Salutami a Sarek

“You helped start a war, don’t you wanna help me end it?” (Star Trek Discovery)

Dall’ambigua utopia kennedyana di TOS alla paranoia guerrafondaia di Enterprise, le serie di Star Trek sono sempre state, nel bene e nel male, lo specchio dei loro tempi. Star Trek Discovery però è persino peggiore di quanto fosse doveroso aspettarsi.
Come Enterprise, e la saga cinematografica, è un prequel: ormai da vent’anni Star Trek ha rinunciato al futuro, e non fa altro che riscrivere sempre lo stesso passato pre-TOS. Sapremo mai cos’è successo alla Federazione dopo Picard? È stata assimilata dai Borg?
Discovery riscrive la guerra coi Klingon, sfigurandoli sia narrativamente che fisicamente per farne una rozza metafora dell’Isis, il nemico feroce e fanatico dello Scontro di Civiltà.
Un nemico presentato come mostruoso a cominciare dalle grottesche nuove maschere facciali, che impediscono agli attori di comunicare le emozioni con espressioni del volto, cosa che volutamente rende più difficile per il pubblico empatizzare coi loro personaggi.

La protagonista di conseguenza non è in missione esplorativa, ma in cerca di riscatto e vendetta, a dispetto del suo background vulcaniano. Michael è infatti stata allevata da Sarek, espediente che serve a riportare in scena un personaggio già noto ai fans, ma che nel contesto della storia non ha molto senso, come il fatto che Sarek sembri avere con lei un legame sia affettivo che telepatico più profondo di quello mai avuto col figlio Spock.

Adottata e addestrata dall’ambasciatore vulcaniano, capace di abbattere un guerriero klingon da sola, unica a capire in anticipo la minaccia rappresentata dal Califfato Klingon, geniale, indomita, adamantina… Michael è una Mary Sue, circondata da mezze figure stereotipate e bidimensionali fra le quali faticano a distinguersi i coprotagonisti, il Rude Capitano, la Fanciulla Impacciata, lo Scienziato Pignolo, l’Alieno Formale come un maggiordomo (un incrocio insignificante fra alcune delle caratteristiche superficiali di Data e Odo). Tutti sembrano usciti da un raccontino degli anni ’30 pre-Golden Age, come d’altronde il plot principale.

Discovery non torna solo indietro nel tempo nella saga di Star Trek, ma anche nella storia della fantascienza, facendola regredire all’era delle scazzottate spaziali. Che Gene Roddenberry detestava.

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8 commenti

  1. A me sembra meno superficiale di come sembra, e molto più ambigua. Klingon=Isis mi convince ancora meno, piuttosto mi sembra più una metafora ancora più generale dello scontro tra due mondi (che possono essere di qualsiasi tipo) speculari, così come la morte dei due capitani all’inizio, così come il fatto che T’Kuvma abbia indicato un nemico comune per compattare e unire i Klinkon, abbia fatto ricorso alla fede – un concetto che non è proprio solo dell’Isis (che non è uno stato, non è un popolo, tra l’altro), anzi, è una carta che viene giocata spesso da stati anche occidentali.
    È la guerra vista dalle due parti come “difensiva” che qui potrebbe venir analizzata, con tutte le contraddizioni e le storture di rito.
    Poi non è che non ci trovi dei difetti, anzi, mettere da parte la visione del classico team di Star Trek a favore di un protagonista assoluto – che io oltretutto vedo fin qui negativo, per cui è difficile provare empatia – questo sì è un segno de tempi. Non escludo che ci siano evoluzioni e sorprese nella trama di questa serie.

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    • Alez

       /  ottobre 3, 2017

      Temo che quest’ambivalenza nei nuovi Klingon ce la possano vedere al massimo i trekker storici. Il telespettatore medio, specialmente americano, li guarda e vede il Nemico, cioè oggi l’Isis, il “Califfato Nero”, non in senso stretto, ma come simbolo della “minaccia islamista”. Un nemico col quale si può solo combattere perché così è presentato, a cominciare dalle nuove maschere facciali che non hanno quasi più nulla di umano, e rendono agli attori impossibile comunicare le emozioni con espressioni del volto, cosa che volutamente rende molto più difficile per il pubblico empatizzare coi loro personaggi, come il fatto che non vengano più doppiati ma sottotitolati contribuisce a caratterizzarli nettamente come “stranieri”. Non c’è più spazio per doppie interpretazioni come ai tempi di TNG. I Federali sono presentati come i “buoni” nonostante i loro difetti, i Klingon come alieni mostruosi e incomprensibili. Proprio come l’attuale propaganda xenofoba presenta gli “stranieri”.

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  2. I Federali a me più che buoni sembrano lo specchio meno brutto -certo, perché siamo noi – ma pur sempre “una parte” che è il contraltare dell’altra: la scena del processo con loro immersi nel buio mi ha dato un’idea di tribunale totalitario, altro che democrazia “buona”.
    I Klingon certo sono stati estremizzati, ma come si vede bene già dall’inizio non sono tutti “neri e cattivissimi”, ce ne sono di tutti i colori, e molti di loro assolutamente restii a seguire il “Profeta” nella sua battaglia per ricostituire l’Impero. I Klingon più che l’emblema del malvagio più malvagio a me sembrano l’emblema del diverso da noi, e di come appiattiamo il diverso da noi proiettandogli la nostra ignoranza (e qui poi entra in gioco il punto di vista della protagonista, per cui sono la sua nemesi, in pratica). Non è cosa che appartiene solo agli statunitensi, tutto ciò da cui ci sentiamo minacciati e che conosciamo poco si trasforma e deforma.
    Ma forse hai ragione tu (e altri miei amici che la pensano come te) e persone che pure sono creative e amanti di Star Trek hanno asfaltato questa serie diventando più trumpiani di Trump – e le mie sono pippe mentali.

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    • Alez

       /  ottobre 5, 2017

      Il tribunale è in ombra perché è considerato dalla parte del torto nel condannare Michael che voleva sparare per prima.
      Alcuni Klingon all’inizio sono ritratti come indecisi o dissenzienti per mostrare successivamente con quanta relativa facilità saranno convertiti alla “jihad” .
      Non dico che le sfumature che tu vedi non ci siano, dico però che in definitiva risultano strumentali all’impostazione generale della serie, che non definirei Trumpiana, ma piuttosto Neocon.
      P.S. Bryan Fuller ha lasciato il progetto.

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  3. Se lo scopo della serie è dimostrare che bisogna sparare per primi – boh, allora concordo, si sono bevuti il cervello. Mi sembra che Michael sia consapevole che è stata condannata giustamente – e che la prima insubordinazione è stata quella che ha creato l’incidente, non aver obbedito agli ordini che le imponevano di girare attorno all’oggetto e basta.
    Potenzialmente il personaggio con questi sensi di colpa è l’ideale per confrontarsi sulle contraddizioni che ha scatenato (è lei nel terzo episodio a dire al capitano che è vietato fare ricerche su armi biologiche, in pratica).
    Sui dietro le quinte del perché certi sceneggiatori lasciano: non potremo mai sapere la verità, e ognuno dirà la sua. Meglio guardare la serie (chi vorrà farlo, io lo farò) senza lasciarsi influenzare troppo da cosa si dice al di fuori, se alla fine di questa prima stagione quel che verrà fuori sarà una serie decisamente Neocon pazienza, ammetterò che hanno sprecato un’occasione.

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    • Alez

       /  ottobre 5, 2017

      Michael si sente in colpa essenzialmente per la morte della sua capitana, alla quale era molto legata, e per questo vuole espiare. Il fatto che ricordi che nella Federazione sono vietate le ricerche sulle armi biologiche serve a ribadire quanto la Federazione – cioè la “Civiltà Occidentale” – sia “migliore” dei suoi nemici (vedi il presunto antrace di Saddam). Non ho idea del perché Fuller abbia lasciato, e non mi interessa granché, se fosse rimasto la cosa non avrebbe cambiato la mia opinione negativa della serie.

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  4. La chiusa del terzo episodio a dire la verità fa venire qualche dubbio sul fatto che non si studino armi biologiche (e finché non vedo i Klingon che usano le armi biologiche non vedo neanche la metafora, ma vabbè).
    Ok, finito con gli interventi, io ho dei dubbi, tu no, potremmo andare avanti almeno fino a metà stagione, se non oltre 🙂

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    • Alez

       /  ottobre 5, 2017

      Io non escludo categoricamente che la serie possa migliorare, ma francamente non mi sembra che le premesse siano incoraggianti.

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