Master SF

masterfulxrhythm: “ itdoesntgethotterthanjohnsimm: “ thirtysecondstomaroon5: “He’s back… ” “Did you miss me?” ” //Okay but can I just wail with joy about this image. Because even encapsulated within two seconds at best, it’s indubitable that John...L’ultima stagione della sua era si apre con una plateale resa di Moffat alla ricetta del predecessore Russell T. Davies, a cominciare dal tentativo di creare una companion credibile e umana come quelle dell’era RTD. Bill Potts, un vero sollievo dopo anni di Impossible Girls.
Più simile per umanità ai Dottori daviesiani è diventato anche Twelve, cambiando drasticamente carattere ancora una volta, dopo i fallimentari tentativi di farne prima uno Sherlock spaziale, e poi un Eleven senile.
Twelve è l’unico Dottore a cambiare completamente personalità senza bisogno di rigenerarsi.
La resa più clamorosa di Moffat sembra essere però l’annunciato ritorno del Master di John Simm.
C’è da augurarsi che sia una resa completa, che il Master sia in character, e che sia tornato per restare.

Il ruolo della donna

mDopo averne cambiato sesso e genere, Moffat ha azzerato tutto lo sviluppo psicologico e narrativo aggiunto al personaggio del Master da autori ed interpreti in quarant’anni, da Barry Letts e Roger Delgado a Russell T. Davies e John Simm, e ne ha fatto una macchietta patetica con un nomignolo da chiwawa, completamente al servizio del protagonista maschile.

Anche Missy è un esempio di quello che Moffat pensa veramente delle donne.