Che schifo che fa II

Ieri ho visto Francesco Piccolo leggere in Tv un paio di estratti dal suo ultimo libro. Entrambi tentativi di corsivo umoristico miseramente falliti.
Il primo era su quanto la dieta Dukan l’avesse reso aggressivo “come una tigre”.
Il secondo era su ciò che farebbe se fosse una donna: “scorta di assorbenti”.
Testi degni d’un monologo di Gabriele Cirilli.
Francesco Piccolo l’anno scorso ha vinto il Premio Strega.
A quanto pare quest’anno si candida per il premio Tatiana.

Che schifo che fa

È una costante dei varietalk italiani: ospiti e conduttori maschi, anche se felicemente sposati e/o ultrasettantenni, sono tenuti a comportarsi con qualsiasi ospite femmina fisicamente attraente da disperati morti di figa.
Questo patetico residuo del gallismo obbligatorio italico, che suscita puntualmente la generale approvazione del pubblico in sala, non manca di sconcertare le ospiti straniere.
La maggioranza di loro sta al gioco per professionismo, ma ogni volta esce dallo studio con l’espressione di chi credeva d’andare a teatro, e s’è ritrovata allo zoo.