L’Abbiocco della Forza

Due anni dopo Il Risveglio della Forza, arriva The Last Jedi, due ore e mezza, due coglioni e mezzo.
Luke è ridotto a un rincoglionito che vive in un trullo.
Tutta la nuova generazione di protagonisti, maschi e femmine, buoni e cattivi, è un desolante branco di babbei.
I tentativi d’umorismo sono atroci, le battaglie sono banali e ripetitive, e il “plot twist” che risolve il duello finale fra zio e nipote fa cascare le braccia.
Dopo la trilogia dei prequel, si pensava che non si potesse fare peggio.
Rian Johnson c’è riuscito.

2 pensieri su “L’Abbiocco della Forza

  1. La mia impressione, da quando la serialità televisiva si è rivelata il nuovo Eldorado dello sfruttamento dell’immaginario contemporaneo, è che la deriva iniziata con la naturale, ma tutto sommato ancora sopportabile, invadenza delle major nei rapporti tra registi/sceneggiatori e produttori del cinema fantastico fine anni ’70, si sia oggi trasformata in un tentacolare apparato burocratico governato da tecnocrati chiusi dentro uffici marketing, gestione e pianificazione risorse, al cui confronto la Bruxelles che popola gli incubi di Di Maio è innocua quanto una bocciofila.
    Se dai tempi di Arkoff, Corman, ma ancora più tardi con grandi registi e produttori capaci che “combattevano” da due lati di una barricata con reciproco rispetto dei ruoli, autori che-ci-mettevano-le-idee vs imprenditori che-ci-mettevano-i-soldi, i risultati erano spesso eccellenti e solo parzialmente piegati a esigenze produttive, oggi tutto questo mi appare disturbante quanto il paesaggio post-apocalittico di Autofac: disperati drappelli di umani/autori sopravvissuti in lotta con idioti e micidiali automi/produttori programmati per rastrellare qualsiasi materiale/idea utile a tenere in piedi una cultura, ed efficienti soltanto per perpetuare una sotterranea e anacronistica industria degli armamenti/stagioni.

    Le piattaforme tv, che hanno fatto della serialità il loro punto di forza, sono l’avanguardia reazionaria di tutto questo e stanno contribuendo a trascinare nel gorgo anche il cinema, con i vari Scott, Lucas e compagnia cantante che vengono tanto più pagati quanto più risultano asserviti. E il travaso di sceneggiatori da un mondo all’altro mi sembra sottostare a questa stessa logica.

    La misera, imbarazzante fine di Star Wars non è altro che il risultato di tutto questo, e l’entusiasmo già stemperato necessario a continuare a seguirne l’intreccio, oltre che per la tua essenziale stroncatura in 9 righe (che solo a livello quantitativo mi parlano al fegato), viene portato allo 0 kelvin da notizie come questa:

    http://tg24.sky.it/spettacolo/2017/11/10/star-wars-nuova-trilogia-rian-johnson.html

    Usurpando un’immagine evocata con efficacia in molti tuoi pezzi, siamo evidentemente finiti in un universo parallelo in cui mia madre negli anni Ottanta si fionda al cinema quasi ogni pomeriggio per seguire le avventurose scorribande spaziali di Ridge e Brooke Skywalker, mentre noi ce ne stiamo sul divano, appassionandoci agli incestuosi intrecci tra Luke e Leila Forrester all’ombra del loro potente padre asmatico.

    scusa la lunghezza e grazie per quello che scrivi,

    z.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.