volta. Non le fa effetto? Non ha un cuore?
La sposa si libera dalla presa.
L’ometto alza ancora la voce.
– Lei non capisce, lei deve avere figli! Dovete ricominciare a consumare, ne va della salvezza della Civiltà Occidentale!
La sposa s’allontana.
L’ometto la guarda con odio.
– Puttana – dice fra i denti.
Poi esce dalla sala.

Pubblicato su Carmilla il 18 settembre 2016

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Le cinque W del giornalismo italiano

Who? — Un immigrato, meglio se scuro, colpevole a prescindere.
What? — Qualcosa di efferato.
When? — Ieri notte, mentre gli italiani dormivano, innocenti ed ignari.
Where? — Un posto dal nome facile da ricordare, che sappia di periferia e provincia, e possa trasformarsi in un’epitome del fattaccio.
Why? — Perché gli immigrati sono cattivi.

Lo Stronzometro

Essere umani è passato di moda. Adesso si chiama “buonismo”, ed è considerato una colpa peggiore della pedofilia.

Tutti ci tengono a dimostrare che il loro ministro dell’Interno è il più spietato coi profughi.

Fra governo e opposizione, come fra diversi stati, non si gareggia più a chi ce l’ha più lungo. Si gareggia a chi ce l’ha più stronzo.

Invasione

La donna anziana apre lentamente la porta.
– Signora, lei è italiana? – Chiede l’uomo. La donna annuisce. L’uomo spinge la porta e irrompe nell’appartamento, seguito da un cameraman.
– Mentre si sprecano miliardi per mantenere gli immigrati clandestini nel lusso più sfrenato – proclama – ecco in che condizioni sono costretti a vivere i pensionati italiani – fa segno al cameraman di girare una panoramica della stanza – Questo è un tugurio, un vero porcile.
– Ma come si permette?
– No signora, lei non si deve vergognare, è lo Stato che si deve vergognare. Sa che ogni immigrato clandestino costa agli italiani 35 mila euro al giorno?
– 35… mila?
– Albergo a 5 stelle, cucina gourmet, televisione satellitare, idromassaggio… sa che il Corano a chi sbarca in Italia promette anche 77 vergini?
– Quello delle vergini non era il paradiso?
– L’Italia è il paradiso dei musulmani clandestini. Sa che lo usano anche per reclutare i kamikaze?
– Ma se si trovano così bene in Italia perché dovrebbero voler fare i kamikaze?
L’uomo allarga le braccia.
– Signora, ma lei non sa niente! Lei è vittima della propaganda di regime veicolata dalla televisione!
– Lei è della televisione.
– Che c’entra, il nostro è un programma di controinformazione – le si avvicina – noi siamo dalla parte della gente comune come lei che non ne può più di quest’invasione. Ci dica, quanto prende di pensione?
– Poco…
– E sa di chi è la colpa?
– Dell’Inps.
– No, dei clandestini che ci costano 35 milioni di euro al giorno ciascuno!
– Scusi, ma queste cifre non mi sembrano mica vere.
L’uomo sbotta.
– Le cifre vere non hanno nessuna importanza, quello che conta sono le cifre percepite. Come per il caldo. Oggi ci sono ben 35° percepiti. Sa di chi è la colpa?
– Degli immigrati?
– Certo, infatti si chiama caldo africano. Stanno modificando il clima per renderlo adatto alla sopravvivenza della loro specie. Venga, ci mostri il resto di questa ripugnante catapecchia nella quale gli africani l’hanno relegata, mentre loro alloggiano all’Hilton fra champagne e puttane.
– Ma non erano vergini?
– Vergini percepite.
Afferra l’anziana per un braccio, e la trascina in soggiorno.

The Following

Più di 400 dei profughi a bordo dell’Aquarius ci erano stati trasferiti dalle motovedette della Guardia Costiera italiana.
L’Aquarius è stata caricata come una pistola per sparare nel cervello dell’elettorato italiano un messaggio preciso: “Salvini protegge i confini”. “Salvini è l’eroe che ferma l’Uomo Nero, e ti salva dall’invasione”.

Presto Salvini assicurerà alle milizie libiche che i finanziamenti per i lager erogati da Marco Minniti continueranno ad arrivare.
Poi si accrediterà il merito del calo degli sbarchi dell’80% che è già in atto da un anno.

Salvini è come quei criminali imitatori che cercano di farsi attribuire gli omicidi commessi dal loro serial killer preferito.