La ragazza che ha aspettato abbastanza

Ritengo l’accusa di sessismo molto seria, e non la faccio mai a cuor leggero. Non sono fra chi l’usava per Steven Moffat già nel 2006, dopo The Girl in the Fireplace, mi sarebbe sembrato un processo alle intenzioni; e non l’ho usata nemmeno nel 2010, quando ha riciclato quel suo stesso cliché femminile per The Eleventh Hour. Da allora la serie non ha fatto che peggiorare. E adesso che le intenzioni di Moffat sono fin troppo realizzate, non ci sono davvero più conferme da attendere.
Tre anni dopo la mia recensione di The End of Time, sono tornata a parlare di Doctor Who su Carmilla, in occasione di The Name of the Doctor. Mi dispiace avere urtato la sensibilità di alcuni whoviani integralisti, ma il problema che ho illustrato è reale, e non è solo politico, ma anche narrativo, e dovrebbe preoccuparli. Danneggia i personaggi femminili,  come anche la stessa struttura della serie, e l’intero impianto delle trame orizzontali, che ormai si regge esclusivamente su una traballante piramide ponziana di espedienti.
Un esempio: in The Name of the Doctor, il Dottore si precipita su Trenzalore (un cimitero di cartapesta e ghiaccio secco molto vintage, l’unico posto dell’universo dove, a suo dire, non dovrebbe assolutamente mai andare) per salvare due donne (e un alieno asessuato) originariamente introdotti nella serie come guerrieri, ma ora convenientemente retrocessi a damigelle in pericolo. Salvarli, ma come? Cosa intende fare, qual è il suo piano?
Nessuno.
Moffat sa già che il suo Dottore sarà a sua volta salvato dal sacrificio di un’altra donna, quindi non si prende il disturbo di dargli non dico l’intelligenza d’un Time Lord millenario che dovrebbe avere (e che aveva prima di Moffat) ma nemmeno quella d’un carabiniere medio, che non partirebbe mai per un’operazione così a cazzo di cane.
Questo è un pessimo, classico esempio di sceneggiatura al contrario, scritta cioè a partire dal finale che si è deciso a prescindere, forzando a ritroso tutte le premesse per realizzarlo comunque.
Moffat aveva già deciso di segnare il cinquantennale spammando retroattivamente il suo marchio su tutta la serie, nella forma di una donna sacrificale creata solo per essere grattugiata come il parmigiano lungo tutta la timeline del Dottore. Per farlo, gli è servito instupidire a morte tutti i personaggi, dallo stesso protagonista, all’insignificante villain di turno, e rendere le regole spazio-temporali della serie ridicole e arbitrarie quanto quelle della magia in Once Upon A Time.
Si direbbe che gli whoviani abbiano di che lamentarsi. Alcuni di loro invece hanno preferito prendersela con me. Fra le varie critiche becere – che si commentano da sole – ricevute dalla mia recensione da parte della tifoseria, ce n’è una civile alla quale vorrei rispondere, anche perché utile a chiarire un punto importante. Si è obiettato che River Song non fosse stata originariamente ”confezionata” come moglie, ma come assassina. A parte il fatto che la profezia (l’ennesima) che la riguardava l’indicava come entrambe le cose (tipico) il punto non è la sua funzione, ma il fatto che sia stata letteralmente prodotta apposta per il protagonista come una cravatta, per poi essere messa da parte, e sostituita con un’altra donna/cravatta creata su misura, Clara.
La parabola di River Song è particolarmente triste, ed emblematica del generale deterioramento della serie nell’era Moffat.
Apparsa per la prima volta come personaggio eroico ed indipendente nell’ottimo Silence in the Library – Forest of the Dead, episodio doppio moffattiano dell’era Davies, è stata progressivamente trasformata dal suo stesso autore in un’appendice – sempre più pletorica, subalterna e sbiadita – dell’infantiloide protagonista, fino a ridursi letteralmente l’ombra di se stessa.
The Name of the Doctor mi lascia la definitiva convinzione che il cinquantennale della serie sia capitato nelle mani sbagliate. E che da Moffat non ci sia più niente di buono da aspettarsi.

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13 commenti

  1. erik_ilrosso

     /  maggio 28, 2013

    Ma veramente se guardi nei commenti si dice che è effettivamente così per Clara e che la trama di river sia stata male sviluppata, ma si dice pure ad esempio che amy era tutto il contrario.
    Per le due guerriere vittoriane c’è da dire che nello spirito del tempo c’era una certa formalità e che un certo affetto si vede.
    che moffat sia un pessimo show runner è lampante guarda il casino che ha fatto col silenzio, con trenzalore, con le profezie, coi punti fissi, etc.
    Speriamo che dopo il 50esimo anniversario si tolga dalle scatole.
    Però a parte clara cucita ad hoc e river un bel pò meno (diciamo alcune cose abusate ad esempio il finale della sesta stagione da prendere a schiaffi chiunque da moffat al regista, all’aiuto regista, etc..) clara pare cucita ad hoc perché in 7 episodi soli non si poteva fare di meglio, come del resto tutto quello che tira fuori moffat, una buona idea (la ragazza impossibile) uno svolgimento mediocre, un finale del razzo.
    è successo in tutta la sua gestione.
    * per la 5 serie, il silenzio, la pandorica, evoluzione cosi e cosi, 13esimo episodio che se lo scriveva il mi cugino che fa la 5 elementare veniva meglio
    * 6 serie, partenza col botto, morte del dottore, punto fisso ok tutto bello… serie pietosa con molti bassi e pochi alti, finale ridicolo, teselecta insopportabile
    * 7 serie… bè di questa non c’è stato nemmeno la partenza col botto, alcuni episodi stancanti coi pond che dovevano partire, episodio di partenza degli stessi confusionale dal punto di vista viaggi nel tempo (che moffat non sa proprio gestire) finale.. che mah (però a me la G.I. piace e anche l’attore che la impersonava) ma ancora una volta confusa la trama e molto confuso l’uso dello strappo nel tempo che la g.i. vuole incasinare (con pure tipico paradosso che se cambi TUTTE le vittorie del dottore in sconfitte cambi anche le tue sconfitte in vittorie e manca quindi il movente di buttarsi nello strappo nel tempo per modificarle, però se non le modifichi allora hai il movente, etc ad libitum
    il punto sta proprio qua moffat non sa gestire le ragazze, parzialmente vero, ma non sa gestire nemmeno i viaggi nel tempo.
    (e non sa gestire nemmeno gli alieni pseudo intelligentoni come lo interpretavano Tennant, e ancora di più Eccleston)
    ergo è proprio negato per questo show. ho detto altre volte che la 5, 6 e 7 serie hanno trasformato il doctor who in uno show per diciamo “famiglie” ma in senso negativo.
    Però io direi incapacità emotiva più che femminismo.

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  2. Erik, incapacità emotiva è una definizione ottima del principale difetto di Moffat. Incapacità di sviluppare coerentemente la psicologia dei personaggi, le cui reazioni e interazioni emotive risultano perciò spesso incongrue, forzate, motivate solo dai preordinati sviluppi della trama.

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  3. erik_ilrosso

     /  maggio 30, 2013

    certo che comunque c’è da dire che le “assistenti di viaggio” del dottore fan sempre una brutta fine:
    sara jane: abbandonata e stop
    rose: rischia di rimanerci secca per avere assorbito il vortice del tempo, viene abbandonata in un universo parallelo, DUE volte la seconda con un clonazzo a mo di contentino
    marta: 1 anno a giro per un mondo post apocalisse col rischio di lasciarci le penne, innamorata persa alla fine finisce con coso li, quelli li che manco mi ricordo il nome che era stato mollato da rose per il dottore
    astrid: per un complesso di inferiorità si sacrifica senza remore
    donna: abbandonata senza pieta e senza ricordi
    amy: bloccata a manatthan nel 60 dopo una trama fatta da un generatore casuale di trame installato su un bbc master compact
    lynda con la y: il dottore gli promette le stelle, la manda a controllare da un terminale l’avanzare dalla flotta dalek… ci lascia le penne senza remore, senza pietà, senza mezza citazione
    river song: cresciuta dal silenzio fino a 10 anni, abbandonanta da bambina (nell’america del ’69 come ha fatto a raggiungere i pon nell’inghilterra degli anni 80 non si sa, inoltre di quanto si era rigenerata di 3 mesi? perché i tempi proprio non tornano qua c’è ancora l’uso peso del generatore di trame scritto in bbc basic… matrimonio farlocco, morte impietosa, etc..
    clara: complesso della sorella maggiore, spessore emotivo di un pacchetto di bastoncini fintus finita a pezzi in un affare che è una spaccatura nel tempo lasciata dopo la morte del dottore (mah… quindi sarebbe dovuta rimanere anche a lago silencio che gli costava al silenzio controllare meglio? ancora il generatore di trame?)
    sally sparrow: finisce con lo sfigato del videonoleggio (oh finisce meglio di altre)
    Lorna Bucket: ci lascia le penne pur di parlare col dottore che aveva incontrato da bambina (e che magari gli aveva promesso di tornare per prendersela stile amy?) una vita bruciata solo per rivederlo (azz alla faccia di clara, sta si che è una sfighella)
    mi fermo non ho più voglia, ma sicuramente i personaggi femminili sono pensati un pò usa e getta.

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  4. L’attuale ”usa e getta” non riguarda tutti i 50 anni della serie.
    A Lady Christina De Souza è andata benone, Rose ha fatto la sua scelta, Martha è un’agente della UNIT, Donna non è stata ”abbandonata senza pietà”: la cancellazione della memoria (che pure a suo tempo ho criticato) è stata per Ten una dolorosa scelta obbligata per salvare lei, non se stesso, e comunque s’è anche assicurato che avesse la possibilità di rifarsi una vita. Il punto è che, prima di Moffat, praticamente tutte le companion fisse del Dottore, dagli anni 60 all’era Davies, avevano una vita autonoma prima d’incontrarlo, e ce l’hanno avuta anche dopo. E molte delle migliori lo hanno lasciato loro: Jo Grant, Leela, Romana, Martha. Le attuali companion dell’era Moffat invece letteralmente nascono, vivono e muoiono solo in funzione del Dottore. River è stata costruita per lui e gli ha dedicato tutta la vita, Clara esiste solo per sacrificarsi a salvarlo milioni di volte. Amy l’ha idolatrato fin da bambina, gli ha partorito River, e alla fine se n’è andata molto a malincuore solo per seguire il marito (e fare posto a Clara). I personaggi femminili di Moffat sono sempre completamente subordinati a quelli maschili.

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  5. Sottoscrivo tutto in pieno e sottolineo tre volte. Non avrei saputo dirlo meglio. Dopo lo sconfortante finale di stagione ho rivisto The End of Time, ritrovandoci tutto quello che mi aveva entusiasmato la prima volta: una trama articolata, personaggi adorabili (Wilf Mott e perfino i due alieni cactus avevano il loro perché), un finale epico come altri mai, un Master di potenza irripetibile e dalle battute in certi punti quasi sofisticate (‘I had estates’, dice il Master dopo il primo scontro con il Dottore nella discarica. C’è un universo di sdegno e di rabbia classista in quella frase, pronunciata da un John Simm in stato di grazia. Un’aristocrazia inquinata e decaduta che recrimina sul Fato avverso. Meraviglioso). Persino l’agonia, decisamente kitsch, ha dell’irresistibile. Ma tutto questo nella gestione Moffat non c’è, e francamente non riesco a capire il senso di questa operazione: ritagliare i personaggi per lasciare solo la sagoma, togliendo tutto lo spessore, il pathos, il divertimento, l’eccesso e anche le cialtronerie. Un po’ come quelle figurine da vestire con abitini di carta. Ma almeno negli album della mia infanzia dovevi stare attenta a non tagliare anche le linguette che permettevano di fissare gli abiti alla figura: e invece nel raccontare il suo Dottore – con una sorta di sbrigativa arroganza, a mio giudizio – Moffat ha sforbiciato tutto, lasciando solo disegni scompagnati e pronti a perdersi tra mille altri ritagli.
    Grazie mille, Alessandra

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  6. ivan

     /  giugno 20, 2013

    io amo alessandra daniele

    Rispondi
  7. quanto diamine posso odiare moffat e i suoi orribili personaggi unidimensionali… ogni volta che mi trovo a parlare di doctor who mi trovo a litigare con tutti…. perchè tutti credono che river “succube del dottore” song sia un bel personaggio,,, invece che una fidanzatina fissata che va in giro a sparare alla gente e torturare daleks e quando non fa questo stà queta in prigione a ASPETTARE CHE IL FIDANZATINO LA CHIAMI… è questo per moffat sarebbe un personaggio intelligente e indipendente

    non stò nemmeno a sottoliniare quanto sia idiota che il dottore che ODIA LA VIOLENZA… se nè fotta che sua “moglie” sia un’assassina pluriomicida

    ed è anche brutta…. anche amy fa pena come personaggio ma almeno è carina
    in definitiva
    meglio una Donna Noble oggi che un personaggio scritto da moffat ANYDAY

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  8. Chiara

     /  novembre 1, 2013

    Siete dei grandi ragazzi, avevo bisogno di leggervi. vi voglio bene.
    (questo anche per compensare l’incapacità emotiva in Moffat)

    Rispondi
  9. Chiara

     /  novembre 2, 2013

    Aggiungo qualche riflessione personalissima

    1)per quanto riguarda l’incapacità emotiva, prima che con clara e river si vede con i pond, (e questo è il motivo per cui mi hanno sempre lasciata fredda nei loro confronti, ed è un peccato perché se sviluppati meglio non sarebbero malvagi, soprattutto Rory):
    Amy fa un pensierino sul dottore la notte prima di sposare Rory, ma quello che mi ha dato fastidio, è che è saltato fuori dal nulla, saltando tutto il possibile lato romantico alla Rose e Ten, (e sfido chiunque a non non vedere il lato romantico di un uomo con una cabina blu che ti porta via dalla tua vita normale con lui tra le stelle) buttando tutto sul sesso. 
    In pratica fa risultare Amy è una zocc***…  scusate ma non mi viene altra espressione…Amy esprime la sua infatuazione per il dottore, di cui prima non c’era traccia, solo cercando di portarselo  a letto. 

    una situazione  del genere ai tempi di rose la vedevi solo nella roba fanmade.

    e l’amore di Rory così solido perché?perché??
    cosa ci vede lui in Amy? Moffat non giustifica su cosa sia basato un amore così forte.

    e quando Amy dice di non poter vivere senza Rory, anche li non si capisce perché, non è una cosa che  viene costruita insieme a noi, è una cosa che c’è perché quella è la trama, stop.

    2)per quel che riguarda la perdita della memoria di Donna, non solo come dice alez è stata per Ten una dolorosa scelta obbligata per salvare lei e non se stesso, ma ten nel momento in cui fa perdere la memoria a donna secondo me è triste per se stesso, perchè in quel modo resta di nuovo solo come alla morte del master in the last of the time lords. Nessuna poteva capire il dottore come donna quando avava un cervello da time lady. Questo si può dedurre anche dal dialogo finale di quell’episodio con Wilfred, dove wilfred alla perdita della memoria di donna non si preoccupa solo per donna ma si chiede: ora che donna non si ricorda di lui, chi penserà al dottore?
    Quindi nel momento in cui toglie la memoria a donna il dottore è in conflitto con il proprio egoismo che vorrebbe una mente amica vicino alla propria, ma lui dà la priorità alla vita di donna.

    3)le companion generale prima di moffatt proprio perchè avevano una vita autonoma, avevano una vita contestualizzata nella realtà, vivevano nei sobborghi di una londra riconoscibile come Rose con una madre vedova in cerca di marito, erano precarie come donna, situazione sociale realistica, avevano una famiglia disastrata come martha, e avevano una vita autonoma, mentre con Amy Pond la sua vita è segnata fin da piccola dall’incontro col dottore. Tutto quello che le succede e cose che per altre persona sono normali come sposarsi e avere figli per lei sono è assolutamente fiabesche: non ha genitori, si sposerà solo grazie al dottore che decide di farla riavvicinare a rory, dopo aver aspettato chiusa in una scatola per duemila anni, partorirà una Time lady su un’astronave aliena senza sapere di essere incinta (quindi senza vivere l’esperienza della gravidanza), per poi scoprire che lei e suo marito sono cresciuti insieme alla propria figlia, che per l’aspetto è più vecchia di loro, e che anzi se non fosse stato per l’intervento della figlia neppure si sarebbero mai messi insieme. Non solo la “famiglia” cioè la coppia pond e figlia, è tutta in funzione del dottore ma tutta la parte di “normalità” non esiste e in questo modo tutte le emozioni sono tagliate fuori, perchè ciò che nella vita normale si spiega con le emozioni qui si spiega in altro modo.

    4) per quanto riguarda il commento di Ennio sul fatto che il dottore che odia la violenza se ne fotta che sua moglie sia una pluriomicida, sono d’accordo pienamente ma si potrebbe anche accettare se fosse giustificato con qualche spiegazione del perché nonostante questo aspetto che sembrerebbe allontanare i due personaggi, il dottore si sia innamorato di River. Se moffat avesse spiegato che River ha un lato che tocca profondamente il dottore, che gli serve per compensare qualche mancanza in se stesso….ma tutto questo è lasciato alla nostra fantasia, non esiste, o volendo essere buoni, per dirla con i fan di moffat, forse è successo off screen….Ecco anche questo grande uso delle scene off screen tra river e il dottore …serve solo a far confusione nella mente dello spettatore.

    Rispondi
    • Alez

       /  gennaio 16, 2017

      Mi scuso per aver scoperto e pubblicato il tuo commento solo oggi, era inspiegabilmente finito nello spam.
      Anche tu sei una ragazza che ha aspettato abbastanza!

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  1. Er Burkarolo - Carmilla on line ®
  2. Il Dottore Stranamore - Carmilla on line ®

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