Lo spettro della realtà

Nell’episodio di Star Trek TOS “Lo spettro di una pistola” (Spectre of the Gun), Kirk e gli altri si ritrovano prigionieri in una simulazione western, una specie di ponte ologrammi ante litteram, nel quale le pallottole restano tridimensionali e quindi mortali soltanto finché le si crede reali.
Consapevole di non avere abbastanza controllo della propria mente per riuscire a smettere del tutto di credere reali le pallottole (anche l’ombra di un dubbio residuo potrebbe essere letale) Kirk chiede a Spock, che ha più controllo della propria mente grazie alla disciplina vulcaniana, di condizionare telepaticamente tutto il gruppo a smettere di credere. Questo rende le pallottole inoffensive.

Diceva Philip K. Dick “La realtà è quella cosa che non sparisce quando smettiamo di crederci”.
Forse però la realtà è quella cosa che non sparisce, perché non possiamo davvero smettere del tutto di crederci.

Originale

Apprezzo molto il fatto che nel canone di Star Trek, almeno finora, la morte del Kirk originale non sia stata cancellata da un retcon, che non sia stato resuscitato.
Quel Kirk è sempre stato molto fiero della sua mortalità, del suo essere un umano fragile e fallibile, soggetto ai limiti della materia.
Se n’è sempre vantato di fronte a superuomini e semidei o presunti tali, perché ci vogliono astuzia e coraggio a vivere da mortali.

Quel Kirk è morto da essere umano, da mortale, da uomo.
Era la morte a cui aveva diritto, e spero che nessuno gliela porti mai via.