Carta dei Diritti del Telespettatore Seriale

Il telespettatore seriale ha diritto a:

1) Piantare una serie a metà o in qualsiasi altro punto, saltare episodi, guardarli in ordine sparso, ignorare tutte le stagioni precedenti e/o successive a ciò che lo interessa, senza essere accusato da nessuno di non essere un “vero fan”.

2) Ignorare e/o non considerare parte del canone gli sviluppi della trama che ritiene scritti male, out of character, e/o in contrasto con il resto della mitologia della serie.

3) Amare appassionatamente/odiare a morte uno o più personaggi della serie anche se non hanno fatto assolutamente niente per “meritarselo”.

4) Disprezzare gli autori e/o gli interpreti della serie, pur apprezzando i personaggi che scrivono/interpretano, o viceversa.

5) Considerare espliciti elementi impliciti della psicologia dei personaggi che gli autori non hanno la capacità o la possibilità di rendere espliciti.

6) Inventare spiegazioni per le incongruenze della serie che gli autori non hanno la capacità o la possibilità di spiegare.

7) Scrivere fanfic della serie, sia che segua il canone, sia che lo sovverta completamente.

8) Seguire la serie per un solo personaggio/interprete, per un solo elemento della trama, o anche soltanto per criticarla, scriverne male, perculare il cast e/o gli autori.

9) Ignorare in tutto o in parte il resto del fandom della serie, e non interagire con nessuna delle sue iniziative.

10) Ignorare tutte le serie considerate più cool e di tendenza, e guardare invece repliche di Spazio 1999.

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Il mentitore bicamerale

ww“Have you ever questioned the nature of your reality?”
(Westworld, HBO 2016)

Tutto quello che il governo Renzi ci ha raccontato della sua controriforma è falso.

“Questa riforma supera il bicameralismo”.
Falso.
Il Senato non viene abolito, ma trasformato in una lobby dalle competenze arbitrarie, e dai componenti non più eletti dai cittadini, ma nominati dai partiti.

“Questa riforma taglia i costi della politica”.
Falso.
Il Senato mantiene tutta la struttura con tutte le relative spese, e il risparmio per l’abolizione del CNEL è irrisorio, perché tutti i dipendenti verranno semplicemente trasferiti a un altro ente statale.

“Questa riforma migliora il rapporto Stato-Regione”.
Falso.
La modifica del Titolo V con la clausola di supremazia statale trasforma gli abitanti delle regioni a statuto ordinario in cittadini di serie B, che perderanno il controllo sul loro territorio.

“Questa riforma non è di stampo autoritario”.
Falso.
La nuova Camera, eletta con l’Italicum, garantirà a una minoranza il controllo esclusivo sia del governo che di tutte le istituzioni, comprese quelle di garanzia, nonché della dichiarazione dello stato di guerra.

“Questa riforma in chiave maggioritaria migliorerà la qualità della classe politica”.
Falso.
Il sistema maggioritario ha ridotto gli Stati Uniti alla scelta fra Hillary Clinton e Donald Trump.

‘’La vittoria del No sarebbe un salto nel buio’’.
Falso.
Il vero salto nel buio è la vittoria del Sì, perché significa l’introduzione d’una carta costituzionale rozza e non sperimentata, a cui manca tutta la parte attuativa, e che cerca d’imporre una svolta centralista e reazionaria, quindi destinata a creare migliaia di conflitti politico-amministrativi.

Questa controriforma è di fatto la peggiore minaccia alla democrazia italiana dai tempi della P2, della quale condivide l’obiettivo primario: demolire la Costituzione.
Dobbiamo fermarla.