Carta dei Diritti del Telespettatore Seriale

Il telespettatore seriale ha diritto a:

1) Piantare una serie a metà o in qualsiasi altro punto, saltare episodi, guardarli in ordine sparso, ignorare tutte le stagioni precedenti e/o successive a ciò che lo interessa, senza essere accusato da nessuno di non essere un “vero fan”.

2) Ignorare e/o non considerare parte del canone gli sviluppi della trama che ritiene scritti male, out of character, e/o in contrasto con il resto della mitologia della serie.

3) Amare appassionatamente/odiare a morte uno o più personaggi della serie anche se non hanno fatto assolutamente niente per “meritarselo”.

4) Disprezzare gli autori e/o gli interpreti della serie, pur apprezzando i personaggi che scrivono/interpretano, o viceversa.

5) Considerare espliciti elementi impliciti della psicologia dei personaggi che gli autori non hanno la capacità o la possibilità di rendere espliciti.

6) Inventare spiegazioni per le incongruenze della serie che gli autori non hanno la capacità o la possibilità di spiegare.

7) Scrivere fanfic della serie, sia che segua il canone, sia che lo sovverta completamente.

8) Seguire la serie per un solo personaggio/interprete, per un solo elemento della trama, o anche soltanto per criticarla, scriverne male, perculare il cast e/o gli autori.

9) Ignorare in tutto o in parte il resto del fandom della serie, e non interagire con nessuna delle sue iniziative.

10) Ignorare tutte le serie considerate più cool e di tendenza, e guardare invece repliche di Spazio 1999.

Alive on Mars

”A barman once toldSam-e-Gene me you know when you’re alive because you can feel, and you know when you’re not because you don’t feel anything”.

Undici anni fa, Life on Mars ha compiuto il miracolo di mixare perfettamente due generi cult apparentemente incompatibili rendendo pienamente giustizia a entrambi. In Life on Mars, fantascienza metafisica e poliziesco anni ’70, come i due protagonisti, sono opposti perfettamente complementari, con un’anima comune.

Gli anni 70 di Life on Mars sono infatti una variante dell’idea Ubikiana correlata agli altrimondi del Bardo Thodol che fa corrispondere diverse epoche a diversi livelli di coscienza.
Gene, il Cerbero della Semivita, rappresenta anche una parte di Sam, che Sam deve riconoscere.
Una delle allusioni più frequenti sono i pugni dati in contemporanea perfetta, ce n’è uno anche nella sigla.
Uno degli episodi più rivelatori è il primo della seconda stagione: man mano che il supporto vitale di Sam viene meno, la sua personalità s’avvicina sempre più a quella di Gene, e viceversa. Alla fine dell’episodio, i due sembrano così prossimi a una ”ricomposizione” che uno finisce le frasi dell’altro.
Poi la telefonata del satanico chirurgo lobotomista ristabilisce la frattura.
Stn, in ebraico ostacolo che divide.

Dopo essere stato costretto per essere riammesso nel nostro mondo a “uccidere” Gene, e quella parte di sé che cercava invece di reintegrare, Sam si rende conto di essere stato mutilato. Sente questo mondo come meno reale dell’altro, e perciò lo abbandona.

Perché senza Gene, Sam non può sentire. Ed è sentire che vuol dire essere vivi.

Believing the strangest things, loving the alien

pkdBowieUna delle cose in comune fra David Bowie e Philip K. Dick, oltre al fatto che PKD ritenesse The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars quasi la colonna sonora non ufficiale del suo 2-3/74, è come vengano da sempre entrambi sistematicamente saccheggiati.
Come c’è chi ha ricavato intere saghe da un rigo di PKD, da una delle centinaia di idee che “buttava” sullo sfondo delle sue trame principali, allo stesso modo scorrere la discografia di Bowie significa riconoscere decine e decine di riff da cui poi altri hanno ricavato pezzi interi. Di solito belli.

Ha senso che la migliore versione di UBIK mai girata finora sia Life on Mars.

Life on Mars

The-martianThe Martian non è soltanto il miglior film di Ridley Scott degli ultimi trent’anni (non ci vuole molto) è soprattutto il Marte più bello mai visto al cinema.

Così affascinante che alla fine dispiace lasciarlo, e per un attimo si spera che, alla Sam Tyler, il protagonista salti giù dall’astronave per tornarci.

Cerberus

L’uomo corpulento irrompe nella stanza puntando il dito verso il tipo alto e magro.
– Si può sapere perché secondo te non dovremmo pestarlo? – Indica col pollice la stanza degli interrogatori.
– Potrebbe essere l’uomo sbagliato.
– Non lo è. Me lo sento.
– Non basta.
L’uomo corpulento afferra l’altro per il bavero, spingendolo contro il muro. Il tipo magro continua in tono cupo.
– Potrebbe non sapere nulla, e mentire solo per farti smettere di pestarlo. Così ci porterebbe fuori strada. Prima di interrogare qualcuno, bisogna essere ragionevolmente sicuri che abbia davvero qualcosa da rivelare. Quindi prima indaghiamo meglio su di lui.
– E dopo?
– Lo pesti.
L’uomo corpulento molla il bavero.
– Sai Taco, stavolta non hai tutti i torti.
L’altro accenna una smorfia di fastidio.
– Che c’è Taco, non ti piace se ti chiamo Taco? Urta la tua sensibilità?…
– Io non ho sensibilità. Però non sono né messicano né spagnolo. Sono catalano.
– E io non so un cazzo del Catalex, quindi continuerò a chiamarti Taco, almeno finché avrai quell’accento di merda.
– È già tanto che io sopporti di parlarla, la tua lingua – sibila il tipo magro. L’altro lo riafferra per il bavero
– Non illuderti Taco, il fatto che ti abbia dato ragione una volta non ti autorizza a farmi incazzare impunemente – molla il bavero – Ricordati sempre che questo è il mio regno – aggiunge, uscendo dalla stanza.
– Per ora – sussurra il tipo magro. Poi segue l’altro nel corridoio saturo di fumo denso come nebbia.

I can’t decide

Calendario 2013/1973: Mar, Jun, Aug, Sep alternativi

Thanks for the screencaps to:
Cap-that
Screencaps of John Simm

Calendario 2013/1973 – 3/3

Thanks for the screencaps to:
Cap-that
Screencaps of John Simm

Calendario 2013/1973 – 2/3

Thanks for the screencaps to:
Cap-that
Screencaps of John Simm

Calendario 2013/1973 – 1/3

Thanks for the screencaps to:
Cap-that
Screencaps of John Simm