Non c’è niente da ridere

“La speranza è una trappola dei padroni” – Mario Monicelli

Chi racconterà questi anni come andrebbero raccontati?

Benché il cinema italiano produca quasi esclusivamente commedie, oggi la cosiddetta Commedia all’Italiana non esiste più, rimpiazzata da una versione italianizzata della Commedia Romantica anglosassone.

Le caratteristiche fondamentali della Commedia all’Italiana sono il sarcasmo e il cinismo. È un Neorealismo disilluso e beffardo che ha perso la speranza di curare gli orrori quotidiani che racconta, ed ha esaurito la compassione per i mostri che ritrae.
Il Sorpasso, Il Boom, Il Vedovo, Il Segno di Venere, I Mostri, L’armata Brancaleone, Tutti a Casa, Divorzio all’Italiana, Sedotta e Abbandonata, In Nome del Popolo ItalianoPane e Cioccolata, Detenuto in attesa di giudizio… 
La Commedia all’Italiana dà un ritratto spietato della natura umana, della società, e di tutte le sue strutture, a cominciare dalla famiglia.

Le attuali commedie italiane sono invece brodaglie consolatorie di quella stessa retorica familista sulla quale la Rom Com anglosassone è da sempre costruita.
I cinepanettoni poi, le farse Vanzinare, non sono mai state Commedia all’Italiana, quanto piuttosto un incrocio fra Pierino e Drive In.
Gli unici esempi di Commedia all’Italiana degli ultimi 30 anni sono stati Il Portaborse, Parenti Serpenti,Boris.

La morte della Commedia all’Italiana è una delle più gravi sconfitte che ci siano state inferte dal colonialismo culturale, e molti non si sono nemmeno resi conto che sia successo.