Cristina e Abele

E Dio chiese a Cristina “Dov’è tua sorella Benedetta?”
E Cristina rispose “Ha fatto crollare l’audience, e se n’è andata. Non è mica colpa mia se non sa fare la maionese”.
E Dio disse “Lo sai benissimo che non è la maionese, è proprio tutto il programma che fa vomitare. Perché avete cacciato solo lei?”
“Perché non è un volto di Rai 1 – rispose Cristina – e poi è sposata con un coatto che fa le telecronache, mentre io sarò la first lady della Lombardia”.
“Guarda che tuo marito è stato appena trombato dal difensore della razza bianca” disse Dio.
“Che significa?” Chiese Cristina.
“Che ti conviene imparare a fare la maionese” rispose Dio.

Le origini dell’otto marzo

O capitano! Mio capitano!...

«Woman’s Day» negli Stati Uniti (1908-1909)
Clara Zetkin
Nel VII Congresso della II Internazionale socialista, tenuto a Stoccarda dal 18 al 24 agosto 1907, nel quale erano presenti 884 delegati di 25 nazioni – tra i quali i maggiori dirigenti marxisti del tempo, come i tedeschi Rosa Luxemburg, Clara Zetkin, August Bebel, i russi Lenin e Martov, il francese Jean Jaurès – vennero discusse tesi sull’atteggiamento da tenere in caso di una guerra europea, sul colonialismo, sulla questione femminile e sulla rivendicazione del voto alle donne.
Su quest’ultimo argomento il Congresso votò una risoluzione nella quale si impegnavano i partiti socialisti a «lottare energicamente per l’introduzione del suffragio universale delle donne», senza «allearsi con le femministe borghesi che reclamavano il diritto di suffragio, ma con i partiti socialisti che lottano per il suffragio delle donne». Due giorni dopo, dal 26 al 27 agosto, fu tenuta una Conferenza internazionale delle donne…

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Il nome del Cazzaro

Quattro anni fa, il PD era era stato affidato al rampante Matteo Renzi perché lo guidasse alla maggioranza assoluta.
Renzi l’ha schiantato contro un muro. Dieci volte di seguito.
Con la sua ottusa arroganza, le sue controriforme reazionarie e fallimentari, e tutta la sua corte di spocchiosi incapaci, ha perso tutto quello che c’era da perdere.
Oggi sembra coetaneo di Berlusconi. Il suo disfacimento è stato rapido quanto il suo sviluppo, come quello d’un organismo sintetico a crescita accelerata.

Morto un cazzaro però, se ne fa sempre un altro.
Magari omonimo.