Lezioni di Storia

I populisti criminalizzano sempre la cultura. Perché più un popolo è ignorante, più è facile da controllare.

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15 pensieri su “Lezioni di Storia

  1. Una riflessione sul populismo. ‘Elianto’ di Stefano Benni è ambientato nel solito paese stilizzato che altro non è che la metafora (o parodia, allegoria, satira o descrizione iperrealistica) dell’Italia.
    Il governo indice quotidianamente delle consultazioni vie televisione, in modo da sapere in tempo reale quale sia l’orientamento dei cittadini in ordine a pensiero, opinioni, bisogni. E provvedere di conseguenza, a seconda dei risultati indicativi della maggioranza (“sii maggioranza”, è l’incitamento).
    Ora: credevo fosse una denuncia, dello stato delle cose in divenire e delle cose in avvenire. Ma Benni sta con Grillo.
    E così ho capito: era un annuncio. I libri di Benni non erano di denuncia, o di satira. Erano di propaganda. O meglio, una specie di coming soon spacciato per satira. L’Italia che sarà

    La cultura sta altrove. In altri libri, in altre cose. E in altre nazioni.

      • Lo ha sostenuto fino a ieri. Se ha cambiato idea nelle ultime ore non saprei.
        La sua scusa? Perché dovrebbero avere una scusa, questi qua, se sono in buonafede (“quelli prima hanno fatto danni, perciò diamo fiducia alle facce pulite”)?
        E se sono solo degli opportunisti, perché dovrebbero preoccuparsi di avere una scusa?

        • Da bambina, Stefano Benni era il mio scrittore preferito. Ho smesso di leggerlo circa 10 anni fa, quando la qualità dei suoi testi ha cominciato a declinare drasticamente. So che è stato artefice della prima svolta “politica” di Grillo, nel 1985, e che i due sono rimasti molto amici. Mi avvilisce però pensare che Benni possa davvero sostenere il governo Grilloverde. Dovrebbe esserci un limite al declino.

          • «Ho smesso di leggerlo circa 10 anni fa, quando la qualità dei suoi testi ha cominciato a declinare drasticamente».
            Questo che hai scritto lo copincollo perché è la stessa cosa che è successa a me. In più: mi sono accorto che nelle sue storie tutto alla fine andava sostanzialmente in malora, ma non ne capivo il senso, il messaggio di fondo.
            C’era un rimedio, alla malora? Sembrava di no. Il rimedio che aveva in mente l’ho capito quando ha appoggiato il M5Stelle.
            Ho riconsiderato la sua opera omnia alla luce di questo. E ho capito che il solo modo per tenere duro è tenere duro, mandando a stendere i punti di riferimento fasulli, siano essi scrittori, comici e quant’altri.

            Teniamo duro, Ale. E buon anno a te.

            • Io non ho “punti di riferimento”. Da bambina mi diedero un tema: “Quale personaggio, reale o immaginario, è il tuo modello?” E si preoccuparono molto perché io scrissi “nessuno”. Buon anno anche a te 🙂

  2. Su Stefano Benni una precisazione, dovuta se non altro per correttezza: credo che ufficialmente non abbia mai aderito al Movimento 5 Stelle.
    E’ amico personale di Grillo, e se lo appoggia lo fa appunto a titolo personale.
    Questo non so se o quanto possa essere meglio o peggio di una adesione ufficiale e dichiarata. So che le mie perplessità restano tutte.

    Io da bambino come punto di riferimento avevo Actarus. E, data l’offerta attuale, credo che lo adotterò di nuovo.
    🙂

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