Macerie

43 morti. Più di 560 sfollati.

Il fatto che il centrosinistra, invece di pretendere giustizia per le vittime, difenda a spada tratta i monopolisti miliardari che avevano assicurato che il ponte Morandi sarebbe durato cent’anni, spiega perfettamente perché gli elettori italiani abbiano preferito votare letteralmente chiunque altro. 

Se oggi abbiamo un ministro dell’Interno che si fa i selfie coi fans ai funerali di Stato, è perché abbiamo un PD che, mentre ancora si estraevano cadaveri dalle macerie, chiedeva un’inchiesta alla Consob per tutelare gli interessi degli azionisti di Atlantia.

7 pensieri su “Macerie

    • Vero. Però mi permetto di fare una distinzione: qui non si capisce perché si debba SEMPRE essere manichei; per cui, se non sei favorevole alla Gronda, allora devi essere favorevole al ponte Morandi. È un errore che ha fatto anche il Movimento No Gronda, eh. Nessuno che consideri mai l’ipotesi zero, che in questo caso sarebbe stata: ma invece di buttare soldi in un’altra opera, non li si potrebbero usare per far funzionare quella esistente? A spese di chi ci guadagna, ovviamente: che, se c’è qualcosa che questa storia ci ha insegnato, è che non è una buona idea affidare la gestione dei servizi pubblici ai privati.

      • Quel ponte era in affanno terribile, vecchio, sottodimensionato, costruito ad minkiam. La gronda andava fatta già 10 anni fa, e infatti il progetto era di 10 anni fa. Ma Grillo non lo voleva 4 anni fa…

      • Questo dualismo di pensiero che, giustamente, condanni, bloccato su due opinioni contrapposte che erroneamente vengono considerate espressione totale delle possibilità di risoluzione di un problema, è oramai prassi comune su qualsiasi argomento. La cancellazione delle sfumature, della varietà di pensiero, il diffondersi degli assoluti nel linguaggio, trasformando l’opinione in fatto compiuto, sono le basi per una società totalitaria, che sia di facciata democratica o meno, perché diffondono nella maggioranza del popolo l’idea che non sia necessario andare oltre la superficie di un argomento per potersi esprimere. Tutto ciò porta allo scontro fra tifoserie, chi è per un’idea contro chi è per il suo opposto, “o con me o contro di me” senza alternativa. E, come per molte delle cause che ci stanno portando al regresso sociale, dobbiamo ringraziare “il potere” post bellico, incarnato in USA e URSS, che con la Guerra Fredda per quasi 50 anni hanno forzato la narrazione mondiale a seguire questa idea di dualismo e chi in Italia ha seguito “gli insegnamenti” del vincitore di tale conflitto, polarizzando addirittura sulla sua sola persona il centro del dualismo per 20 anni: Berlusconi.

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